Il Governo ha ancora la maggioranza al Senato?

GOVERNO CON MOLTI PARTITI, GENERA CONFLITTI INTERNI E CAMBI DI GRUPPI (CASACCA) DEI PARLAMENTARI 

Il governo Conte II all’insediamento ottenne 169 voti, un traguardo che non ha in seguito più raggiunto.

Confronto tra insediamento e ultimo voto di fiducia che si è tenuto al senato (decreto elezioni 2020)

Tre sole volte successivamente ha superato i 161 voti:

  • decreto crisi aziendali (168 voti, 23 ottobre 2019),
  • legge di bilancio 2020 (166 voti, 12 dicembre 2019) 
  • decreto fiscale (166 voti favorevoli, 17 dicembre 2019). 
  • decreto elezioni 2020, con 158 si (senza la partecipazione delle opposizioni), presenti 162 su 321 nessun voto contrario e quattro non votanti (nessun astenuto)  

Il governo continua a fare decreti, ma i passaggi al senato mostrano un numero sempre più basso di senatori che votano la fiducia. C’è ormai la moda dei cambi di gruppo, o in alternativa le assenze strategiche, per evitare scontri interni al partito.

Le patate bollenti vanno gestite tutte le settimane. Una delle prossime sarà l’approvazione del nuovo scostamento di bilancio, che si dovrebbe aggirare sui 20 miliardi.

Salterà il governo a causa dei numeri al senato, nel prossimo autunno?

Noi del Movimento StelleNelCuore ci domandiamo – Supererà indenne il giorno dell’Assunzione di Maria, visti gli ultimi cambi di gruppo, il voto al senato sullo scostamento di bilancio sarà certamente da monitorare con attenzione. Potrebbe infatti essere una nuova occasione per l’opposizione di mettere in forte difficoltà il governo.

Salvini e Meloni spingono, sapendo che la situazione al senato è da tempo tra il traballante e la stabilità del governo  preoccupante. Due parametri in particolare sono tenuti d’occhio, i cambi di gruppo e il risultato dei voti di fiducia. D’altronde i bassi numeri nell’approvazione delle leggi, confermano l’esistenza per l’opposizione di una possibilità di sovvertire le sorti del governo. 

Salvini soprattutto negli ultimi mesi, stimola il ballo dei parlamentari, visto che la fiducia è quasi sempre necessaria, a volte irrinunciabile, per l’approvazione delle leggi. Inoltre monitora le votazioni in cui è necessaria la maggioranza assoluta (es. scostamento di bilancio), sperando che non sia raggiunta.

Voti di fiducia e cambi di gruppo

Al senato i provvedimenti Covid-19 sono stati tutti approvati (visto che può essere utilizzata come voto finale sui provvedimenti) con la fiducia, e da febbraio il governo per ben 13 volte ha richiesto la fiducia, delle quali 8 volte a Palazzo Madama. Nelle 8 votazioni prese in considerazione il governo non ha mai raggiunto la soglia della maggioranza assoluta, ottenendo sempre un consenso inferiore ai 161 voti.

Da ricordare che il maxi-emendamento del Dl Cura Italia, che prevede uno scostamento di bilancio di oltre 20 miliardi di euro, è stato approvato dal Senato con la fiducia (chiesta dal Governo), ma con solo 142 sì, 99 no e 4 astenuti. Così come anche il decreto scuola, è stato approvato con un numero molto basso di consensi pari 148.

Dall’inizio dell’anno ci sono stati 26 cambi di gruppo in parlamento e dall’inizio legislatura sono 116. Gli ultimi sono 3 ad aprile, 4 a maggio e altri 3 a giugno, tra le quali due senatrici passate alla Lega (Riccardi dal Movimento 5 stelle e Testor da Forza Italia) e alla camera l’onorevole Ermellino (ora ex 5 stelle) passata al Misto. Il più bersagliato è senz’altro il M5S (ormai blog delle stelle), che sta subendo la più grande emorragia.  

 La maggioranza appare assottigliata e in frammentazione

Una situazione che avevamo già vissuto, nella scorse legislature; ricordiamo ad esempio il governo Gentiloni (Pd-Ncd), che operava con un margine di maggioranza estremamente contenuto.

L’attuale governo si regge su 154 senatori, formati dai gruppi (M5s, Pd, Iv, Leu e Maie) parlamentari dell’attuale maggioranza di governo. È quindi evidente che senza sostegni vari, più o meno stabili concessi dai rappresentanti delle autonomie, dai senatori a vita e da alcuni parlamentari confluiti al gruppo misto, non starebbe in piedi.

Nelle immagini vediamo la situazione aggiornata, confrontata con quella all’insediamento del governo:

Oltre ai numeri della maggioranza che si stanno assottigliando, c’è un altro elemento da considerare:

la frammentazione della compagine, infatti al momento dell’insediamento i gruppi a sostegno del governo erano solo Movimento 5 stelle, Partito democratico e Liberi e uguali, ma si è poi aggiunti alcuni membri di “Per le autonomie”, alcuni dei senatori a vita in parlamento e una presenza di Italia Viva con due ministri e un sottosegretario, evidente dopo la scissione interna al Partito democratico è nata Italia Viva (18 settembre 2019). 

Ha rendere più difficile mantenere i numeri al senato, c’è anche l’assenza di alcuni dei 12 senatori dei partiti della maggioranza, con compiti di governo, che non sempre possono essere presenti nei voti “fiducia”. Dunque si aprono grandi spazi per utilizzare le “assenze strategiche” che mettono il governo in difficoltà sui provvedimenti che necessitano della maggioranza assoluta*.

PROSSIMO MOMENTO CRITICO POTREBBE ESSERE QUELLO DELLO SCOSTAMENTO DI BILANCIO PREVISTO A META’ LUGLIO

Passerà al senato?

Annunciato dal ministro dell’economia Roberto Gualtieri, alla commissione bilancio della camera, l’ulteriore ricorso all’indebitamento (si parla di 20 miliardi) con un nuovo decreto legge.

Movimento StelleNelCuore

Allegato
 
* – Art. 81 regolamento del senato

È il caso per esempio dello scostamento di bilancio, circostanza in cui il ricorso all’indebitamento necessità di un sostegno parlamentare ampio. Situazione che si è già venuta a ripetere 2 volte dall’inizio della pandemia, prima per la discussione del cura Italia, e poi per il decreto rilancio.

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