Sofferta l’approvazione del dPCm alla camera

Cos’è successo alla Camera col numero legale?

Facciamo un po’ d’ordine, sui numeri e su quanto successo, alla camera dei deputati causa dPCm.

I vari personaggi politici (di maggioranza e d’opposizione), di fronte alle difficoltà riscontrate (mancanza del numero legale per due volte), per far approvare un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (d.P.C.m.), hanno dato ognuno i propri numeri, per giustificare o evidenziare tale debolezza.

Il pomeriggio del 6 ottobre alla Camera, è mancato il numero legale sulla comunicazione del ministro della Salute, atta a prolungare lo stato di emergenza; questa è la decisione del governo, per gestire l’evoluzione della pandemia. La mancanza del numero legale, è la diretta conseguenza dell’applicazione del regolamento della camera (da parte del presidente di turno Rosato IV); infatti seppur facente parte della maggioranza, non ha accettato di inserire gli assenti per quarantena fiduciaria, tra i deputati in missione. Colpa del regolamento, il quale stabilisce che la missione va richiesta prima e non all’inizio della seduta. 

Ciò ha dato l’opportunità all’opposizione di destra e centrodestra, di far mancare il numero legale, non partecipando al voto. 

Ma veramente la causa è la mancanza dei deputati in quarantena?  

Dai resoconti delle sedute, si evince che, nella prima votazione erano assenti 90 deputati su 350 della maggioranza, ridotti ad 80 nel secondo tentativo, essendo stati richiamati alcuni (dei 63) sottosegretari e ministri. 

Dato che il numero legale alla Camera, è di 316 membri (la metà più uno dei deputati) e che tale quorum si riduce in proporzione al numero dei deputati in missione; non si è potuto votare – causa mancata soglia prima di 15 presenze , ridotte nel secondo tentativo a 8.                                  

Nella sostanza, non è corretto dire che, i 45 deputati mancati per raggiungere il quorum, è stato causato dagli assenti per quarantena. Infatti seppur gli assenti per Covid fossero stati 41, cosa non certa, visito che ieri il portavoce della presidenza a Montecitorio, dichiarava che deputati in isolamento volontario considerabili in missione erano 28, il problema dei deputati assenti resterebbe, visto i 90 assenti.

Tutto è stato risolto, secondo noi del Movimento StelleNelCuore, nel modo meno opportuno, andando a modificare di fretta e di furia il regolamento, facendo convocare dalla capigruppo, nello stesso giorno, la giunta per i regolamenti invece di richiamare i deputati assenti.      

Anche in relazione del fatto che, i dPCm non necessitano di approvazione da parte del parlamento. Infatti la loro messa in votazione, è stato un atto di coinvolgimento del parlamento stesso: 

Non crediamo che sia un metodo democratico cambiare i regolamenti ogniqualvolta fa comodo

Movimento StelleNelCuore

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