Assemblea Aperta del Movimento StelleNelCuore a Casenove di Foligno il 15dic18 ore 17.30

Sintesi del progetto:

RINASCITA ECONOMICA E RIPOPOLAMENTO DELLE FRAZIONI MONTANE   RIPARTIRE DALLE NOSTRE FRAZIONI PER RIPOPOLARE LA VALLE, DA AREA DEPRESSA A RISORSA, DA RISORSA A NUOVO MERCATO

Il Movimento di Foligno StelleNelCuore, crede che sia di primaria importanza affrontare la problematica dell’abbandono del territorio montano, che continua a vivere il suo spopolamento, a causa soprattutto della scarsità di servizi, di spazi di vita comune opportunamente manutenuti, mancanza di sviluppo delle attività imprenditoriali e di nuove opportunità che facciano nascere occasioni di lavoro. Un progetto, quello del MeetUp di Foligno, atto a generare la ripresa di attività di varia natura, tali da creare occasioni di lavoro e stimoli, che invitino a spostare la residenza, nelle frazioni e nei vecchi borghi montani. Occorre far tornare gli anziani nei luoghi di origine, per vivere la parte finale della propria vita, in letizia, ripristinare spazi di accoglienza per le nuove generazioni e nuove famiglie, (recuperando abitazioni e terreni) ripristinando (anche con fondi Europei, nazionali e Regionali) le condizioni necessarie (lavoro, casa, servizi primari e raccordo con la città) alla normale vita (livello di vivibilità) di una famiglia moderna;

Lo sviluppo di iniziative incentivanti, nei tre campi di azione più, partendo dal settore Agroalimentare, con progetti che consentano l’attivazione di:

  • Filiere (Dal campo all’etichetta) per la diffusione e trasformazione dei prodotti agricoli locali, come ad esempio le leguminose e i “frumenti antichi”, il tutto con trattamenti a basso impatto ambientale, o anche allevamenti. Per le produzioni locali di qualità che non hanno avuto riconoscimento, dal mese di agosto di quest’anno si può utilizzare il nuovo marchio nazionale creato dal Mipaaf “Prodotto di Montagna”.
  • Distretti agroalimentari di qualità (non ne risultano esistenti in Umbria), per i prodotti locali che già siano riconosciuti come Dop, Igp, Stg per i prodotti dell’agricoltura e dell’industria alimentare e Doc, Docg e Icgt per i vini, ed in particolare lo sviluppo di un distretto Bio.
  • Distretti rurali e Distretti florovivaistici classificati come rurali:
    • Si caratterizzano con l’integrazione tra attività agricole ed altre attività locali dedite alla produzione di beni coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali.
    • In UMBRIA non esiste ancora la norma specifica di recepimento, tuttavia la Legge regionale per l’urbanistica e la pianificazione territoriale (L.R. n. 11 del 22.02.2005), prevede la possibilità per i comuni di individuare e candidare all’interno dei propri territori, distretti rurali.
  • Distretti agro-turistici possono rappresentare una evoluzione dei Distretti agroalimentari di qualità.

In questo caso il distretto si rivela sotto la duplice destinazione di produzione alimentare e turistica, che include all’interno aspetti economici e sociali, ma anche cultural/storici. Il distretto permette l’organizzazione dei due settori di attività, coordinando tutti gli operatori privati o pubblici protagonisti partecipanti.

  • Sviluppo del settore Turistico, con progetti che recuperino le frazioni con forte spopolamento, utilizzando gli stimoli dei finanziamenti Europei e non solo, sempre presenti.
  • Recupero di vecchi borghi e le frazioni, restituendo al paesaggio tutti i suoi contorni originari, in chiave turistica. In questi luoghi è possibile intervenire in vari modi.
  • Agriturismo e aziende agricole, che sappiano allo stesso tempo, rianimare la cultura rurale e fornire un’attrattiva turistica sfruttando anche le peculiarità gastronomiche locali. Effettuando riconversioni colturali, riordini fondiari, conversione al biologico, restauro fabbricati rurali, trasformazione e vendita diretta, avvio dell’ospitalità e a traino della ristorazione.
  • Albergo Diffuso che è un’impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti un modo autentico che incentiva la presenza per visitare i luoghi.
  • Creazione di un eco villaggio riutilizzando le case la chiesa e i resti di antiche architetture, di una frazione abbandonata. Numerosi giovani e meno giovani che decidono di andare a vivere in un cohousing.
  • La scuola delle tradizioni, dove tramandare le vecchie abitudini e attività rurali, attraverso frazioni specializzate nel fare corsi, per insegnare a riconoscere le piante, orientarsi in natura, lavorare la terra, la cucina povera e l’artigianato locale;
  • Recupero arti e mestieri antichi relativi alle attività agricole e pastorali, attraverso opportune politiche di sostegno, anche da parte del Comune. In particolare si potrebbe riattivare le manifatture legate alla lavorazione del legno, della carta, dei filati, della ceramica e di alcuni metalli (fra cui oro e argento).
  • Altre attività collaterali, necessarie ed utili alla migliore riuscita dei progetti Agroalimentari/turistici, pensiamo ad attività innovative per il luogo insieme a forme di cooperazione, anch’esse utilizzando fondi strutturali Europei, nelle aree rurali montane, come:
  • Frazioni specializzate all’esecuzione di attività sportive adatte al luogo,
  • Trasformazione di una o più frazioni in abitazioni collaborative, per persone che scelgono di invecchiare insieme in un borgo su misura d’amico, strutturato in modo idoneo.
  • Trasformazione di una o più frazioni e le sue abitazioni, tali da creare un ambiente che stimoli alle buone prassi di condivisione. Progettando e ristrutturando, frazione e abitazioni ad hoc per la terza età.
  • Concessione abitazioni a canone agevolato per nuove famiglie che si insediano, nelle frazioni che hanno abitazioni libere e non fanno parte di quelle ristrutturate. Con esenzione per i primi anni delle imposte comunali in special modo se legate ad una attività imprenditoriale.
  • Ridefinizione del sistema delle infrastrutture e dei servizi secondo un grado incrementale di qualità che risponda alle particolari difficoltà ed agli svantaggi territoriali. Ricreando i servizi assenti o insufficienti, con metodologie classiche ma adeguate alle varie realtà, ricercando soluzioni attuabili e condivise con le realtà locali.

A livello urbanistico diventa dunque importante:

  • Garantire l’autonomia energetica mediante l’uso di fonti rinnovabili sia per il singolo fabbricato che per l’intero borgo e nello specifico per le urbanizzazioni primarie (illuminazione, riscaldamento, smaltimento acque reflue)
  • Riaggregare la proprietà per ricostruire l’integrità degli edifici e ridistribuire le funzioni negli ambienti a seconda della qualità ambientale o potenzialità d’uso.
  • Consentire ampliamenti volumetrici che per collocazione e tipologia si leghino alle tracce preesistenti (morfologia del terreno, giaciture, pendenza, muri di contenimento).
  • Conservare e valorizzare il paesaggio agrario impedendo le costruzioni ex novo al di fuori dei perimetri abitati e mettendo in atto azioni di recupero ambientale che permettano lo sfruttamento a scopi agricoli degli spazi aperti che circondano le borgate.
  • Unire a sistema i borghi mediante percorsi e sistemi telematici

Aspetto di primaria importanza per sviluppare la presenza umana nelle zone montane, è il ripristino dei servizi necessari alla vita quotidiana, quali: gli spazi pubblici della frazione, le scuole primarie, i servizi sanitari accessibili per gli anziani e i punti di primo soccorso, i servizi socio-assistenziali e sportello del cittadino, i servizi postali, trasporti e viabilità, rifiuti, acqua ed energia ed infine un rapporto diretto con la protezione civile.

abbiamo inoltre ricercato le possibili soluzioni innovative attraverso le quali con costi simili (pro-capite) si possano garantire livelli di servizio assimilabili, almeno un anno dopo l’avvio del progetto.

Ad esempio e solo per chiarire cosa intendiamo:

  • I servizi per anziani e quelli socio sanitari potrebbero essere svolti in un paio di punti baricentrici alle popolazioni montane, evitando agli stessi la necessità di scendere in citta.
  • Le scuole primarie (elementari) e secondarie di primo grado (medie) saranno garantite attraverso un servizio capillare di presa in consegna trasporto e riconsegna dei bambini sino alla 3° media. Mentre ovviamente gli Asili nido e le Scuole primarie fino a 5 anni (asili) dovranno essere allocate nelle stesse zone montane possibilmente entro un raggio di 3 km. eccezionalmente fino ad un massimo di 5 km.
  • Lo sportello del cittadino, che potrebbe funzionare come sportello mobile, per garantire la presenza settimanale almeno nelle frazioni e gruppo di frazioni che raggiungano i 200 abitanti.

Le risorse ci sono:

  • Occorre infatti sapere che solo nel piano per lo Sviluppo rurale 2014-2020 la politica di sviluppo rurale dell’UE è finanziata dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), con una dotazione di cento miliardi di euro, che andranno integrati da 61 miliardi di euro di finanziamenti pubblici Statali, (molti altri piani sono utilizzabili per il nostro progetto). Il Movimento StelleNelCuore crede che le montagne rappresentino un patrimonio culturale, naturale e etnico, che riteniamo sia patrimonio dell’umanità; pertanto crediamo che sia urgente costruire un percorso tale che la montagna torni ad essere, il più presto possibile, un punto di unione tra uomini, territori, natura e città.

Movimento StelleNelCuore

MeetUp Foligno StelleNelCuore