Il MoVimento cade: dalla padella alla brace

Ormai è fatta dissolto il MoVimento nasce il partito “Conte&Grillo”   

 Già da marzo di quest’anno, i futuri proprietari dell’ex M5S, avevano fatto nascere l’associazione “Italia Più 2050″, per aver pronta la nuova associazione. Malgrado a metà febbraio, era stato votato il nuovo statuto oltre alla nuova governance, con il comitato di cinque membri (votato quasi all’unanimità circa l’80%).

Nemici-amici pranzano in solitaria e ridono insieme  

Sembra che l’associazione e il nascituro partito, si muoveranno nel solco tracciato da Beppe Grillo per il nuovo movimento-partito, che sarà guidato da Giuseppe Conte.

Lo aveva infatti annunciato il leader in pectore del già M5S, Giuseppe Conte, online su ‘Verde e Giusta è l’Italia del Futuro: “Dobbiamo lavorare per offrire un progetto di società da qui al 2050“. 

Multicast –di Giovanni Di Sotto (SkyVote) al posto di Rousseau

Si è chiusa, dopo un lungo periodo di incertezze, l’era Rousseau. Grillo spegne l’associazione fondata nel 2016 da Gianroberto e Davide Casaleggio, per il nuovo partito che sostituisce il MoVimento 5 Stelle, il luogo dove votare sarà SkyVote. Una piattaforma fondamentalmente diversa da Rousseau, infatti il modello di voto di Multicast, la società che detiene SkyVote, è completamente diverso da quello che fino a ieri, ha regolato la democrazia dal basso del MoVimento.

 

La differenza principale consiste . lo spiega il “ciociaro” Giovanni Di Sotto, che dal 2004 amministra Multicast, insieme al socio Roberto Spagna.

Il modello scelto con i 5S, è quello che scorporando i servizi, che prima venivano svolti dall’unica piattaforma Rousseau, si adopererà esclusivamente a gestire le votazioni elettroniche.

 
Analizzando le differenze si evidenzia che la piattaforma Rousseau:
  1. Deteneva e gestiva le anagrafiche degli utenti M5S iscritti alla piattaforma;
  2.  il voto era interno alla piattaforma con la possibilità di essere conservato”.
  3. Inoltre la piattaforma di Casaleggio gestiva la componente partecipativa, la discussione sui temi, la convocazione degli iscritti, le newsletter etc.
Mentre saranno altri che gestiranno le altre funzioni non gestite da SkyVote     

Tre saranno infatti i soggetti diversi, i quali con modalità diverse, gestiranno gli altri aspetti che gestiva Rousseau.

  1. I dati degli iscritti al movimento sono infatti già trasferiti da Rousseau a Odoo (già OpenERP);
  2. Sky Vote Cloud si occuperà del voto elettronico, che avverrà attraverso uno dei programmi di Multicast (Sky Vote);
  3. Non si sa ancora, chi gestirà la partecipazione dei militanti.
Vediamo come funziona nel dettaglio il nuovo sistema di voto elettronico

Per votare e richiesto il certificato elettorale abbinato all’utente, che verrà inviato via email agli aventi diritto di voto. Nel certificato, è contenuto, insieme ai dati che rendono univoca l’identificazione della persona (ad es. il codice fiscale), un codice abilitante al voto. Nel momento del voto, come quella che si usa nei i bonifici bancari, l’iscritto abilitato al voto, riceverà sul cellulare una Otp, attraverso la quale confermare l’invio del voto.

Come viene garantita la segretezza insieme alla trasparenza del voto

Con la generazione di chiavi crittografiche personali degli aventi diritto, alla presenza di un notaio e in modo univoco e inequivocabile. Inoltre (l’azienda dichiara che) il risultato del voto sarà leggibile, in modo aggregato, solo dal notaio e nessuno, neanche lui, potrà sapere chi ha votato cosa. Tutto viaggia in modo protetto, con la massima sicurezza, perché il processo di crittografia avviene localmente. Inoltre, una volta passate le schede di voto al notaio, il sistema azzera tutto, non lasciando alcuna traccia.

Il sistema è migliore peggiore o simile a Rousseau in termini di sicurezza?

Alla domanda l’amministratore di Multicast (Sky Vote) ha risposto che: Niente è impossibile (nel senso che qualsiasi sistema è bucabile), ma molto difficile sì. Aggiungendo che per la crittografia usano come partner Thales-Gemalto, utilizzata anche dai tre quarti dei satelliti europei, che per i chip dei passaporti, risulta tra i più grossi al mondo.

Da notare che fra i clienti di Multicast c’è anche il Pd! 

Certamente tra i clienti di Sky Vote non c’è solo il PD bensì molti altri tra i quali citiamo:

  • la Rai che ha votato da poco per il consigliere di amministrazione interno, eletto dai dipendenti. 
  • associazione dei notai,
  • dei veterinari,
  • quella degli ingeneri e architetti di Inarcassa,
  • la Confcommercio. 

Nota bene : SkyVote, che non ha nessuna parentela con la rete televisiva, è nata dentro Multicast, società 100% italiana che affonda le radici anche nel mondo della sicurezza informatica, guidata da Giovanni Di Sotto, laurea in ingegneria edile alla Sapienza di Roma.

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Per approfondire : 

Come funziona SkyVote

La prima dichiarazione che Di Sotto ha fatto trapelare, dopo l’accordo con Vito Crimi, suona così: “La nostra piattaforma non detiene i dati degli utenti, né questi saranno registrati. I dati degli iscritti al Movimento 5 Stelle saranno utilizzati solo in modalità temporanea e solo per permettere ai nostri sistemi un’identificazione sicura. Le operazioni di voto saranno totalmente anonime e i dati di chi ha votato verranno cancellati in maniera definitiva”.

Multicast fa sapere in una nota che SkyVote non ha colore politico: il rapporto con il Movimento è “squisitamente professionale”. Inoltre, si legge “l’azienda non si presenta sul mercato come un’organizzazione open source” o come Change.org, piattaforma per petizioni. Multicast, insomma è un’impresa a tutti gli effetti, nata per offrire un buon servizio e ottenerne un fatturato.

Fatturato che, nel corso del 2020, è raddoppiato e ha raggiunto il milione di euro.

La crescita del mercato del voto online

Spostandoci dalla capitale verso Milano, in Viale Monte Nero, troviamo la sede di Eligo, e-voting e consulting che affida a un video tutorial su YouTube il suo manifesto e le istruzioni per l’uso. Il costo del servizio varia in base al numero dei votanti, fino a 5000. La formula enterprise è più costosa di quella privata e si può scegliere tra la formula dell’abbonamento annuale e quella à la carte, pagando solo per l’evento da organizzare. La piattaforma è gestibile sia da smartphone che da pc e, assicurano i fondatori, sfrutta un sistema di crittografia che ne garantisce la sicurezza.

Per utilizzarla, basta iscriversi e attivare un sistema di votazione che verrà condiviso via mail con tutti coloro che sono coinvolti nell’evento. Le operazioni possono svolgersi sia online, sia in un luogo reale. La scelta del modello ibrido si spiega con il fallimento di alcuni sistemi di votazione di cui si è molto parlato durante le elezioni presidenziali statunitensi, tra attacchi informatici, manomissioni e hackeraggi che hanno gettato ombre sulla gestione del voto.

La formula Doodle

Un altro protagonista del settore è Doodle, il cui meccanismo semplifica ancora di più le cose. Doodle nasce in Svizzera da un’idea di Renato Profico come tool per agende e appuntamenti online tra professionisti, che possono sintonizzarsi in automatico con Google Calendar, Apple iCal e Microsoft Outlook. Oggi è disponibile in diverse lingue e offre anche un servizio per votare online.

Sul sito viene richiesto di cliccare alla voce “Programma un evento”. Devono poi essere inseriti i dati generali, il titolo della votazione o del sondaggio e una sommaria descrizione. Si fissano poi gli argomenti da sottoporre alla votazione e si spediscono gli inviti. 

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Fonti: italian.tech  forbes.it

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