Ma la spazza-corrotti come sta funzionando?

È veramente e interamente operativa?

Era fine gennaio del 19, quando la spazza-corrotti è stata approvata, dopo nutriti “bracci di ferro”, tra i partiti. Si è trattato di un parto sofferto, che non ha soddisfatto neppure lo stesso ministro Bonafede, che ha subito ammesso (dichiarandolo) di voler lavorare per migliorare il testo.

  1. Rivedere il parametro dei politici, in cosa fanno e non di chi ne fa parte:
    1. Tener conto che le fondazioni e le associazioni analizzate, nascono con lo scopo di creare legami trasversali, che vanno ben oltre la politica.
    2. Aver coscienza che sono hub di influenza, che uniscono accademici, imprenditori, dirigenti pubblici e amministratori.
    3. Prender atto che limitare, con la definizione di think tank politico, a quelle strutture i cui organi apicali sono composti per 1/3 da politici, è fuorviante.
    4. Si rischia di includere associazioni e fondazioni in maniera erronea.
    5. Essere convinti della necessità di rivedere questa definizione, aggiungendo un elemento chiave “le attività svolte”. Infatti i think tank, anche se non presieduti da politici, spesso sono per loro stessa ammissione, luoghi in cui fare formazione politica e instaurare processi di policy making.
    6. Quindi allargare l’attenzione oltre che ai componenti, alla attività svolta;
  2. Creare un sistema di giudizio popolare, evitando di dare “la caccia alle streghe”:
    1. “Fatta la legge trovato l’inganno”, maestri nell’aggirare le leggi politici e non solo, appena è stata scritta legge, la maggior parte delle organizzazioni rientranti nella definizione, hanno cercato in tutti i modi di non rientrare nella normativa;
    2. Trasparenza e controllo di un ente terzo, potrebbero rendere le fondazioni politiche utili, considerare la possibilità di instaurare un sistema giudicante pubblico, che potrebbe aiutare a far emergere, le differenze fondamentali;
  3. Dare più poteri e risorse all’organo di vigilanza, che oggi non riesce a controllare:
    1. Infatti, la commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, continua a denunciare le carenze organiche e la mancanza di competenze del personale in organico, per la sua attività di controllo sui bilanci delle fondazioni e sulle donazioni ricevute; 
    2. E ad rendere utile il loro operato, in quanto sarebbe necessario rivedere i poteri attualmente assegnati all’organo di vigilanza, non disponendo ancora di poteri accertativi diretti, se non tramite richieste ad altre autorità/amministrazioni;
    3. I risultati, resi di facile lettura, andrebbero pubblicati e ampiamente divulgati.

“le attività svolte”: attraverso think tank, fondazioni e associazioni di natura politica

E’ questo uno dei temi caldi, che al Movimento StelleNelCuore (e non solo), sta’ a cuore già da anni. Riteniamo infatti fondamentale, per cercare di evitare che i politici siano deviati, sulla strada della “dipendenza” dai potentati economici (cosa che purtroppo avviene ed è avvenuta nel passato). 

La nascita e la diffusione incontrollata, delle fondazioni politiche e delle think tank, è mezzo e al tempo stesso causa, del degenerare dei politici. Un tema che dai politici, è stato sempre volontariamente ignorato, fino all’arrivo della spazza-corrotti con la quale M5S e Lega hanno solo “tentato” (o secondo interpretazioni “fatto finta”) di normare una materia complicata, dalle volontà contrarie, ma soprattutto scottante. 

Perché molti dicono che le nuove norme sulle think tank, non sono servite a nulla?

Pur apprezzando la volontà del ministro, di affrontare un tema, anche allora, “pericoloso” per l’equilibrio di governo, non possiamo esimerci dal criticare questa parte di legge, poiché è basata su un assunto errato.

Si è infatti scelta una soluzione, considerando che il parametro principale, da correggere sia quello della quantità dei politici negli organi apicali.

Tale scelta rende inutile la norma, poiché non è sufficiente ad evitare che le think tank, siano o diventino, mezzi di condizionamenti della politica. Una delle cause è la definizione di organo apicale, che essendo aleatoria e variando a seconda del tipo di struttura, consente con piccoli espedienti, di essere aggirata.

È già in pratica evidente (essendo già successo), che basta spostare i politici in altri organi, per essere esclusi dalla norma, potendo continuare a gestire le think tank come prima.

Con queste regole, non si può mantenere operative le think tank e fondazioni politiche, che essendo strutture sempre più centrali nelle dinamiche nazionali, condizionano le istituzioni, anche sulle scelte per nomine e incarichi pubblici.

Risale alla fine 2018 l’approvazione (fatta dal governo Conte 1) della spazza-corrotti, modificata successivamente più volte.

Ricordiamo la modifica fatta con il “decreto crescita“, che ha incardinato la definizione [sono equiparate ai partiti le strutture i cui organi direttivi o di gestione sono composti per almeno 1/3 da membri di organi di partiti o movimenti politici ovvero persone che sono o sono state, nei 6 anni precedenti, membri del Parlamento nazionale o europeo o di assemblee elettive regionali o locali di comuni con più di 15.000 abitanti, ovvero che ricoprono o hanno ricoperto, nei sei anni precedenti, incarichi di governo al livello nazionale, regionale o locale, in comuni con più di 15.000 abitanti] di fondazioni, associazioni e comitati politici, con il parametro definito principale quale il numero di politici presenti negli organi apicali.

Appare infatti evidente, non solo a noi, che questa modifica alla definizione, non può essere utile per lo scopo di evitare che attraverso il loro utilizzo, si finanzino facilmente sia vecchi partiti più ramificati, sia creare nuovi partiti allo scopo di controllare i legislatori. 

Se la nascita è “lo scopo” della maggioranza di queste organizzazioni, sembra proprio essere quello di creare legami trasversali, che vadano oltre la politica, mettendo insieme accademici, imprenditori e dirigenti pubblici, e quanto altro serva allo “scopo”, l’aver normato come unico punto focale, la presenza dei politici non serve a nulla, poiché  tale parametro è facilmente aggirabile.

È senza dubbio chiaro che, da quando la spazza-corrotti è stata approvata, i politici sono stati spostati in organi non apicali.

Crediamo quindi che sia necessario, che quanto prima, il parlamento intervenga di nuovo sulla materia, per rimuovere gli errori, ma soprattutto dare alla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici” i poteri necessari per svolgere i compiti affidati.

La spazza-corrotti è però molto di più, di regole per i think tank 

Ma la spazza-corrotti, ha normato tanti altri aspetti, alcuni dei quali (veramente importanti) con successo. Norme che hanno permesso di “scoperchiare pentoloni bollenti”, denunciare scandali conclamati, rendendo anche possibile fare “giustizia” in molti casi, i quali prima finivano regolarmente nel “nulla di fatto”. 

Ricordiamo ad esempio, “Daspo” per corrotti e corruttori, con durata tra i 5 e i 7 anni, che nei casi più gravi sarà a vita. Daspo che no vale soltanto per il reato di corruzione, ma anche per:

    • – malversazione aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità
      – corruzione per l’esercizio della funzione
      – corruzione propria aggravata dal fatto di avere ad oggetto il conferimento di pubblici impieghi
      – istigazione alla corruzione
      – peculato
      – concussione
      – induzione indebita a dare o promettere utilità
      – traffico di influenze illecite
      – abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità

La figura dell’agente sotto copertura che come già previsto per i reati di droga, potrà essere utilizzato per le attività di contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata, le forze dell’ordine avranno la possibilità di inviare agenti sotto copertura per indagare sulle possibili situazioni di corruzione.

Altre importanti novità introdotte quest’anno, come la possibilità d’usare il trojan, non solo per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali, ma anche dagli incaricati di pubblico servizio, le intercettazioni anche nei luoghi di dimora privata, non solo per i pubblici ufficiali.

  • Movimento StelleNelCuore

Allegati:

Il decreto-legge del 16 luglio 2020, n. 76 (c.d. Decreto Semplificazioni), sul versante della responsabilità penale, ha innovato il reato di abuso d’ufficio ex art. 323 c.p..

https://www.diritto.it/sulla-riforma-del-delitto-di-abuso-dufficio-ad-opera-del-decreto-legge-16-luglio-2020-n-76/

 

 

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