“L’IMPORTANZA DELL’ATTENDIBILITÀ DELLE FONTI D’INFORMAZIONE”

Siamo in tempi d’abuso dell’utilizzo delle informazioni?!  

Nell’ultimo semestre l’informazione in tutte le sue forme si è concentrata in una sola cosa: il Covid-19.

Informazioni martellanti, alcune giornaliere, altre in qualsiasi ora del giorno, che pur affrontando tutti i generi dell’informazione, al loro interno contenevano o erano condizionate dall’aspetto dominante COVID 19.

Notizie che passavano dalle misure prese dal governo, alle azioni da fare per proteggersi da virus, dalle iniziative delle aziende, alla situazione sanitaria sino all’andamento dell’economia, per passare alle proteste delle opposizioni e non solo.

Ogni giorno poi, purtroppo, nel riepilogo dei numeri, relativi all’andamento del contagio e delle sue conseguenze, non mancavano le notizie dei decessi, a volte anche dettagliate per età o professioni.

Per far comprendere quanto ogni notizia, seppur vera, possa essere manipolata, ne utilizziamo una, che può essere un chiaro esempio, di come si possa fuorviare il nostro giudizio.

Il titolone scioccante ci raccontava: «Coronavirus, morto il primo medico italiano: è un’anestesista».

Un annuncio che da solo, genera un aumento di preoccupazione, in molti di noi, che ci preoccupiamo di più se anche un medico, dedito alla cura dei malati di Covid si può infettare e morire; il rischio coronavirus è veramente alto!  

Fatto sta però che, andando ad approfondire la notizia, pubblicata da un quotidiano nazionale, qualcuno ha scoperto che l’anestesista, era ricoverata da circa un mese, perché aveva già gravi problemi di salute, aggravati dall’infezione del Covid-19, portando il suo stato già compromesso, al punto di non farcela.

Solo alcuni giorni dopo, la notizia è circolata completa, quindi leggermente modificata, riportando la notizia della precedente malattia.

Notizie errate o incomplete, fatte ad arte per favorire qualcuno o solo per alzare la tiratura, ne sono messe in giro veramente tante. E da febbraio tale fenomeno si è ampliato a dismisura. L’informazione ormai viaggia di pari passo con la disinformazione.

La fame, o se vogliamo essere morbidi, il bisogno di sapere e di informarsi, si è sensibilmente spostato sul web, rendendo possibile l’amplificazione dell’accesso all’informazione; si è quindi messa a disposizione una quantità di notizie tale, che però (essendo molte) non siamo in grado, né di approfondire, né di verificare, nella loro autenticità e veridicità.

Siamo stati e siamo ancora, in una situazione in cui, si ha la necessità di essere informati, essendo un momento nel quale le nostre letture, sono soggette ad emozioni.

Ansia e paura a volte diventano angoscia; in quei momenti, restiamo spesso colpiti dai titoloni, dei primi articoli che leggiamo, che sembrano fatti ad arte, per amplificare in maniera nascosta, le diverse paure presenti in molti di noi.

Approfondire: unica arma per non cadere negli inganni

Navigare in un web, soprattutto tramite i social network, pieni di notizie la maggior parte delle quali, non sono completamente attendibili, ci porta a scegliere quelle condivise da persone da amici di rete selezionati, o all’interno di gruppi scelti dei quali o facciamo parte o ci fidiamo, accettando tali notizie date o condivise come vere .

Un pensiero, che però non tiene conto che quelle condivisioni, fatte in buona fede dalle stesse persone, siano state condivise per la volontà degli stessi di collaborare, ma che magari per mancanza di tempo, senza aver prima approfondito la loro attendibilità, tutti presi dall’ansia di veicolare quella, che credono un importante notizia.

Non facciamoci ingannare, facciamo attenzione soprattutto alle notizie alterate

Infatti per evitare di farsi ingannare, occorre comprendere che le notizie non sono necessariamente false, ma che a volte una notizia vera, viene raccontata in modo da renderla diversa dal reale, quindi inattendibile.

Un altra pratica molto diffusa, che offusca la lettura dell’informazione sul web è il fenomeno denominato clickbaiting «contenuto il cui scopo principale è attrarre l’attenzione e spingere i lettori a cliccare sul link di una determinata pagina web» (in italiano “acchiappaclick).

Metodi sempre più sfruttati, da chiunque ha l’obiettivo di rendere appetibili i propri contenuti, di qualsiasi tipo essi siano, per conquistare più click con motivazioni economiche o per avvantaggiarsi nei confronti dei competitor.

Quello a cui bisogna fare attenzione, sia sul web sia sui giornali, sono i titoli enfatizzati, scritti in maiuscolo che danno, quasi sempre, notizie che possono, o meglio tendono ad essere ingannevoli e che sono il primo sintomo manifesto di essere fake news.

Come possiamo difenderci: scartiamo le meno importanti e smascheriamo le falsità

La quantità di informazioni in cui ci imbattiamo ogni giorno, non è gestibile nel tempo che abbiamo a disposizione, ma essendo necessario difendersi dalle falsità, selezioniamo le notizie seguendo alcune regole, che ci aiutano a distinguere quali notizie seguire, e soprattutto smascherare quelle completamente o parzialmente false.

Come fare:

  • verificare la data dell’articolo, scartando le notizie vecchie di anni o di settimane/giorni fa, notizie a volte già smentite e ripescate spacciandole come news;
  • utilizziamo per informarci solo siti o giornali ufficiali e che abbiamo già valutato come attendibili;
  • verificate le fonti (diffidate delle fonti senza link) e le immagini (per verificare si può usare Google Images Tineye);
  • controllare che sia un sito conosciuto, con una sezione “chi siamo”, con la testata registrata; utilizzando gli appositi siti come whois.com, con i quali si possono facilmente e velocemente verificare;
  • Infine, sui Social nel dubbio controllate i bollini di verifica, l’autenticità del giornalista o personaggio se nel profilo la presenza di un bollino blu con una spunta bianca.

Concludendo: La manipolazione buona dell’informazione a volte può essere un “male necessario”

In tempo di Covid-19, non sempre la schietta informazione può rappresentare la giusta strada da percorrere, occorre tener conto ad esempio che se le informazioni sono tali da suscitare “emozioni negative”, si diminuisce la capacità di comprendere il particolare contesto di riferimento, rischiando di “disperdere energie” che sono necessarie per far fronte alla particolare complessità del momento; perché le circostanze spingono il nostro livello di autocontrollo ad abbassarsi, lasciandoci offuscati a causa di un eccesso di emozioni negative.

Questo è il motivo, per qui in momenti delicati come l’attuale, va posta una estrema attenzione sia ai contenuti sia al modo di comunicare, poiché ogni parola pronunciata o scritta, in periodi nei quali si vive in un’emozione negativa, percezioni errate causano facilmente conflitti, o deleteri malintesi, proprio quando la coesione sarebbe necessaria.

Movimento StelleNelCuore

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