Cambia di nuovo il M5s, oramai “Partito e diviso”

Cronaca della fine del MOVIMENTO/BLOG/PARTITO e della caduta delle sue STELLE

Di fronte alla attuale evoluzione, che determina (dopo lo spegnimento) la caduta delle stelle, dobbiamo accettare che il MoVimento insieme alle sue stelle, che ci erano rimaste nel CUORE, ha cessato di ESSERE. 

La scelta fatta dal gruppo dominante di eletti, di trasformare il movimento in un partito, ha generato già da alcuni anni, dei distinguo di almeno un quarto degli eletti. Questa la causa principale delle uscite continue di parlamentari dal M5s, alcune spontanee altre a seguito di espulsioni. Molti anzi troppi i passaggi generati, dal M5s al gruppo misto (giustificati) o ad altri partiti (ingiustificati e condannabili).

Una decisione che, negli ultimi mesi ha reso pubblica la spaccatura, che si è generata tra i puristi e i governativi, con le prese di posizione nette di Casaleggio e diversi parlamentari di peso, in contrasto con le scelte dei governisti. 

Dal successo al declino, dal M5s al Blog delle stelle

Il Movimento StelleNelCuore pertanto ha deciso di toglierle dal nome e dal simbolo 

Il nuovo partito, derivato dall’involuzione del M5S in Blog delle stelle, proseguita con la sua evoluzione in Partito, continua ad utilizzare gli eletti e il nome del vecchio M5S, conquistati con anni di lavoro di tanti cittadini-attivisti. Stiamo parlando di quel MoVimento, creato da Beppe e Gianroberto e cresciuto spontaneamente, che voleva cambiare la democrazia e ripulire la politica. Avendosi dato tra l’altro l’obiettivo, di evitare il progredire della sudditanza dei rappresentanti del popolo, nei confronti dei potentati economici e mafiosi.

Gli Stati Generali sanciscono il nuovo cambiamento de fu M5s, ora “un partito perdipiù diviso in MOLTE CORRENTI e sottocorrenti”

Il Blog-M5s sta’ dunque organizzando il suo futuro, avendo come sostanziale obiettivo “restare al governo” ad ogni costo. Bleffando nuovamente con gli “Stati generali”, che al di la dei comunicati e i racconti fatti, sembrano essere stati, un appuntamento per naturalizzare a dare spazi alle “correnti**” e alle tante sottocorrenti.

Tre le correnti, l’antagonista, la corrente dei “governativi”, ed una terza ancora nutrita di non schierati, gli autonomi legati agli attivisti della primissima ora. Tra gli autonomi figurano tra gli altri Andrea Cioffi, Gianluca Castaldi, Alberto Airola e Elio Lannutti. 

In questi giorni si chiude un periodo storico,  con lo spegnimento del vero M5S (portatore di una ventata di nuova democrazia). Spente e cadute le stelle a noi non resta che mantenere NelCuore una voglia di Movimento

Non si può fare a meno di accettare la realtà, per quanto questa sia deludente, e ancora non formalizzata. 

Noi, qualsiasi sarà l’epilogo degli “stati generali“, prendiamo atto che “le stelle sono cadute”, sulla testa degli attivisti e dei territori. Quel che resta del movimento si è tolto la maschera, e ora tutti possono vedere “il nuovo partito Blog voluto e retto dagli eletti governisti”.

L’epilogo degli stati generali, confermerà lo stabilizzarsi del partito al governo. In un Parlamento che ha come obiettivi, sia il governare almeno sino all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, sia di trovare spazi di alleanze con gli altri partiti. Un partito che è alla ricerca di possibili coalizioni, con le quali presentarsi alle prossime elezioni.

Ovviamente i propositi veri, saranno omessi nei comunicati che dal Blog saranno divulgati nelle prossime settimane.

La comunicazione avrà certamente l’obiettivo d’evitare una ancor possibile scissione, forse lasciando spazi alla corrente avversaria, probabilmente guidata dal Di Battista, per consentirgli di giustificare il restare all’interno. 

Movimento StelleNelCuore 

Le note dettagliate.

*l’inno del 2014 di Fedz (E’ solo un movimento che va avanti all’infinito No! Per voi non ci sarò Io non sono partito. Un Partito non ce l’ho)

**governisti divisi in sottocorrenti: dimaiani (Alfonso Bonafede, Sergio Costa, Laura Azzolina, Vincenzo Spadafora, Laura Castelli, Giancarlo Cancelleri, Laura Agea, Stefano Buffagni, Manlio Di Stefano, Mirella Liuzzi, Sergio Puglia, Sergio Vaccaro, Ettore Licheri ecc.);autonomi (Stefano Patuanelli, Fabiana Dadone Pier Paolo Sileri, Fabio Massimo Castaldo, Davide Crippa, Sergio Battelli, Paola Taverna che può contare su Emanuele Dessì, Alessandra Maiorino, Laura Bottici); anti-Rousseau (nutrito gruppo trasversale, delle aree Di Maio e Roberto Fico), Parole Guerriere (think tank guidato da Dalila Nesci con Carlo Sibilia, Giorgio Trizzino, Diego De Lorenzis, Azzurra Cancelleri);

Corrente diversa quella dei fichiani, che vorrebbe una consolidata alleanza con il PD (Roberto Fico, Federico D’Incà, Riccardo Ricciardi, Gilda Sportiello, Giuseppe Brescia, Luigi Gallo, Roberta Lombardi);

Antagonista infine la corrente dei puristi, anti-Mes e difensori della piattaforma Rousseau (Davide Casaleggio, Alessandro Di Battista, Antonella Laricchia, Barbara Lezzi, Giulia Grillo, Alvise Maniero, Raphael Raduzzi, Ignazio Corrao. 


L’avventura era iniziata così 

I PRIMI SIMBOLI QUANDO IL MOVIMENTO ERA SUI TERRITORI

Prosegui con il blog delle stelle per finire .. con gli “STATI GENERALI”


La trasmutazione: come far credere ai propri simpatizzanti ed elettori che M5s sia = a Blog delle stelle. 

Più che un cambiamento, si è trattato di una trasmutazione, quella fatta dal M5S alla fine del 2017 e resa pubblica all’inizio del 2018. L’esito elettorale di fine settembre, ne è la conseguenza logica, che segue quanto fatto e formalizzato con il nuovo atto costitutivo. Una conseguenza logica del nuovo Statuto e dei nuovi regolamenti, che hanno modificato composizione, ruoli, procedura di selezione degli organi, sia formali che informali.

Evoluzione e involuzione dei simboli elettorali del M5S.

Tutto iniziò a metà mandato, quando gli eletti cominciano a pensare che sia meglio cambiar tutto:  

Era l’autunno del 2016 quando nacque il terzo organo e la voglia di .. 
Il simbolo iniziale del MoVimento BeppeGrillo.it  delle elezioni nel 2013. Sostituito con MOVIMENTO5STELLE.IT nel 2015 con il “passo di lato” di Beppe.     Trasformato infine in ILBLOGDELLESTELLE.IT nel 2018 con l’uscita di Beppe.

Precisamente il settembre 2016, quando con una votazione online, venne fatta ufficializzare una nuova versione di Statuto che abrogava il Non Statuto. L’inganno inizio allora, quando fecero approvare con la scelta tra due diverse versioni, un nuovo Regolamento, cambiando alla radice quello esistente. Con l’occasione venne cambiato anche l’organo terzo, creando un nuovo organo interno, “il Collegio dei probiviri”. Tale organo, era composto da tre membri, da scegliere tra 5 nomi (questo fu l’esito: Dadone Fabiana 3622, Andreola Raffaella 3146, Corrado Gianluca 3022, Siragusa Salvatore 2468, Matrisciano Mariassunta 1509) con voto online, proposti dal “capo politico”. A tale organo fu affidato il compito di gestire le sanzioni disciplinari, ivi incluse le espulsioni, il cui eventuale riesame, in caso di controversie, fu lasciato ad un altro organo il Comitato d’appello (Crimi, Lombardi e Cancellieri). 

Nota bene: (è ancora in corso un processo per la rivendica dell’uso esclusivo del nome e del simbolo. Il processo si trova attualmente in fase d’appello, con udienza fissata al 29 ottobre 2020“. L’avvocato degli ‘espulsi’ grillini, Lorenzo Borrè spiega: Il procedimento è stato promosso dal Curatore speciale del M5S del 2009 ,nei confronti della omonima mini-associazione fondata da Grillo e altre due persone nel dicembre 2012 e del partito fondato da Di Maio e Casaleggio jr”.

L’obiettivo era l’istituzionalizzazione del movimento verso un partito politico

L’organizzazione interna del Movimento 5 stelle, aveva una configurazione interna unica in Italia, nata in modo inaspettato, per iniziativa di un comico, che si definiva “megafono”. Un movimento atipico, dove gli eletti politici erano solo dei “portavoce”, e nei principi fondanti risaltano principi di orizzontalità, trasparenza e democrazia diretta.

Venne allora anche formata una rete di “rappresentanti a livello nazionale”, con la funzione di essere i referenti interni del Movimento. (Dal post “Il futuro del Movimento 5 stelle” 12/9/2016: La struttura, chiamata informalmente “struttura di coordinamento”, è una struttura basata su alcuni eletti, che (come nel caso del direttorio) svolgono alcune “funzioni” importanti.)

Dunque con l’occasione, fu creata una struttura di rappresentanza intermedia, che era destinata ad ad essere provvisoria. Infatti essendo composta da eletti, soggetti alla regola dei due mandati, figurava a scadenza.

Mentre restava immutata la figura di Beppe Grillo, come capo politico non sfiduciabile.

Formalmente dunque la nuova struttura del M5s, nasceva con tre organi interni:
  • l’assemblea degli iscritti, formata dall’insieme di tutti gli iscritti al M5s, con diritto di voto nelle votazioni online,
  • Collegio dei probiviri,
  • Comitato d’appello.

Da notare che, nella revisione del 2016, per gli organi interni, non era prevista alcuna funzione, né direttiva né rappresentativa.

Il vertice pensava che una simile strutturazione, fosse sufficiente allo scopo e che il M5S potesse continuare a crescere. Non tenendo purtroppo in debito conto, che l’apertura al cambiamento, generando ruoli importanti, avrebbe innescato il desiderio degli esclusi, di ricercare un ruolo di potere almeno nell’organizzazione interna.

Si stimolò in questo modo la nascita e l’aggregazione di correnti interne, che trovarono facile presa nelle diverse anime, presenti da sempre. Ciò innescò la ricerca continua dell’organizzazione adatta, nella quale si possono più trovare spazi per mantener fede ai principi fondanti, quelli che avevano fatto sviluppare il MoVimento 5 stelle.

Tale strada aveva fatto generare, la necessità del cambio continuo di regole e modelli organizzativi, per poter inseguire le convenienze dei maggiori personaggi al potere.

E’ in previsione delle elezioni del parlamento che nasce il Blogdellestelle

E’ proprio a causa di quanto è avvenuto negli ultimi anni, che vanno ricercate le motivazioni del fallimento delle elezioni Regionali di settembre. Infatti è guardando le nuove regole del trasmutato “Blog delle stelle”, che arriviamo a comprendere come il cambiamento, abbia avuto come conseguenza quella di distruggere quanto rimasto dei MeetUp.

Cioè quella parte del Movimento che era l’unico presidio dei territori e la vera motivazione del rapido successo del M5s.  E’ infatti la trasmutazione, che ha reso facile lo schiacciamento dei MeetUp, generando una continua involuzione, dell’organizzazione interna del Movimento 5 stelle.

Continuano le scelte scellerate che portano agli Stai Generali

Ovviamente le scelte fatte nel secondo semestre del 2017, da un gruppo di eletti al potere, avvallate da Casaleggio e con dei distinguo da Grillo, non sono state improvvisate o fatte con incoscienza. Compresa quella di rifondare (rifondatori sono Casaleggio e Di Maio) per la terza volta il Movimento Cinque Stelle, proprio nel dicembre dello stesso anno. 

Le scelte erano certamente figlie, dei successi elettorali, iniziati nel 2012 e proseguiti anno dopo anno. Insomma la volontà di raccogliere al volo, il frutto del lavoro degli attivisti: un estensione di base elettorale che spaziava, dal punto di vista politico, da destra a sinistra mentre era eterogenea da quello culturale.

Tali scelte degli eletti emergenti, finirono però per ignorare volontariamente (perché incapaci a relazionarsi), la forza dell’attivismo spontaneo e diffuso nei territori.

Una strana storia di un altrettanto strana organizzazione, quella del M5s

Un storia, quella del M5S, degenerata, sia per la improvvisa mancanza (determinante la morte prematura di GianRoberto) di riferimenti fondamentali, sia dalla eterogeneità delle persone emergenti al proprio interno. Ma degenerata soprattutto a causa della incapacità dei “nuovi politici”, di confrontarsi con i territori e i relativi MeetUp.

Eletti che per l’incapacità di confrontarsi e dialogare, scelsero di annullare il ruolo degli attivisti, fino a dimenticare prima e cancellando poi, tutti i principi basilari, con i quali il MoVimento si era spontaneamente ampliato in tutta Italia.

Queste secondo noi, le cause più rilevanti, che hanno stimolato l’apertura dei nuovi processi decisionali interni, con relative rivoluzioni organizzative, illudendosi di aver risolto tutto.

Unica preoccupazione della nuova classe politica fu quella, di non far notare l’importante trasformazione avvenuta, nascondendo soprattutto il nuovo obiettivo.

Si trattava infatti di nascondere la volontà di gestire una struttura verticale, in un movimento politico che era nato per essere “orizzontale”.

L’inizio della fine, l’elezione del 2018 con la “vittoria di Pirro”  

La leadership riconosciuta e fondante, che dovendo attenuare (come promesso) il potere decisionale, decide di passare la mano ad un gruppo interno di eletti, considerati “affidabili”. Lo fece mettendo a capo un eletto scelto (Di Maio) dalla stessa leadership uscente (Beppe), e fatto ratificare dal nuovo blog di Casaleggio Junior. 

E’ così che nasce il Blog delle stelle, un nuovo “partito ibrido”, nel quale seppur lasciando fittiziamente alcuni elementi di orizzontalità,  sono stati inseriti, cambiandolo profondamente, quelli di verticalità.

Per far accettare la transizione, al fine di “oliare” il cambiamento, furono usate studiate dichiarazioni programmatiche. Inoltre vennero messi in risalto, gli elementi di vicinanza con i movimenti sociali, che contraddistinguevano il M5s. Mentre a livello locale, si operava con le comuni battaglie, specie in campo ambientale. 

Tirando le somme 

Essendo sia la struttura di coordinamento informale, sia gli organi interni costituiti solamente da personale eletto, e visto l’esistente  vincolo dei due mandati, la struttura organizzativa del Movimento 5 stelle non poteva utilizzare persone esperte. Salvo che, utilizzare gli eletti al termine del secondo mandato, in nuovi ruoli non elettivi dell’organizzazione.

 

Creando così una nuova classe dirigente interna, con un passato nelle istituzioni, giudicabile dagli attivisti.

Ma la previsione del carattere temporaneo delle cariche interne, che potrebbe rispondere a una necessità democratica, si spegne insieme alle possibili deroghe ai due mandati. Salta così la possibilità d’alternare nel tempo, le figure necessarie per la gestione interna, con esperienze di rappresentanza o di gestione maturate nei ruoli di eletti. Praticamente persone con la formazione di un ceto politico burocratizzato e professionalizzato.

Superando così proprio l’handicap dei primi anni, quando era evidente proprio la mancanza di professionalizzazione delle strutture intermedie, che hanno favorito il cambiamento verticistico del Movimento. Peccato sia finita così.

La centralizzazione del potere nelle mani di un leader, poteva e doveva essere prevenuta, con il ricambio degli eletti non più rieleggibili.

Movimento ………NelCuore 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *