MA SONO NECESSARI TRE CONSORZI SU UNA REGIONE PICCOLA COME L’UMBRIA?

E’ GIUNTO IL TEMPO CHE I CONSORZIATI SI RIUNISCANO E PROVVEDANO A DIFENDERE I PROPRI INTERESSI DA UNA GESTIONE, CHE A DIR POCO DEFINIAMO APPROSSIMATA,  NON TRASPARENTE E CON MOLTI LATI OSCURI

Il Movimento StelleNelCuore crede sia necessario progettare la fusione dei tre attuali consorzi, in un unico consorzio di bonifica Umbro, macro-strutturato in modo polifunzionale, con direzioni di funzione tecniche e unità operative territoriali. Il nuovo consorzio unico agirebbe in un ambito di gestione territoriale di circa 390 mila ettari, diventando funzionalmente efficiente e comunque gestibile.

Infatti operano meglio i consorzi, che in altre parti d’Italia, hanno in alcuni casi ben superato tali dimensioni di vastità territoriali, come nella confinante Toscana, dove ne troviamo uno che supera i 600 mila ettari.

TUTTI E TRE INSIEME PER LAVORARE BENE!

Al  Movimento StelleNelCuore, sembra evidente che non ci sia la necessità di tenere in vita tre consorzi, che debbono svolgere la stessa tipologia di compiti istituzionali su un territorio limitato. L’attuale gestione divisa, genera una inutile duplicazione di alcuni costi, un insostenibile disparità di retribuzioni e trattamenti, con il conseguente aggravio delle quote consortili, e di bilanci a spesso opachi e ciclicamente in perdita.    

Tale situazione porta, ad un impoverimento delle manutenzioni ordinarie e straordinarie di spettanza, e al rallentamento nel portare a termine, la realizzazione delle nuove opere idrauliche, che la regione con i contributi Europei e propri le riserva.

Si rileva infatti dai bilanci che i tempi, sia delle progettazioni, sia delle realizzazioni, divengono a volte biblici, al punto da rischiare di perdere le disponibilità finanziarie, e conseguentemente la possibilità di portare a termine progetti già finanziati. Ad es: il progetto di messa in sicurezza del Topino di Foligno, (per le zone a rischio alla sinistra del fiume Topino metà centro storico di Foligno, la zona di Marchisielli, Borroni, Tenne, Casevecchie, Casone, e a destra che comprende parte di Prato Smeraldo, lo Zuccherificio, zona Viale Firenze, Agorà, Fiamenga, Maceratola, Budino ivi compreso il centro abitato, inviato al comune nell’anno 1999), che resta ancora da realizzare!! vedrà la luce?  

In molte parti d’Italia, si è provveduto ad accorpare come ad esempio nella vicina Toscana dove esistevano 41 comprensori istituiti di cui 32 all’interno
del territorio regionale e 9 ha carattere interregionale. Ora i consorzi di bonifica in Toscana sono sei e mediamente gestiscono un territorio di oltre 350 mila ettari. 

 Sarà per la regione molto più facile controllare, quando ce ne sarà uno solo!

NELLA NOSTRA UMBRIA COME SIAMO MESSI?

In Umbria tutto il territorio regionale è classificato “di bonifica” ed è suddiviso in sette ambiti territoriali denominati comprensori di bonifica:

1) “Alto Tevere-Assino”;
2) “Chiascio”;
3) “Trasimeno-Medio Tevere-Nestore”;
4) “Topino-Marroggia”;
5) “Chiani-Paglia”;
6) “Alto Nera”;
7) “Basso Nera-Basso Tevere”.
La gestione degli ambiti è affidata sia a consorzi di bonifica attualmente tre, sia alle comunità montane, alcune delle quali con il compito di distribuzione dell’acqua a fini irrigui.

LA FUSIONE DEI CONSORZI DI BONIFICA

SE DA SOLI NON FANNO QUELLO PER CUI SONO NATI, MEGLIO UNIRLI!  

I Consorzi di bonifica dovrebbero servire alla pianificazione, realizzazione e gestione della bonifica, dell’irrigazione e della tutela e valorizzazione del territorio rurale.

Cosa che non sono riusciti a fare, nemmeno aumentando la forza lavoro, e la remunerazione degli attori in campo.  

E’ SENSATO CONTINUARE COSI’ 

Aumentando i balzelli ai consorziati, facendo mutui per recuperare liquidità, per finire con bilanci in disavanzo?

Il problema della buona gestione dei troppi consorzi, non è un male solo Umbro, infatti già da alcuni anni le fusioni dei consorzi sono avvenute in diverse parti d’Italia.

In Umbria la sofferenza economica e gestionale, non è condizione riservata alla Bonificazione Umbra, infatti ad esempio il consorzio Tevere-Nera, è stato addirittura commissariato dal 2104 per diversi anni); resta evidente che i tre i consorzi presenti in Umbria, pesano sempre più sulle spalle dei consorziati, è tempo di cambiare!

Il Movimento StelleNelCuore, crede che, la dimensione operativa del consorzio, sia una delle cause che rende passiva la sua gestione economica, e che la mancanza di controllo della regione, renda tale gestione fallimentare.

Propone per recuperare economicità, di iniziare al più presto un percorso che porti il Consorzio di Bonificazione Umbra, a fondersi con gli altri due consorzi Umbri (che ovviamente hanno simili problematiche), in modo da superare la soglia critica, di 200/250 mila ettari di superficie di territorio gestita, rendendo più efficienti le strutture, rendendo realizzabile la quadratura  dei costi con le entrate a disposizione. 

Il Movimento StelleNelCuore, crede che i tre consorzi di bonifica fondendosi, in un unico consorzio, strutturato in tre divisioni operative, (Spoleto-Foligno, Orvieto e Terni), seppur mantenendo le strutture operative territoriali, potrebbe risolvere i problemi di bilancio con risparmi di scala, e al tempo stesso giustificare i costi di lavoro esagerati dei quadri, generando benefici sia ai consorziati sia agli stessi dipendenti.       

Molti altri sono gli aspetti restano da controllare e modificare, nella gestione dei Consorzi, come ad esempio l’elenco degli operatori terzi, ai quali vengono affidati lavori delicati di messa in sicurezza, che siano qualificati, controllati e rispettosi di quanto consigliato dall’ANAC.           

QUESTI IN BREVE I TRE CONSORZI PRESENTI IN UMBRIA:

Consorzio di Bonificazione Umbra (Il Consorzio ha carattere interregionale e interessa una superficie totale di 128.000 ettari);

Un costo medio per addetto -“impiegati di 69 mila Euro circa”, operai t.i. di 45 mila € circa, e di 18 mila degli operai avventizi.

Come può essere produttivo ed efficiente, un organico di circa 26 persone, visti gli innumerevoli e diversificati compiti assegnati, ai quali se ne sono aggiunti altri (es.piste ciclabili), sembra per cercare di quadrare il bilancio, al consorzio di bonifica.

Un costo che poco più di dieci anni fa era molto contenuto, ma che si è nel tempo, dilatato a dismisura, insieme al numero degli addetti, che se nel 2007, la pianta organica dell’Ente, fissava in 10 unità (di cui 6 impiegati e i restanti 4 nella gestione e manutenzione degli impianti), sono ora diventati 27 + 16 avventizi (vedi pianta organica 2018).

  • costo del lavoro 252.000 per i 6 operai, 281.000 per i 16 avventizi e per i 20 dipendenti d’amministrazione € 1320.000; contributi dei consorziati 3.700.000, le entrate da lavori pari a € 4.978.000. Gli organi di consorzio costano € 108.246
    • Nel 2007 la pianta organica dell’Ente era costituita da 10 unità di personale, di cui 4 impiegati nei ruoli tecnici, 2 nei ruoli amministrativi e i restanti 4 nella gestione e manutenzione degli impianti. Non erano presenti figure laureate.

CONSORZIO DI BONIFICA VAL DI CHIANA ROMANA E VAL DI PAGLIA  (A cavallo tra le Province di Siena, Perugia e Terni, con un territorio di morbidi rilievi e fertili terreni, presenta uno sviluppo urbano particolarmente accentuato nelle aree collinari dove sorgono i centri di Chiusi, Città della Pieve, Monteleone, Ficulle e Fabro. );

Spese per il personale 860.534 €, la pianta organica del 2019 prevede 13 ruoli tecnici e amministrativi 4 operai a t.i. e 2 operai t.d.; Contributi da consorziati € 1.517.000, le entrate totali 2.588.621 €. 

    • Nel 2007 la pianta organica dell’Ente era costituita da 7 unità di personale stabile e 5 stagionali: 3 erano gli addetti ai ruoli tecnici, di cui un laureato in materie agronomiche, 2 ai ruoli amministrativi e 7 erano gli addetti alla gestione e manutenzione della rete.

 Consorzio di Bonifica Tevere-Nera. Il Consorzio ha carattere interregionale e interessa una superficie totale di 177.779 ettari. Opera con 25 Dipendenti, più 1 Ingegnere e 12 operai con un costo totale personale in servizio di € 1.720.000/1.89.000 (dati 2019/2020). Le entrate da lavori pari a € 12.800.000 e il gettito contributivo pari a € 4.070.000. Gli organi di consorzio costano € 167.000,  

    • Nel 2007 la pianta organica dell’Ente era costituita da 25 unità di personale, ripartite tra ruoli tecnici (9), ruoli amministrativi (11) e addetti alla gestione e manutenzione degli impianti (5). Non veniva impiegato personale stagionale. Erano presenti 3 ingegneri.

Ma chi è il Consorzio di Bonifica?

Il Consorzio di bonifica è un ente pubblico economico a carattere associativo, promosso dalla costituzione, che all’art 44 impone la bonifica delle terre, la ricostituzione delle unità produttive, promuove gli aiuti alla piccola e la media proprietà, provvedimenti a favore delle zone montane, la cui esistenza è disciplinata dal codice civile (art. dal 860 al 865) e da specifiche normative nazionali (regio decreto 8 maggio 1904, n. 368, regio decreto 13 febbraio 1933 n. 215) e regionali. 

E’ formato da tutte le persone, fisiche e giuridiche, che, su una determinata area, traggono un beneficio dalle attività svolte dal Consorzio.

La Regione è l’ente che ne indirizza e controlla le attività svolte.

Cosa deve fare il Consorzio di Bonifica?

Il Consorzio deve operare su un comprensorio, definito dalla Regione di competenza, per fare la manutenzione dei fiumi, dei canali, dei torrenti e delle opere idrauliche e di bonifica che insistono su di esso. Deve inoltre provvedere a programmare la tipologia degli interventi di bonifica ogni anno, mediante il Piano annuale delle Attività di Bonifica. Spetta inoltre al Consorzio, effettuare la sorveglianza su tutto il reticolo idrografico a lui dato in gestione.

Esso deve provvedere alla manutenzione ordinaria con il contributo dei consorziati urbani ed agricoli, proporzionalmente al beneficio che ricevono dal lavoro del Consorzio. Deve provvedere inoltre alla realizzazione delle nuove opere idrauliche, con i contributi della Regione/Europa.

Infine effettuare la manutenzione straordinaria, con il contributo prevalente o totale della Regione, e con il contributo degli eventuali consorziati che ne beneficiano. Può quindi anche effettuare interventi (rimozione di piante e altro….) indispensabili per la sicurezza e per risolvere situazioni di pericolo e criticità, presenti sui corsi d’acqua di competenza, individuati a seguito di sopralluoghi o evidenziati da cittadini e amministratori locali.

Movimento StelleNelCuore

Allegati:

ALCUNE DELLE LEGGI E SENTENZE CHE REGOLANO I CONSORZI DI BONIFICA IN ITALIA

COSTITUZIONE ITALIANA 

Titolo V: “Le attività di bonifica trasferite alle competenze regionali si inquadrano in un’intelaiatura di funzioni estremamente complesse ed articolate, nella quale sono compresi poteri attinenti allo sviluppo economico della produzione agricola, all’assetto paesaggistico e urbanistico del territorio, alla difesa dell’ambiente, alla conservazione, regolazione e utilizzazione del patrimonio idrico. In altri termini, poiché le funzioni concernenti la bonifica sono dirette al consolidamento e alla trasformazione di un territorio sul quale si esplicano varie altre attività, rivolte a fini identici ed omologhi, esse costituiscono un settore della generale programmazione del territorio e, più precisamente, di quella riguardante la difesa e la valorizzazione del suolo con particolare interesse verso l’uso di risorse idriche”.
(Corte Costituzionale, Sentenza n. 66 del 1992).
La Corte Costituzionale recentemente ha rilevato che la bonifica si configura come materia “trasversale” incidente su settori diversi.
Ne consegue che in ogni caso compete allo Stato la fissazione dei principi fondamentali ed alle Regioni la disciplina di dettaglio.
(Corte Costituzionale, Sentenza n. 407 del 2002).

Dispositivo dell’art. 44 – Diritti e doveri dei cittadini –

Rapporti economici: Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata [840 c.c.], fissa limiti alla sua estensione [846 c.c.] secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre [857 c.c.], la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.

La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

Art. 117 “Tutela dell’ambiente”: È un valore espressamente previsto in Costituzione, la quale attribuisce allo Stato la facoltà di predisporre le misure idonee, senza escludere la competenza regionale, legittimata anche sulla base di altre materie affidate alle Regioni e collegate alla cure degli interessi ambientali.

All’esecuzione, alla manutenzione e all’esercizio delle opere di bonifica può provvedersi a mezzo di consorzi tra i proprietari interessati. A tali consorzi possono essere anche affidati l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle altre opere d’interesse comune a più fondi o d’interesse particolare a uno di essi.

I consorzi sono costituiti per decreto del Presidente della Repubblica e, in mancanza dell’iniziativa privata, possono essere formati anche d’ufficio. Essi sono persone giuridiche pubbliche e svolgono la loro attività secondo le norme dettate dalla legge speciale.

REGIO DECRETO 13 febbraio 1933, n. 215

Art. 54. Possono costituirsi consorzi tra proprietari degli immobili che traggono beneficio dalla bonifica. I consorzi provvedono alla esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere di bonifica o soltanto alla manutenzione ed esercizio di esse. I consorzi possono altresi’ provvedere al reparto, alla riscossione ed al versamento della quota di spesa a carico dei proprietari, quando le opere di bonifica siano state assunte da persona diversa dal consorzio dei proprietari.

Art. 55. I consorzi si costituiscono con decreto reale, promosso dal ministro dell’agricoltura e foreste, quando la proposta raccolga l’adesione di coloro che rappresentano la maggior parte del territorio incluso nel perimetro. Si presume che vi sia tale maggioranza quando: a) in sede di pubblicazione della proposta non siano state mosse opposizioni o le opposizioni prodotte, avuto riguardo allo scopo e agli interessi rappresentati dagli opponenti, non risultino, a giudizio del ministero dell’agricoltura e foreste, tali da far prevedere gravi turbamenti nella vita del consorzio; b) nell’adunanza degli interessati, indetta dal prefetto della provincia in cui si estende la maggior parte del territorio, la proposta raccolga il voto favorevole della maggioranza dei presenti e questa rappresenti almeno il quarto della superficie del territorio.

Art. 56. I consorzi possono essere eccezionalmente costituiti anche d’ufficio, con decreto reale promosso dal ministro dell’agricoltura e foreste, quando il ministro suddetto, constatata la mancanza d’iniziative, riconosca tuttavia la necessita’ e l’urgenza di provvedere, a mezzo del consorzio, alla bonifica di un dato comprensorio.

Art. 57. In un medesimo comprensorio possono costituirsi piu’ consorzi di esecuzione delle opere, quando occorra formare distinti nuclei d’interessi omogenei. In tal caso, puo’ essere costituito, con decreto reale promosso dal ministro dell’agricoltura e delle foreste, un consorzio di secondo grado, il quale assicuri la coordinata attivita’, dei consorzi di primo grado. Un consorzio di secondo grado, oltre che fra consorzi, puo’ essere costituito tra enti pubblici e fra enti pubblici e privati e consorzi od altre persone interessate.

Art. 58. Del territorio dei consorzi e’ data notizia al pubblico col mezzo della trascrizione. Col regolamento sara’ stabilito in quali limiti la trascrizione e’ richiesta per i consorzi di secondo grado.

Art. 59. I consorzi di bonifica sono persone giuridiche pubbliche e svolgono la propria attività’ entro i limiti consentiti dalla legge e dagli statuti. Per l’adempimento dei loro fini istituzionali essi hanno il potere d’imporre contributi alle proprietà’ consorziate, ai quali si applicano le disposizioni dell’art. 21.

Art. 60. I consorzi sono retti da uno statuto deliberato dall’assemblea, col voto favorevole della maggioranza degli intervenuti, che rappresenti almeno il quarto della superficie del comprensorio. Mancando tale maggioranza, la deliberazione e’ valida se, in seconda convocazione, sia presa col voto favorevole della maggioranza degli intervenuti. L’approvazione dello statuto e’ data dal ministero per l’agricoltura e per le foreste, che decide sugli eventuali ricorsi ed ha facoltà’ di apportare modificazioni nel testo dello statuto deliberato.

Art. 61. Il ministro per l’agricoltura e per le foreste può, in qualsiasi momento, avocare a se’ la nomina del presidente del consorzio, anche in sostituzione di quello in carica. Può nominare un suo delegato a far parte dei consigli amministrativi dei consorzi che eseguano opere nelle quali contribuisca lo Stato. Per assicurare la continuità dell’indirizzo amministrativo dei consorzi, durante l’esecuzione delle opere, il ministero può prorogare i termini per la rinnovazione delle cariche consorziali per un tempo non superiore al doppio di quello previsto dallo statuto.

Art. 62. Spetta al Governo di provvedere di ufficio, sentiti i consorzi interessati e l’associazione dei consorzi, al raggruppamento degli uffici, alla fusione ed alla soppressione dei consorzi ed alla modifica dei loro confini territoriali, quando lo ritenga necessario od utile al migliore conseguimento dei fini della bonifica, integrale. Qualora il provvedimento riguardi anche consorzi che non abbiano scopi di bonifica, il relativo decreto reale e’ promosso dal ministero dell’agricoltura e foreste, di concerto con gli altri ministeri competenti.

Codice Civile

L’art. 860 del c.c. e l’art. 861 del c.c. riaffermano l’obbligo dei proprietari degli immobili situati entro il perimetro del comprensorio di bonifica di contribuire nella spesa che non sia a carico totale dello Stato, in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica, nonché l’obbligo di eseguire le opere di competenza privata che siano d’interesse comune a più fondi o d’interesse particolare a taluno di essi.

Nel disciplinare i consorzi di bonifica (art. 862 del c.c.), ho creduto opportuno ammettere che ad essi sia affidata anche l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle menzionate opere di competenza privata. Particolare rilievo ha la norma, di nuova formulazione, del secondo comma dell’art. 863 del c.c., il quale, eliminato ogni dubbio sul carattere dei consorzi di miglioramento, dichiarandoli persone giuridiche private, dispone tuttavia che essi assumono, al pari dei consorzi di bonifica, il carattere di persone giuridiche pubbliche quando, per la loro vasta estensione territoriale o per la particolare importanza delle loro funzioni, sono riconosciuti d’interesse nazionale con provvedimento dell’autorità amministrativa.

L’art. 865 del c.c., prevedendo infine l’ipotesi che l’inosservanza degli obblighi imposti ai proprietari sia tale da compromettere l’attuazione del piano di bonifica, consente che si faccia luogo all’espropriazione parziale o totale del fondo appartenente al proprietario inadempiente. L’espropriazione ha luogo a favore del consorzio, se questo ne fa richiesta, o, in mancanza, a favore di altra persona che si obblighi ad eseguire le opere di bonifica ed offra le opportune garanzie.

Massime relative all’art. 862 Codice civile

Cass. civ. n. 20332/2016

Cass. civ. n. 10992/2008

I consorzi di bonifica hanno natura di enti pubblici economici e, pertanto, le controversie inerenti al rapporto di lavoro dei dipendenti, anche se coinvolgano profili attinenti al piano dell’organizzazione, hanno natura privatistica; ne consegue che la decisione dell’ente di accogliere la domanda di revoca delle dimissioni non consentita dalla normativa di settore presentata da un ex dipendente (nella specie, dal direttore generale) si configura come atto di autonomia privata (sub specie iuris di accettazione della proposta contrattuale per l’instaurazione di un nuovo rapporto), immune da ragioni di nullità o da profili di contrasto con norme imperative, potendosi solo prospettare, quale causa di annullabilità del contratto, il vizio di consenso per errore di diritto, deducibile esclusivamente dall’ente e non da altri soggetti.

Cass. civ. n. 18206/2006

Cass. civ. n. 4664/2004

I consorzi di bonifica (anche se talvolta ricondotti dalla legge al settore agricolo ai fini previdenziali) non sono imprenditori agricoli, ed hanno natura industriale avendo per oggetto il raggiungimento di fini generali di carattere pubblico e trascendenti gli interessi dei singoli consorziati, ancorchè svolgano attività in parte strumentali all’agricoltura. Pertanto qualora oggetto dell’attività consortile secondo lo statuto di un Consorzio sia un’attività di natura industriale come la creazione e la manutenzione di infrastrutture, la produzione in giudizio dello statuto costituisce prova della natura industriale del medesimo Consorzio, dovendosi presumere una perfetta corrispondenza dell’attività consortile con l’oggetto sociale previsto dallo statuto (Fattispecie relativa al pagamento di contributo addizionale dovuto dalle imprese industriali ex art. 12 L. n. 1115 del 1968).

Cass. civ. n. 9300/2000

I consorzi di bonifica sono enti pubblici economici, la cui attività, di natura imprenditoriale, va classificata come industriale o agricola a seconda dell’attività effettivamente esercitata, posto che, salvo diversa previsione di legge, è proprio l’attività effettivamente esercitata dall’imprenditore quella che consente classificazioni cui si ricolleghino effetti giuridici.
 

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