Covid-19:Indici in confusione da R con 0 a R con t?!

E’ passato appena un mese (tempi in cui vigeva l’R0), quando si leggeva che l’Umbria, la Basilicata e il Molise,  erano le prime tre regioni italiane ad uscire dall’emergenza. Oggi dopo il cambiamento dell’indice (da R0 a Rt) deciso dall’ISS (Istituto superiore Sanità), improvvisamente ci raccontano che:

TRE REGIONI sono a RISCHIO MODERATO Lombardia, Molise e Umbria le altre sono a RISCHIO BASSO!

Secondo l’indice Rt la Lombardia è a 0,62, il Molise a 0,34 e l’Umbria a 1,23!!

MA SIAMO SICURI CHE IL CALCOLO DELL’Rt SIA GIUSTO? 

Vediamo dunque la differenza tra R0 e Rt: 

  • R0 rappresenta il numero, in media, di casi secondari, più è elevato tanto più c’è il rischio di diffusione dell’epidemia,
  • l’Rt è la misura della potenziale (tasso) di trasmissibilità della malattia legata alla situazione contingente.

Dunque, secondo ISS l’R0, indicando quello che accade in una situazione di popolazione totalmente suscettibile, è un valore che non indica la reale trasmissibilità; per meglio comprendere ad un R0 in media di 2,5 casi secondari, corrisponde un indice di trasmissibilità Rt (in uno specifico periodo), compreso tra 0,2 e 0,7, qualora si sia in presenza di sistemi di contenimento, che permettono di ridurre il numero di casi. 

L’’Rt, ci spiegano: “E’ un parametro interno alla diffusione dell’epidemia che non considera l’intera popolazione, ma solo i casi che originano altri casi”.   In Umbria con pochi positivi che trasmettono la malattia, Rt è troppo instabile e non riflette un rischio regionale.

A seguito della nota inviata dalla direzione sanitaria regionale all’ISS, lo stesso istituto ha precisato: “’L’ Rt non è una pagella ma un segnale da interpretare insieme agli altri dati. I valori di Rt in regioni come Umbria e Molise, che restano aree del Paese a bassa incidenza di infezioni da Covid-19, anche piccole oscillazioni nei numeri, dovute verosimilmente a un aumento dei tamponi eseguiti, possono comportare variazioni in singoli parametri particolarmente sensibili”.

A noi del Movimento StelleNelCuore sembra che valutare l’Umbria come regione a maggior rischio (anche se moderato ) a livello nazionale, sia completamente “fuor di luogo”, sarà il caso che “qualcuno”(ossia come  faccia l’Fbk per l’ISS a calcolare l’indice non è dato sapere, infatti non deriva da una semplice formula, nota a tutti su cui poter interloquire tra scienziati) controlli meglio, prima di pubblicare, il lavoro fatto ed eviti di divulgare “numeri” che fanno dubitare della validità dei parametri, che mettono sotto controllo alcune regioni. 

Sembra a noi inspiegabile come può l’Umbria, che era la regione con contagi tra i più bassi, sia diventata dopo un giorno con contagi 0, la più alta tra le regioni italiane, mentre la Lombardia inspiegabilmente, passa ad un indice Rt pari alla metà dell’Umbria . 

Una delle possibili spiegazioni è che, l’RT restituisce un valore indicativo, su numeri grandi come a livello nazionale, mentre su numeri piccoli è fuorviante.

PRENDIAMO ATTO DALLA STAMPA CHE:

Il professor Fabrizio Stracci, del nucleo di valutazione epidemiologica  della Regione Umbria parla di “autogol del sistema degli indicatori”. Il problema, come aveva anticipato il suo collega del nucleo, l’ingegnere  Fortunato Bianconi, qualche giorno fa sul Corriere dell’Umbria è che il parametro Rt, (misura la velocità di trasmissione del virus), non è adatto a fasi epidemiologiche di coda,potrebbe penalizzare regioni come l’Umbria, aveva detto. 

Appare evidente che pubblicare: “solo l’Umbria ha un indice superiore ad 1”, mentre le altre regioni italiane, sono ampiamente sotto, non sembra a noi un problema per l’Umbria, ma per l’Itali, in quanto indica che il sistema di elaborazione e/o di interpretazione dei dati è sballato, manca cioè di validità e attendibilità.

Grave non è che l’Umbria e il Molise saranno controllati (più controlli ci sono, più si è sicuri) ma perché a seguito di quei numeri, si possono prendere decisioni sbagliate, facendo danni sia nelle regioni ad indice alto (limitando inutilmente la ripresa delle attività ), sia nelle regioni con indice falsato che appare basso (dove si può sviluppare di nuovo il contagio).  

Movimento StelleNelCuore

Allegati:

Questi i dati al momento disponibili e aggiornati alle ore 8 di domenica 17 maggio: complessivamente 1424 persone (+2) in Umbria sono risultate positive al virus Covid-19, gli attualmente positivi sono 94 (-7).

I guariti sono 1257 (+9); risultano clinicamente guariti 16 (-4); i deceduti sono 73 (invariato).

  Dei pazienti positivi attualmente sono ricoverati in 27 (invariato); di questi 2 (invariato) sono in terapia intensiva.

  Le persone in isolamento domiciliare sono 606 (-26), sempre alla stessa data risultano 20.032 (+128) persone uscite dall’isolamento.

Nel complesso, entro le ore 8 del 17 maggio, sono stati effettuati  55.956 tamponi (+ 786).

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