Bandi gare Covid: le indagini di ANAC

Cinque miliardi di € le deroghe: le amministrazioni italiane hanno assegnato per la fornitura di materiali necessari al contenimento del contagio. 

Era lo scorso inverno e l’Italia fu il primo paese europeo ad essere travolto dal Covid-19. Si era infatti a fine gennaio, quando il governo decise di dichiarare lo stato d’emergenza. 

Seguirono a poche settimane di distanza, l’esempio dell’Italia le altre nazioni europee.

La scelta del governo italiano fu quella di procedere ad acquisti massivi e senza gara d’appalto, per l’approvvigionamento dei beni necessari.

Ciò avvenne soprattutto nei mesi iniziali, quando non le necessità non potevano essere soddisfatte con la produzione nazionale. Ma se è pur vero che, visto che si era di fronte ad una pandemia, è altrettanto vero che serve la massima trasparenza sugli acquisti fatti nello stato emergenziale, proprio perché effettuati in deroga alle leggi ordinarie.

Per questo è stato creato da Open polis, un osservatorio, sui bandi pubblici per il Covid-19, attraverso il quale monitorano gli acquisti fatti in emergenza, da parte delle amministrazioni pubbliche italiane. Al 17 novembre 2020 sono stati rilevati 9.000 lotti di gara indetti dalle pubbliche amministrazioni italiane, pari a un importo a base d’asta di 14,13 miliardi di euro, di cui 4,17 all’interno di accordi quadro. Gli accordi quadro utilizzano una procedura, che prevede un affidamento diretto all’impresa, ma solo a seguito della conclusione, di una convenzione con alcune aziende fornitrici.

Dei 4,7 miliardi di euro finora aggiudicati per bandi relativi all’emergenza Covid in Italia, 1,7 miliardi (il 36,2%) è stato assegnato a imprese non italianePiù del 90% di questi importi sono stati vinti da imprese cinesi. Hanno riguardato soprattutto mascherine e altri dispositivi di protezione individuale, soprattutto nei primi mesi dell’emergenza.

Anche l’Anac segue con indagini conoscitive dettagliate, gli affidamenti in regime emergenziale delle forniture 

Abbiamo stralciato alcuni aspetti del report della seconda fase dell’indagine, conclusa da Anac nel mese di agosto 

Nella relazione dell’ANAC al punto 4 abbiamo trovato “Le criticità di ordine generale rilevate” uno stralcio delle quali trovate qui di seguito:

Nell’ambito della casistica sottoposta ad esame si rivelano, altresì, procedure andate deserte, affidamenti revocati, difformità qualitative e/o quantitative delle forniture contrattualizzate, procedure annullate per riscontrata inaffidabilità dell’offerente (che non ha fornito idonee garanzie di competenza, nonché di solidità finanziaria) e/o dei prodotti offerti (carenze documentali delle schede tecniche dei dispositivi offerti), verifiche dei requisiti non eseguite o eseguite ex post, forniture non certificate CE, CIG da escludere dal campione di indagine perché riferiti a forniture non riconducibili all’emergenza Covid19.

In alcuni casi la gara è risultata ancora in corso ed in altri risulta invece che alcune fasi finali della procedura di affidamento (ad es. verifica dei prescritti requisiti in capo all’affidatario) sono ancora in corso. In limitati casi la disamina effettuata rivela criticità che suggeriscono di fare approfondimenti istruttori, in altri non sono stati forniti nella scheda i dati richiesti e per altri ancora non risulta pervenuta risposta da parte della stazione appaltante.

Con riguardo alle segnalazioni pervenute, le criticità emerse, pur se in genere legate a specifici aspetti di interesse dell’esponente, ripropongono in gran parte quelle riscontrate nel corso della valutazione delle risposte fornite dalle stazioni appaltanti coinvolte nell’indagine. In particolare, relativamente alla fase di affidamento gli esponenti contestano il costo eccessivo di alcune forniture (prevalentemente mascherine ed altri DPI) rispetto ai prezzi correnti. Gli affidamenti diretti in assenza di indagini di mercato e di una, seppur minima, competizione tra gli operatori del settore, nonché il mancato possesso da parte dell’affidatario della commessa dei necessari requisiti di ordine generale o speciale.

Relativamente alla fase esecutiva si rilevano in particolare contestazioni inerenti gli inadempimenti degli affidatari alle disposizioni contrattuali, i ritardi e la scarsa qualità delle forniture o l’assenza di idonee certificazioni che certifichino l’idoneità dei prodotti forniti. 

ANAC: Indagine conoscitiva sugli affidamenti in regime emergenziale di forniture e servizi sanitari connessi al trattamento ed al contenimento dell’epidemia da COVID 19 – Report di seconda fase

Questo il Link al Report completo dell’ANAC – Approvata dal Consiglio in data 4 agosto 2020 –

http://www.publicprocurementnetwork.org/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Pubblicazioni/RapportiStudi/ContrattiPubblici/IndagineCovid19.fase2.13.08.20_.pdf

Le misure straordinarie hanno sconvolto la vita degli Italiani, facendo derogare la P.A. nel suo acquistare

A fine gennaio, dunque, il ruolo di gestione dell’emergenza passa alla protezione civile, dipartimento che fa capo alla presidenza del consiglio dei ministri. Il 17 marzo, inoltre, il governo nomina il “Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19“. Si tratta di Domenico Arcuri, nominato a capo di una struttura, che risponde direttamente al presidente del consiglio. Tale struttura viene istituita, anche per stipulare i maggiori contratti pubblici per la fornitura di materiale necessario per il contrasto all’epidemia. Oltre al commissario all’emergenza e alla protezione civile, alcune amministrazioni (come le regioni) possono effettuare acquisti in deroga alle norme sugli appalti pubblici.

Oltre ad essere necessario per varare le misure straordinarie che caratterizzano la vita individuale e collettiva da alcuni mesi a questa parte (distanziamento fisico, l’obbligo di indossare dispositivi di protezione, etc.), lo stato d’emergenza consente alle amministrazioni dello stato di approvvigionarsi in tempi più rapidi del materiale utile ad arginare il contagio, a curare i pazienti e, in generale, al contrasto della pandemia.

In queste condizioni è possibile inoltre derogare alle norme di legge (pur rispettando i principi generali dell’ordinamento) attraverso il potere di ordinanza solitamente attribuito al capo della protezione civile. Questi può dunque delineare l’elenco delle norme a cui è possibile derogare e può a sua volta nominare altri soggetti attuatori che lo supportino nella gestione dell’emergenza. 

Rispetto al totale degli importi messi a bando per l’emergenza, risultano aggiudicati 5,5 miliardi di euro, di cui 740 milioni per accordi quadro. Questi ultimi li escluderemo dalla nostra analisi, perché rappresentano il perimetro contrattuale entro il quale si realizza l’aggiudicazione vera e propria. Escludendo gli accordi quadro, quindi, secondo i dati dell’osservatorio bandi Covid al 17 novembre 2020 risultano aggiudicati 4,73 miliardi di euro.

Le imprese cinesi hanno vinto lotti del valore medio più di 50 volte maggiore rispetto alle aziende italiane

Importi medi per lotto aggiudicati a imprese italiane ed estere nell’emergenza Covid

Con 1,57 miliardi vinti per 29 lotti, le imprese cinesi presentano un valore medio vinto per lotto di 54,3 milioni di euro. Le imprese italiane, che si sono aggiudicate in totale 2,84 miliardi per 2.609 lotti, hanno un valore medio più di cinquanta volte inferiore: 1,08 milioni di euro. Dopo la Cina, i paesi di provenienza delle aziende che hanno valori medi di aggiudicazione più alti, sono la Corea del Sud (14,5 milioni), Stati Uniti d’America (14,4) e Austria (4,15). In tutti e tre i casi, sono due i lotti vinti dalle aziende, di ogni singolo paese.

Oltre il 90% degli importi aggiudicati ad aziende straniere sono andati a imprese cinesi

Totale degli importi di aggiudicazione di aziende straniere per bandi nell’emergenza Covid, divise per nazionalità di appartenenza
 

Le aziende italiane parte di gruppi multinazionali

Nell’analisi del peso delle forniture delle imprese estere negli approvvigionamenti dell’emergenza, sono state considerate le nazioni all’interno delle quali è stata registrata l’impresa che si è aggiudicata il lotto.

Ci sono tuttavia molte aziende, considerate italiane perché titolari di partita iva italiana e con sede legale nel paese, che fanno chiaramente riferimento a brand di società multinazionali. I gruppi imprenditoriali multinazionali fondano spesso società di diritto nei paesi in cui operano.

È il caso, ad esempio, di FCA Italy Spa – soggetto di diritto italiano ma di proprietà al 100% del colosso delle automobili Fiat Chrysler Automobiles N.V.. Dunque una società di diritto olandese. alla quale è stato affidato dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 un lotto da 237,4 milioni di euro. Cioè il terzo più importante per importo tra quelli censiti finora, per una fornitura di mascherine da settembre 2020 a settembre 2021.

Altri esempi sono rappresentati dalla Abbott, multinazionale della farmaceutica fondata negli Stati Uniti a fine ottocento, che con le sue imprese italiane Abbott Srl e Abbott Rapid Diagnostics Srl. Società che si è aggiudicata in questi mesi 33 lotti (pari a importi per 50,5 milioni). Così come dalla Roche Diagnostics Spa, della multinazionale di origine svizzera Hoffmann-La Roche (30 lotti aggiudicati, pari a 10,4 milioni, oltre a due vinti insieme a un’altra azienda italiana, per importi totali di 254.000 euro). Infine dalla Lohmann & Rauscher Srl, divisione italiana di una multinazionale austro-tedesca, cui sono stati aggiudicati complessivi 5,7 milioni di euro per 5 lotti.

E’ da evidenziarsi il comportamento di alcuni fornitori che, in assenza dei necessari requisiti di ordine generale o delle idonee garanzie tecniche ed economico-finanziarie. Tali fornitori hanno comunque proceduto ad acquisire commesse, spesso tramite affidamenti diretti disposti dalle stazioni appaltanti, confidando su superficiali o mancati controlli. Medesimo discorso vale per l’acquisizione di commesse di gran lunga superiori alle reali possibilità d’impresa; ed anche in assenza di adeguate certificazioni di conformità dei prodotti alle disposizioni sanitarie in materia o di conformità alle disposizioni contrattuali.

Le forniture per l’arredamento scolastico

Il 24 luglio scorso il Commissario straordinario per l’emergenza ha emanato un bando per l’acquisto e la distribuzione di banchi scolastici e sedute attrezzate sull’intero territorio nazionale. Il bando è diviso in due lotti: uno, con un importo a base d’asta di 460 milioni di euro. Riguarda l’approvvigionamento di banchi e sedute tradizionali; l’altro, con un importo di 150 milioni di euro, concerne l’acquisto di banchi e sedute di tipo innovativo.

La questione ha animato non poco il dibattito pubblico in Italia nel corso dell’estate, per via delle misure di distanziamento fisico necessarie alla riapertura delle scuole, prevista tradizionalmente a settembre.

I due lotti sono stati aggiudicati lo scorso 12 agosto. Quello dall’importo di 460 milioni, di cui non sappiamo però l’importo finale di aggiudicazione, è stato vinto dalla francese HMY Financiere, dalla svedese Kinnarps Ab, dalla tedesca Vereinigte Spezialmóbelfabriken GmbH & Co. e dalle italiane GAM Gonzagarredi Montessori Srl, Estel Group Srl, Principle Italy Spa e Aurora Group Srl.

Il lotto relativo alle sedute innovative, per importi a base d’asta pari a 150 milioni, è stato aggiudicato alla francese HMY Financiere, alla svedese Kinnarps Ab, alla tedesca Vereinigte Spezialmóbelfabriken GmbH & Co., alla portoghese Nautilus SA e alle italiane Gonzagarredi Montessori Srl, Quadrifoglio Sistemi d’Arredo Spa, Mobilferro Srl, Beton e Aurora Group Srl. Anche in questo caso, tuttavia, ad oggi non conosciamo gli importi finali di aggiudicazione.

Nonostante fossero note le nazionalità di provenienza delle aziende vincitrici, questi due lotti non hanno preso parte alla nostra analisi. Infatti in base all’ultimo aggiornamento, non erano ancora noti gli importi di aggiudicazione, nella banca dati nazionale dei contratti pubblici dell’Autorità anticorruzione italiana, la principale fonte dei dati dell’osservatorio sui bandi Covid di openpolis.

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Fonti: Openpolis e Anac 

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