INFRAZIONI EUROPEE, I POLITICI SBAGLIANO E I CITTADINI PAGANO

A metà anno sono già oltre 20 le nuove procedure a carico dell’Italia
La cattiva politica continua a costare ai cittadini regalando soldi all’UE

Dal 2012 abbiamo regalato all’UE 655 milioni di euro, versati a seguito di sentenze della corte europea, dei quali 100 lo scorso anno. 

Anche quest’anno sono già state già avviate, 22 nuove procedure d’infrazione contro il nostro paese, facendoci permanere ai primi posti in Europa. Tra i temi più ricorrenti mobilità e trasporti, con 8 nuove procedure, e l’ambiente con 5.

Sembra dunque che il rispetto della normativa europea, sia un problema senza soluzione per l’Italia, visto che è peggiorato soprattutto dall’inizio della XVIII legislatura.

Nel 2019 l’Italia ha versato a Bruxelles 107 milioni di euro per sentenze definitive (dati InfringEye), di cui quasi la metà (52 mln) per la procedura avviata nel 2004 sul trattamento delle acque reflue urbane.

Le infrazioni (mancato rispetto delle normative europee) i dati europei

L’articolo 117 della costituzione italiana sancisce che, la potestà legislativa esercitata dallo stato e dalle regioni, non solo deve rispettare la costituzione stessa, ma anche i vincoli dell’ordinamento comunitario.

Dunque non recependo le norme del diritto europeo, all’interno dell’assetto normativo italiano, non si rispetta il dettato costituzionale e si incorre nelle sanzioni europee, che non pagano i politici che le hanno causate ma i contribuenti italiani

La commissione europea ha la responsabilità di garantire che tutti gli stati membri applichino correttamente il diritto del Ue. 

E’ quindi suo dovere intervenire in caso di :

i) mancata comunicazione dello stato membro, o ritardo di comunicazione alla commissione delle misure scelte per implementare la direttiva;

ii) mancata applicazione in quanto la commissione europea, ha valutato che la legislazione dello stato membro, non è in linea con le indicazioni della legislazione europea;

iii) sbagliata applicazione, quando la legge europea o non viene applicata dallo stato europeo, o lo è ma non correttamente. 

Sapete quante procedure d’infrazione sono state avviate quest’anno dalla commissione europea?

Ben 371 nuove procedure d’infrazione in UE, portando il totale delle pendenti a 1.761 (dati al 24 giugno 2020 di InfringEye). In aumento, (dati confrontati con il settembre 2019) del 10% in UE, e del 16,46% in Italia.

C’è da prendere atto che (essendo il regno unito fuori dall’UE) soltanto il Portogallo (35)  è riuscito in Europa a fare peggio di noi. Analizzando le altre nazioni, appare evidente che le infrazioni degli altri principali paesi europei, si attestano a circa la metà di quelle dell’Italia:

Germania (13 nuovi casi), Francia (12) e Spagna (11) solo per fare qualche esempio.

Procedure d’infrazione aperte, per stato membro

Seppur come visto, in l’Italia si registrano dati sconfortanti, anche in altri come la Germania, pur essendo lontani dalle quantità raggiunte dal nostro paese, registrano comunque un alto numero di infrazioni aperte.

A carico della Germania sono infatti in corso 80 procedure, di cui 13 avviate dall’inizio del 2020. Molto meglio invece la performance di nazioni come la Francia. Il paese transalpino ha infatti 59 procedure a suo carico. Mentre paesi virtuosi ad oggi sono: Finlandia (33 procedure pendenti), Danimarca (31) e infine Lituania (28).

Le procedure a carico dell’Italia

Una delle cause delle tante procedure di infrazione, può essere il difficile rapporto, che negli ultimi anni si è ben evidenziato, tra l’Italia e la commissione europea, che vista la discrezionalità di decisione della commissione, può essere stata influenzante nella scelta di aprire o no la procedura

Infrazioni: Termometro della relazione tra Italia e commissione europea.

Già dal 2014 le procedure a carico superavano quota 100, erano poi diminuite sensibilmente, infatti a marzo 2018, si erano ridotti a solo 59. Ma tutto è durato molto poco, infatti con l’avvio della XVIII legislatura, le procedure di infrazione a carico dell’Italia, sono aumentate mese dopo mese fino ad aumentare del 55%. Tale accadimento, evidenza quanto l’anima politica del governo italiano, sia una variabile non indifferente, nelle infrazioni europee attivate.

Ad oggi ci sono 92 casi che riguardano l’Italia, il valore più alto da quasi 5 anni (settembre 2015). 

Come visto l’Italia è il secondo paese con più infrazioni pendenti, e il terzo se si considera anche Inghilterra, per nuovi casi avviati nel 2020.

Con l’inizio del nuovo anno tornano a salire le infrazioni a carico dell’Italia
Numero di infrazioni pendenti a carico dell’Italia
 

Tra i 2 governi della XVIII legislatura le differenze non sono state molte, anzi. Nonostante si sia passati da un governo con la Lega, partito storicamente critico nei confronti dell’Europa, ad uno con il Partito democratico, il numero di infrazioni a carico dell’Italia è continuato a salire. 

Quando un contenzioso si proroga nel tempo, e quando uno stato membro continua a non conformarsi con il diritto europeo, la commissione europea ha il potere di richiedere l’intervento della corte europea di giustizia.

Intervento che può portare alla decisione di infliggere una sanzione economica, cosa che nel tempo rischia di avere un costo elevato per le casse dello stato.

Il costo della cattiva politica

Anno dopo anno, il rapporto tra l’Italia e il diritto europeo continua ad essere problematico. Lo è sia perché a livello economico la variabile è stata e rimane non indifferente per le casse dello stato, ma soprattutto perché i casi continuano ad aumentare.

Questa legislatura poi ha segnato un decisivo e negativo cambio di passo rispetto agli ultimi governi precedenti.

Il molto lavoro portato avanti nella scorsa legislatura per ridurre i contenziosi, è stato velocemente vanificato.

E mentre altri stati membri tentano di mitigare l’effetto delle infrazioni, altri come l’Italia sembrano incapaci di contribuire positivamente alla situazione.

Movimento StelleNelCuore


Per Approfondire:

Quanti ci costano le infrazioni

L’Italia è uno dei paesi più coinvolti, con un alto numero di casi che finiscono all’attenzione della corte europea di giustizia. Sono 5 le procedure per cui l’Italia ha subito “seconde condanne” ai sensi dell’articolo 260 del Tfue, di cui 3 riguardano l’ambiente.

La maggior parte di queste procedure poi hanno a che fare con questioni irrisolte da anni, come quella delle discariche abusive avviata a luglio del 2003 (17 anni fa), per cui il governo ha persino predisposto un apposito commissario straordinario.

le infrazioni per cui l’Italia è stata condannata a pagare sanzioni economiche.

Dal 2012 l’Italia spende in media 81,91 milioni di euro all’anno in sanzioni per il mancato rispetto delle norme europee. Dati confermati dalla “Relazione annuale 2019 – I rapporti finanziari con  l’Unione europea e l’utilizzazione dei fondi comunitari” della corte dei conti pubblicata a dicembre dello scorso anno. In particolare nel 2019 l’Italia ha versato 107 milioni di euro, valore in diminuzione rispetto al 2018 ma comunque da non ignorare. Anche perché, come sottolineato dalla corte dei conti, le sanzioni periodiche possono portare ad esborsi continui da parte degli stati membri.

È appena il caso di sottolineare, inoltre, che le sanzioni periodiche “corrono” fintantoché non sarà data piena esecuzione al giudicato, e possono pertanto comportare esborsi di ammontare indefinito. La probabilità che al primo pronunciamento sfavorevole della Corte di Giustizia ne segua un altro in tempi brevi è elevata, essendo assai ristretti i margini di difesa per lo Stato membro non ottemperante.

Ormai dal 2015 l’Italia versa oltre 100 milioni l’anno a causa delle infrazioni.

Il picco è stato raggiunto nel 2018, quando le 5 procedure sono costate allo stato 148 milioni di euro. Da quell’anno, come confermato nel 2019, tutte e 5 i casi giunti ad una seconda condanna hanno portato ad un esborso economico da parte dell’Italia.

Dei 107 milioni versati l’anno scorso, 52 fanno riferimento al caso delle acque reflue.

Procedura avviata nel 2004 che vede il nostro paese inadempiente a diversi obblighi di cui alla direttiva 91/271/Ce. Inadempienze che sono perdurate nel tempo, e che hanno costretto la commissione a fare ricorso alle corte Ue ai sensi dell’articolo 260 del Tfue. Con la sentenza del maggio 2018, la corte ha condannato l’Italia ad un prima pena di 25 milioni di euro.

€224 mln è quanto versato dall’Italia per le discariche abusive, infrazione avviata nel 2003.

Dal 2012 l’infrazione che cumulativamente è costata di più è quella delle discariche abusive.

Dalla prima condanna del 2015 il totale è salito a 224 milioni di euro, di cui 141 solamente nel biennio 2015-2016. La seconda procedura più dispendiosa è invece quella delle Ecoballe in Campania. Il caso è giunto ad una sentenza della corte europea di giustizia il 16 luglio 2015. In totale sono stati versati oltre 173 milioni di euro, per un caso che comunque ha anche altre implicazioni per la finanza pubblica. Come sottolineato dalla relazione del ministero dell’economia a fine 2019 sui contenziosi con l’unione europea, c’è anche da considerare l’onere necessario a completare la capacità di trattamento/smaltimento/recupero.

Un’altra condanna del 2015 ha riguardato il mancato recupero degli aiuti concessi a favore delle imprese nel territorio di Venezia e Chioggia con le leggi 30/1997 e 205/1995. Procedura che negli anni è costata 78 milioni di euro.

Scaricati i dati InfringEye da Edjnet

InfringEye vuole essere uno strumento a disposizione di giornalisti, cittadini e accademici per portare avanti ricerche e investigazioni. Per questo motivo lo European data journalism network mette a disposizione, per un libero riutilizzo, tutto il materiale impiegato per la creazione dello strumento.

Uno strumento sviluppato per rendere più semplice per i giornalisti, gli attivisti e i cittadini monitorare le procedure europee di infrazione contro gli stati membri, filtrandole per paese, stato della procedura e argomento

InfringEye presenta il contesto in cui si inserisce una procedura di infrazione, fornendo dati utilizzabili come base per inchieste e lavori giornalistici.

Vai a “Cosa sono le procedure d’infrazione”

Leggi che cosa son le infrazioni europee.

– Relazione 2019 – Corte dei conti

Infrazioni pendenti (giugno 2020) 
Infrazioni aperte nel 2020

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