DEBITO IN FORTE CRESCITA E CONSEGUENZE SUI PROSSIMI BILANCI!  

Quantitative Easing,  Fondo salva Stati (Mes), Recovery fund, SURE, Credit Default Swap (nuovi derivati): di quanto aumenterà il tasso “rischio” sul nostro debito pubblico?

Nel breve periodo, l’alto indebitamento italiano, per alcuni osservatori economici, sarà meno rischioso, perché un quarto del nostro debito sarà in mano a Bce, MES e Bank italia. La soglia che la BCE non può superare, è pari al 33% del valore del debito emesso da ciascun paese dell’area dell’euro, per distribuire il rischio.

Ma avranno gli osservatori considerato che per affrontare questa crisi nel 2020/21 l’Italia tra manovre, finanziamenti e garanzie sui prestiti, finirà per aumentare l’indebitamento di più di 250 Miliardi?

Tra le azioni che occorre realizzare al più presto, citiamo i trasferimenti diretti alle imprese, che insieme a quelli alle famiglie, sono necessari per garantire la sopravvivenza dei posti di lavoro, quindi del reddito.

Il metodo che riteniamo più utile e centrato, è quello di  dare un sussidio direttamente alle piccole e medie imprese (in aggiunta alla sospensione delle tasse, relative allo scorso anno, da restituire a partire dal 2022 in 10 anni), pari o proporzionato all’imposta relativa al 2019 (praticamente un’imposta negativa).
Per le aziende medio-grandi, occorre invece, un forte incentivo fiscale alla ricapitalizzazione. Per quelle strategiche e fondamentali, una ricapitalizzazione con partecipazione dello stato, sino alla quota del 25%.  

COME AFFRONTARE L’ECCESSIVO DEBITO CHE SI STA CREANDO, SOMMANDO QUELLO GIÀ ACCUMULATO A QUELLO CHE STIAMO CREANDO QUEST’ANNO?  

L’euforia incosciente degli anni passati, che ha lasciato spendere più di quanto si aveva a disposizione, pur avendo consapevolezza che era finita l’era dell’autonomia monetaria, è ormai da archiviare.

Ci troviamo ora di fronte ad una crisi di portata eccezionale, della quale non conosciamo neppure la durata, ma siamo costretti ad affrontarla in presenza, sia di un eccessivo debito pubblico, che ha generato un livello di tassi di interesse anomalo (mantenuto sostenibile solo grazie ad alchimie finanziarie, utilizzando la sponda europea), che pur salvandoci dal mercato finanziario usuraio, ci lascia alla mercé di chi, avendo in mano i nostri debiti, ci renderà nuova colonia e schiavi del debito.

 

Solo una trentina di anni fa, eravamo padroni del nostro debito, infatti più del  57% del nostro debito dei titoli di Stato era in mano a risparmiatori italiani , mentre circa il 4% era in mani straniere; ora in mano agli italiani resta meno del 6%, mentre più di un terzo è in mano straniere e un altro quarto nelle mani della BCE!   

MA NON E’ FINITA QUI 

Probabilmente siamo ancora agli inizi di uno percorso che si annuncia travagliato, infatti la BCE ha specificato che dei circa 750 + 250 (aggiunti ultimamente) miliardi, messi a disposizione fino al 31 dicembre di quest’anno, la base di ripartizione, sarà pari al capitale nella BCE, che per l’Italia è pari al 11,8%, quindi potranno essere acquistati dalla BCE al massimo (al netto dei rimborsi) circa 118 miliardi di titoli pubblici italiani, acquisti che coprirebbero una quota non sufficiente delle residue emissioni di BTP italiane per il 2020, visto che da marzo a dicembre sono in scadenza 260 Miliardi del debito italiano, ai quali occorrerà aggiungere, quelli delle manovre di bilancio già fatte e di quelle  in corso d’opera. 

Difficile inoltre ipotizzare la pesantezza della caduta del del nostro PIL 2020, si parla di una caduta del reddito nell’ordine dei 160/190 miliardi,  mentre resta ancora un’incognita quello del 2021. Sappiamo solo che siamo già ad un PIL inferiore al -2%,  e che varie fonti ipotizzano un calo del PIL di quest’anno superiore -8 che potrebbe toccare anche il -12% in uno scenario estremo.

 

L’impressione che ne abbiamo come StelleNelCuore, è che l’UE e la BCE abbiano intenzione soltanto di comprare tempo (per far si che gli accordi a livello politico siano soddisfatti), tranquillizzando i paesi in difficoltà, per riuscire a soddisfare gli interessi del blocco nord-europeo, , chiaramente orientati a mettere sotto tutela l’Italia (e non solo), con le buone o con le cattive.

Sappiamo che nel bilancio di Banca d’Italia ci sono debiti al 29 febbraio 2020 (saldo Target 2) verso l’Euro-sistema/BCE pari a circa 385 miliardi €, mentre la Banca d’Italia al 31 gennaio deteneva €403 miliardi di titoli italiani, il 17% circa del debito pubblico complessivo. Ora anche se l’80% degli acquisti nell’ambito del programma resta in carico ai bilanci delle banche centrali nazionali, ci domandiamo se il consiglio direttivo della BCE accetterà la salita smisurata, che sembra ormai “senza limiti” del debito pubblico italiano in portafoglio, o non riusciranno a costringerci ad utilizzare altri strumenti, come il MES ecc. per continuare a tenerci sotto il loro totale controllo. 

MA COME SI METTE PER L’ITALIA CON I TASSI D’INTERESSE E CON LE AGENZIE DI RATING?

Sale lo spread con la Germania mentre resta stabile con la Spagna. Mal comune, ma il costo degli interessi che sale resta un problema. Il rischio più grande viene dai “rumors” che su piattaforme finanziarie anticipano possibili prese di posizioni delle società di rating. Infatti (come è ovvio pensare) S&P e Moody’s considerano un problema l’esplosione del rapporto debito/PIL e quindi si prevede una revisione del rating per l’Italia. 

RATING: Italia nel mirino

Il Rating con la sponda BCE, o senza cambierebbe poco, cambia solo lo spread in relazione alla sicurezza o insicurezza dei rapporti Italia UE. Cambierebbe invece tutto SE TUTTE le quattro società core, Moody’s, Fitch, Standard&Poor’s, DBRS (al momento solo la Fitch ha tagliato il rating dell’Italia declassandola a BBB-) vadano a retrocedere a livello SPECULATIVE GRADE il debito italiano.

In quel caso ci troveremo di fronte un Italia in vendita, per pagare debiti in scadenza, non più rinnovabili!!  

Come si può uscire dal tunnel del debito, se la curva degli interessi da pagare continua inesorabilmente a crescere? Come possiamo continuare ad aumentare anno dopo anno il monte debiti, “giocando” con la commissione europea ad ogni bilancio per aumentarlo un po di più, per far fronte alle necessità dell’anno?

Tanti i dubbi che sia la strada giusta quella che stiamo “calpestando”, il tunnel che abbiamo imboccato non ha altra uscita che il baratro. 

TORNIAMO INDIETRO E CAMBIAMO STRADA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!! 

Movimento StelleNelCuore

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