Un parlamento sempre più al servizio del governo

Una rappresentanza parlamentare rassegnata e rinunciataria

Un governo che, non solo governa, ma fa anche le leggi, un parlamento delegittimato che le approva per non andare a casa.

Sempre più evidente che deputati e senatori, sono ormai al servizio dei partiti e del governo. un governo che usa sempre più, i commissari per gestire le “emergenze” non riuscendo a farlo con le istituzioni esistenti. Le regioni in rappresentanza dei territori, che rifiutano le leggi approvate, facendone altre contrastanti. Le provincie svuotate ma non spente, che erogano servizi a singhiozzo per mancanza di risorse. Infine comuni che erogano sempre meno servizi e quelli offerti sempre poco efficienti. 

E’ stato dunque approvato il taglio dei parlamentari, che entrerà in funzione entro tre anni. Salvo ovviamente che la scelta dei parlamentari, non sarà quella di far cadere il governo nei prossimi giorni. Inoltre occorre pure che non sia trovata una nuova maggioranza (in tempo utile per evitare nuove elezioni). Infatti per essere esecutiva la modifica, debbono passare sessanta giorni, dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell’esito del referendum.   

Un approvazione che delegittimando ulteriormente il ruolo del parlamento, sembra presentare nel lungo termine molti rischi. Il dubbio che serpeggia nel StelleNelCuore è che l’approvazione avvenuta del referendum, aggiungendosi alle altre riforme, fatte negli ultimi anni delegittimi le attuali istituzioni.

A.A.A. Cercasi Popolo Sovrano!!

Considerando soprattutto, che grazie alle leggi elettorali fatte ad arte (continuamente modificate), per consentire alle forze politiche al governo, di mantenere il potere (in barba alla volontà della maggioranza dei cittadini). Ma soprattutto fatte per creare la possibilità di scelta, fatta dai Capi partito, di scegliersi i candidati da far eleggere, cosa che completa la

delegittimazione delle istituzioni che dovrebbero governare a nome del “POPOLO SOVRANO”.

Tutta la classe politica, maggioranza ed opposizione, sembrano paradossalmente cavalcare questa strada, nessuno nemmeno la nuovo forza (populista) cerca di invertire la tendenza. Né aumentando la possibilità di scelta degli eletti, né limitando il ricorso continuo, a decreti legge e ai voti di fiducia, da parte del governo. Così come a far riservare almeno la metà del tempo parlamentare per far si che il parlamento torni a fare direttamente le leggi.

Lasciando il tempo restante a percorsi appositi, per far in modo che il parlamento possa davvero discutere e intervenire, in tempi certi i disegni di legge del governo. Tra i quali anche i pochi veri decreti legge urgenti, anche quelli ovviamente necessari.

Un parlamento scientificamente e volontariamente svuotato delle proprie funzioni

Il parlamento, che in un sistema di Repubblica parlamentare, deve essere il cuore delle decisioni politico/istituzionali, è stato dai governi dell’ultimo ventennio progressivamente svuotato sia delle sue competenze sia della necessaria autorevolezza.

Un modus operandi, messo in atto dai partiti, funzionale alle esigenze di controllo interno delle forze politiche, e soprattutto delle forze maggioritarie che sono state al governo. I partiti, di qualsiasi parte politica, hanno contribuito, chi più chi meno alla delegittimazione di camera e senato, annullando il ruolo degli eletti, che debbono (se vogliono essere rieletti) limitarsi a fare quanto il partito ordina al momento. Cosa che l governo fa con metodo quasi scientifico. Utilizzando modalità e strumenti, che a turno contestano maggioranza ed opposizione.

Ecco come dovrebbe funzionare la Repubblica Italiana

La preponderanza dei governi nel processo legislativo

Il 75% delle leggi approvate dal 2008 ad oggi sono state presentate dal governo.

Sono di iniziativa governativa circa l’84% sono le leggi approvate dal Governo Conte II 

Un altro aspetto del ridimensionamento delle prerogative delle camere è l’abuso della decretazione d’urgenza.

I decreti legge, da strumento eccezionale offerto dalla costituzione per “casi straordinari di necessità e d’urgenza”, sono diventati quasi la modalità ordinaria con cui il governo sottopone le proprie proposte alle camere.

Abuso reiterato del numero di decreti legge che si deliberano ogni mese

Un metodo illecito è secondo noi del StelleNelCuore, poiché esclude i parlamentari tutti, non solo quelli di opposizione, dal poter incidere nel processo legislativo. Toglie, a differenza del disegno di legge, tempi e spazi di discussione, in più con l’applicazione della fiducia, genera decreti che arrivano in parlamento, non modificabili quindi come atti, che hanno già valore di legge.

Il ricorso continuo a questi strumenti, non più straordinari, uccide l’autorevolezza del parlamento tutto, rendendolo schiavo del governo. Con la richiesta di fiducia, decadono infatti gli eventuali emendamenti, andando direttamente al voto. Con ciò ottenendo un triplice obiettivo, accelerare i tempi, evitare le modifiche indesiderate, compattare la propria maggioranza, attraverso il ricatto della caduta del governo. Uno strumento nato per essere “eccezionale” in quanto azzera la possibilità della parlamento di modificare i testi. Un parlamento che ormai è utilizzato come strumento ordinario delle dinamiche parlamentari, da tutti gli ultimi governi senza particolari eccezioni.

Ha completato l’opera il Covid-19

La pandemia ha trasformato il governo, da organo esecutivo, a organo dominante di tutte le dinamiche politiche.  E’ l’utilizzo dei Dpcm (decreti del presidente del consiglio), con i quali nella fase iniziale, si sono prese decisioni fondamentali, come i provvedimenti di chiusura. Ma al di là dell’emergenza, l’utilizzo dello strumento, secondo le opposizioni, è stato fatto anche in modo improprio, giustificandolo con la necessità di decisione in tempi rapidi. Utilizzo fatto con la consapevolezza che, sarebbe stata considerata un’esigenza dai cittadini.

Un atto Dpcm che, differentemente dal decreto legge, non è sottoposto al vaglio né del Presidente della Repubblica, né al successivo voto delle camere.

E’ certamente ormai evidente che,  l’efficacia e l’efficienza del processo di formazione delle norme, attualmente in uso non ha nulla a che vedere con la nostra Repubblica.

Gli strumenti esistenti, sono ormai utilizzati ad uso e consumo dei governanti, bai-passando di fatto il parlamento. Il ricorso continuo alla decretazione d’urgenza, genera storture derivanti dall’abuso, che viene attuato implementando nella decretazione d’urgenza, politiche ordinarie del programma di governo.

UN OLTRAGGIO al POPOLO SOVRANO “ABOLITA DI FATTO LA REPUBBLICA PARLAMENTARE” 

Ma sono anche altri gli indicatori che mostrano come questo processo decisionale sia comunque lento, soggetto ad errori e porti alla sovrapproduzione normativa.

Il varo di una legge è legato alle campagne di propaganda, la stesura delle norme sono ormai solo il mezzo.

Varare una norma, è diventato l’evento, utilizzando quasi sempre lo strumento del decreto legge, viene enfatizzata la notizia, dandole un grande valore politico, attraverso la comunicazione. Non si usano più nomi tecnici, ma si “battezza”, soprattutto i decreti, con nomi evocanti come: Cura Italia, dl semplificazioni, Sicurezza, Trasparenza, Spazzacorrotti.

Come vendere all’elettore decreti e farli approvare a scatola chiusa  

Lo spot pubblicitario, fatto di slogan e contenente la parole chiave, consente al governo di fare propaganda, non nel merito delle norme da introdurre, ma sull’intero pacchetto. Un provvedimento che dentro una scatola chiusa, contiene di tutto e anche di più (altri argomenti). Ovviamente bypassando ogni argomentazione e discussione sui contenuti reali dei testi, spesso molto più articolati e contraddittori di quanto il nome lascerebbe intuire.

Occorre inoltre considerare che una volta approvate, tutte le norme devono essere calate nella pratica concreta, ed hanno quindi bisogno di una attenta e strutturata attuazione . Quello proprio che sarebbe il principale compito del governo, essendo organo esecutivo. Seguire i processi amministrativi, interessarsi di come far funzionare le norme, con decreti ministeriali, direttive, raccordando l’attività degli uffici sul territorio.

Anche la legge migliore, se non ha nessuno che si preoccupi di come viene attuata, resta lettera morta (nel caso migliore). In quello peggiore, finisce con il diventare l’ennesimo elemento di confusione in un panorama legislativo già molto complesso.

La difficoltà nell’attuazione delle norme, è resa evidente dai decreti attuativi. Si tratta di atti, come decreti ministeriali, Dpcm, provvedimenti dei dirigenti, cui la legge stessa rimanda per essere implementata.

A volte fissando un termine preciso dall’entrata in vigore della legge, altre volte senza scadenza.

 
Movimento StelleNelCuore

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