“CORONAVIRUS”: RISCHIO ADESCAMENTO MINORI ONLINE

CONTROLLIAMO ANCHE E SOPRATTUTTO IN QUESTI GIORNI

Negli ultimi giorni gli Uffici territoriali della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno segnalato un aumento delle persone denunciate per adescamenti online in danno di minori.

In questo momento di emergenza Sanitaria, legata al coronavirus (Covid-19), in cui tutti siamo costretti a restare in casa, consigliamo di affiancare e non lasciare i nostri figli a navigare in rete tutto il giorno in solitudine.

L’adescamento online è un lento processo avviato da un adulto abusante che usa le nuove tecnologie per cercare contatti, manipolare psicologicamente dei minori al fine di costruire relazioni pseudo-sentimentali finalizzate a indurre e coinvolgere minori in azioni sessuali reali e/o tecno-mediate.

Il fenomeno ha conosciuto un progressivo recente aggravamento in relazione alla concomitante diffusione delle nuove tecnologie fra giovani e giovanissimi.

ATTENZIONE!!

Sempre più spesso I PEDOFILI usano i social-network per individuare i loro target, sfruttando l’inesperienza informatica e la smania di protagonismo dei giovani che espongono larga parte della loro vita pubblica e privata in rete, facilitando gli abusanti nell’individuare le vittime geograficamente
più prossime, le fasce di età preferite, genere e atteggiamenti più attraenti per loro.

La messaggistica istantanea (es. whatsapp), che ha attualmente soppiantato quasi in toto l’uso degli sms e degli mms, ha condotto gli abusanti online a scegliere sempre più spesso quale teatro dei tentativi di “aggancio” di potenziali vittime servizi come Whatsapp, Snap-chat, Telegram etc, privilegiando tra questi quelli che rendono tecnicamente più difficile l’identificazione degli utilizzatori.

Molti adescatori, groomer, si dedicano quasi esclusivamente a questo tipo di attività, privilegiando la dialettica tecno-mediata con i minori ai contatti con altri abusanti per condividere il materiale pedo-pornografico. L’interesse prioritario di questi soggetti è quello di costruire una relazione che induca il minore in uno stato di soggezione psicologica tale da condurre la vittima ad essere sempre più collaborativa e fiduciosa delle buone intenzioni dell’adulto, colludendo con le richieste di segretezza e preparando il terreno ad incontri reali.

Non è raro che, nel processo di adescamento, l’abusante invii al/la ragazzo/a immagini di pornografia e/o pedo-pornografia, per aumentarne la familiarità con la sessualità e tentare di “normalizzare” le azioni sessuali
richieste nonché, più in generale, le relazioni sessuali tra adulti e minorenni.

Le immagini sessuali che le vittime sono indotte a produrre scattandosi foto intime o girando brevi filmati con i telefonini, possono divenire fonte di profitto per l’abusante, elemento di scambio e accredito in circuiti di pedofili o essere oggetto di minacce affinché il minore accetti di compiere altre azioni sessuali.

Per approfondire:

https://www.commissariatodips.it/Allegato_Coronavirus_adescamento.pdf

Fonte: Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polo Anticrimine della Polizia di Stato

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