Elezioni suppletive: non solo in Umbria

Premesso che ci sembra inopportuno, costoso o quantomeno superfluo, quindi evitabile, aver previsto la necessità di indire nuove elezioni per poter rimpiazzare un parlamentare. Riteniamo infatti che la mancanza di qualche Senatore o Deputato, non sia elemento determinante nella gestione democratica del Parlamento. Non ci dimentichiamo infatti che alcuni eletti in parlamento hanno un tasso di assenza superiore al 90%.

Riteniamo comunque che una soluzione diversa (qualora si ritenga necessario mantenere il numero), per rimpiazzarli possa essere trovata facilmente (es. eleggere nel momento elettivo, anche per i collegi uninominali i sostituti). Ma visto che attualmente la legge lo prevede, vediamo di conoscere quanto stiamo vivendo.       

Tutta colpa della legge elettorale

In 60 comuni dell’Umbria e non solo, si torna a votare:

Entro l’8 marzo in due città italiane e in 60 comuni Umbri (la provincia di Terni e alcuni comuni della provincia di Perugia), si terranno elezioni suppletive allo scopo di rimpiazzare due Senatori e un Deputato.

Le elezioni si svolgeranno Collegio Campania 07 (Senato) Napoli il 23 febbraio, Collegio Lazio 01 (Camera) a Roma il 1° marzo e Collegio Umbria 02 (Senato) in Umbria l’8 marzo.

Con le elezioni politiche suppletive, si va a coprire i posti rimasti vacanti in Senato e alla Camera, anche a seguito di dimissioni di deputati o senatori, che lasciano il loro incarico per un qualsiasi motivo. 

Ma non finisce qui l’impegno al voto, si tornerà infatti alla urne in tutta Italia il 29 marzo, per scegliere se tagliare o no i parlamentari, un referendum costituzionale non abrogativo, e quindi senza quorum.

Al Voto l‘8 Marzo in 60 comuni dell’Umbria nella Circoscrizione di Terni

UMBRIA ELEZIONI SUPPLETIVE

QUALI E QUANTI SARANNO I CANDIDATI E A QUALI PARTITI APPARTENGONO?

Le candidature vanno presentate tra domenica 2 e lunedì 3 febbraio. Al momento che scriviamo i candidati sono tre, e sono stati scelti:

per il centro destra, da Salvini; per il centro sinistra, durante l’incontro a Terni con i rappresentanti di tutti i territori del collegio; e per il Blog d.s. (ex M5S) già da diversi giorni dal ex capo politico. Tutti e tre correranno per conquistare un posto al Senato, quello lasciato libero da Donatella Tesei. 

Per la Lega è stata scelta da Matteo Salvini, Valeria Alessandrini (non ci sembra logico che a pochi mesi dalla sua elezione, venga candidata ad altro compito istituzionale. Ciò comporterà tra l’altro la necessità di sostituirla nel consiglio regionale e nella 1° e 3° commissione), un insegnante di lingua e letteratura italiana all’Ipsia “Sandro Pertini” di Terni, Consigliera regionale eletta con 4.942 voti.

Per il centro sinistra la decisione è stata presa, in zona Cesarini, il primo febbraio è la scelta è caduta anche qui per una ternana, Maria Elisabetta Mascio, già candidata non eletta nelle elezioni regionali di ottobre scorso, che partecipa con poche speranze a battere un centrodestra, che i sondaggi danno in netto vantaggio (incolmabile) per la conquista di un posto al Senato.

Per il Blog ex M5S, il prescelto è Roberto Alcidi (decisione presa senza una consultazione on-line sulla piattaforma Rousseau) già da diversi giorni.

Si votera nella circoscrizione Umbria 2, della quale fanno parte, i comuni:
Acquasparta, Allerona, Alviano, Amelia, Arrone, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Bevagna, Calvi dell’Umbria, Campello sul Clitunno, Cannara, Cascia, Castel Giorgio, Castel Ritaldi, Castel Viscardo, Cerreto di Spoleto, Fabro, Ferentillo, Ficulle, Foligno, Fratta Todina, Giano dell’Umbria, Giove, Gualdo Cattaneo, Guardea, Lugnano in Teverina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montecastrilli, Montecchio, Montefranco, Montefalco, Montegabbione, Monteleone di Spoleto, Monteleone d’Orvieto, Narni, Nocera Umbra, Norcia, Orvieto, Otricoli, Parrano, Penna in Teverina, Poggiodomo, Polino, Porano, Preci, San Gemini, San Venanzo, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Spello, Spoleto, Stroncone, Terni, Todi, Trevi, Vallo di Nera, Valtopina

IL 23 FEBBRAIO SI VOTERÀ A NAPOLI 

7 - Napoli - San Carlo all'Arena (in azzurro i quartieri al voto)

Le elezioni suppletive serviranno per sostituire il compianto Franco Ortolani (deceduto il 23 novembre 2019 all’età di 76 anni), il geologo era stato eletto al Senato con il M5S.

Saranno in corsa Sandro Ruotolo (demA, Pd), Luigi Napolitano (M5s), Salvatore Guangi (Fi, Fdi, Lega) e Giuseppe Aragno (PaP).

Al voto andranno gli elettori della 7° circoscrizione, che comprende gran parte della città di Napoli, in particolare i quartieri che rientrano nelle circoscrizioni di: Arenella, Barra, Miano, Piscinola, Poggioreale, Ponticelli, San Carlo all’Arena, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Scampia, Secondigliano, Vicaria, Vomero e Zona Industriale. 

IL 1 MARZO SI VOTERÀ A ROMA 

Verrà eletto nuovo deputato che sostituirà l’ex premier ed ex ministro Paolo Gentiloni, del Partito Democratico che ha lasciato la sua poltrona alla Camera per andare a svolgere il ruolo di Commissario Europeo.

La scelta per il PD è caduta sul  dem Roberto Gualtieri (sostenuto da tutto il centro sinistra).  Per il Blog d.s. sarà in lista Rossella Rendina (scelta dal Kapo senza voto Rousseau/M5s), per Potere al Popolo sarà Elisabetta Canitano ginecologa a correre; 

Il centrodestra ha scelto Maurizio Leo, un avvocato “tecnico” molto vicino a Fratelli d’Italia, infine il Popolo della Famiglia con il presidente Mario Adinolfi.

Saranno circa 150.000 i romani elettori della circoscrizione, si tratta dei residenti nel centro della capitale nelle zone Rione Monti, Rione Trevi, Rione Colonna, Rione Campo Marzio, Rione Ponte, Rione Parione, Rione Regola, Rione Sant’Eustachio, Rione Pigna, Rione Campitelli, Rione Sant’Angelo, Rione Ripa, Rione Borgo, Rione Esquilino, Rione Ludovisi, Rione Sallustiano, Rione Castro Pretorio, Rione Celio, Rione San Saba, Rione Testaccio, Rione Trastevere, Rione Prati, Quartiere Trionfale, Quartiere Flaminio, Quartiere Della Vittoria.

Un test elettorale parziale ma significativo, per tutte le forze politiche e gli schieramenti, uno degli ultimi in città prima delle elezioni comunali del 2021, che si terrà in un collegio ritenuto una roccaforte del centrosinistra e del PD.

Movimento StelleNelCuore

Allegati:

ISTRUZIONI PER LA PRESENTAZIONE E L’ AMMISSIONE DELLE CANDIDATURE

Elezione suppletiva in un collegio uninominale 1. – Contrassegno di ciascun candidato nell’elezione suppletiva rappresentazione grafica.

Per il Senato della Repubblica, la succitata candidatura deve essere presentata presso la cancelleria della Corte d’appello sede dell’Ufficio elettorale regionale il cui ambito territoriale ricomprende il collegio uninominale interessato, sempre unitamente alla documentazione di cui sopra. Come detto in precedenza, insieme alla dichiarazione di presentazione della candidatura, presso la cancelleria della Corte d’appello competente, deve essere depositato anche il contrassegno del candidato, in triplice esemplare (articolo 92, primo comma, numeri 2) e 3), d.P.R. n. 361/1957 e articolo 20, comma 1, lettera a), d.lgs. n. 533/1993).

Ed invero, la dichiarazione di presentazione della candidatura, per essere regolare, oltre alle generalità del candidato nel collegio uninominale, con l’indicazione del suo codice fiscale, deve contenere i requisiti essenziali richiesti dalla legge, che sono i seguenti:

a) firme dei sottoscrittori (salvo che la formazione politica abbia diritto all’esonero);

b) sottoscrizione della dichiarazione di presentazione della candidatura da parte del presidente o segretario del partito (articolo 18- bis, comma 2) per le formazioni politiche aventi diritto all’esonero;

c) autenticazione delle firme dei sottoscrittori della candidatura, nel caso in cui la formazione politica sia obbligata a raccogliere le sottoscrizioni;

d) stampa e descrizione del contrassegno del candidato;

e) indicazione dei delegati del candidato.

Quanto al numero delle sottoscrizioni necessarie per proporre la candidatura nel collegio, ai sensi sia dell’articolo 92, comma 1, numero 2), del d. P. R. n. 361/1957 per la Camera, sia dell’articolo 20, comma 1, lettera a) del d. lgs. n. 533/1993

per il Senato, la dichiarazione di presentazione del candidato uninominale dovrà essere sottoscritta da almeno 300 e da non più di 600 elettori del collegio camerale o senatoriale.

Per l’autenticazione è dovuto dai richiedenti, al notaio o al cancelliere, l’onorario di 0,05 euro [già lire 100] per ogni sottoscrizione autenticata.

[articolo 20, quinto comma, secondo periodo, del testo unico di cui al d.P.R. n. 361/1957]

La presentazione delle candidature deve avvenire TASSATIVAMENTE dalle ore 8 alle ore 20 del 35º giorno e dalle ore 8 alle ore 20 del 34º giorno antecedente la data della votazione. 

LE REGOLE BASILARI:

Non è possibile effettuare collegamenti tra liste o tra candidati, né è richiesta la presentazione del programma elettorale con l’indicazione del capo della forza politica, né la presentazione dello statuto o della dichiarazione di trasparenza.

Caratteristiche del contrassegno del candidato

I partiti che notoriamente fanno uso di un determinato simbolo sono tenuti a presentare le loro candidature con un contrassegno che riproduca quel simbolo. [articolo 14, secondo comma, del testo unico di cui al d.P.R. n. 361/1957] La norma anzidetta cita solo i partiti: da tale obbligo, quindi, sono esclusi i gruppi politici, che sono formazioni occasionali nelle quali confluiscono correnti politiche diverse e non hanno un contrassegno tradizionale.

Nel caso in cui più partiti o gruppi politici intendano presentare un unico candidato, essi possono presentare, a tal fine, un contrassegno composito nel quale sia riprodotto, in tutto o in parte, il loro contrassegno insieme a quello di un altro o di altri partiti o gruppi. Qualora il contrassegno contenga, anche in parte, simboli di partiti o gruppi politici rappresentati nel Parlamento nazionale o europeo, deve essere depositato anche un atto di autorizzazione al deposito del simbolo da parte del presidente o segretario o rappresentante legale, a livello nazionale, regionale o provinciale, del partito medesimo, autenticato ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 53/1990.

Ai partiti che non abbiano un simbolo tradizionale e ai gruppi politici è fatto assoluto divieto di presentare contrassegni identici o confondibili con quelli che riproducono simboli utilizzati tradizionalmente da altri partiti, ovvero che riproducono simboli, elementi e diciture, o solo alcuni di essi, o elementi caratterizzanti simboli che, per essere usati tradizionalmente da partiti presenti in Parlamento, possono trarre in errore l’elettore. [articolo 14, terzo e sesto comma, del testo unico di cui al d.P.R. n. 361/1957] Per quanto concerne i contrassegni non tradizionali – ferma restando la necessità che non siano confondibili con quelli tradizionalmente usati da partiti presenti in Parlamento – la priorità nella presentazione all’Ufcio costituisce titolo; quindi sarà rivolto invito a sostituire i contrassegni non tradizionali che risulteranno identici o confondibili con quelli presentati in precedenza. [articolo 14, terzo comma, del testo unico di cui al d.P.R. n. 361/1957]

Per quanto riguarda il concetto di « confondibilità », l’articolo 14 citato precisa che costituiscono « elementi di confondibilità » – congiuntamente o isolatamente considerati: • la rappresentazione grafica e cromatica generale; • i simboli riprodotti; • i singoli dati grafici; • le espressioni letterali; • le parole o le efgi costituenti elementi di qualificazione degli orientamenti o delle finalità politiche connesse al partito o alla forza politica di riferimento anche se in diversa composizione.

 

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