La “partita” a Roma: si vince ai tempi supplementari

Tutto pronto per eleggere il sindaco di Roma?

Ecco i candidati in corsa e cosa dicono i sondaggi 

Sembra ormai delineato il quadro delle elezioni amministrative a Roma. Elezioni che sarebbero già avvenute, se con la motivazione (scusa) del Covid le forze politiche tramite il Consiglio dei Ministri, non le avessero fatte slittate a ottobre. La data attualmente prevista è compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre, con la data più probabile del 10 e 11 ottobre.

Diamo un occhiata ai candidati

Nulla di definitivo, al momento può essere considerato, anche se per queste elezioni amministrative a Roma, i nomi dei vari candidati, sembra siano stati tutti definiti così come la ricandidatura dell’attuale sindaca.

Virginia Raggi: ha infatti deciso quest’anno di candidarsi (cambiando idea), e conseguentemente alla approvazione del M5S, può correre per un secondo mandato. Infatti il Movimento 5 Stelle, anche con l’approvazione via Rousseau, di una delega al terzo mandato (visto che la Raggi, ha alle spalle una legislatura come consigliera comunale);

Roberto Gualtieri: Due mandati al Parlamento europeo, poi il ritorno in Italia per ricoprire il ruolo di ministro dell’Economia del secondo governo Conte. Scelto Partito Democratico come candidato ideale e confermato tramite le primarie di giugno. Affermatosi con il 60% dei votanti (on line e ai gazebo), con avversari quali Giovanni Caudo, Imma Battaglia, Cristina Guarcio, Paolo Ciani, Stefano Fassina e Tobia Zevi. Professore associato in Storia Contemporanea (in aspettativa) all’Università di Roma La Sapienza dal 2012;

Enrico Michetti: professore di diritto degli Enti Locali e speaker radiofonico. E’ al momento ufficialmente il candidato sindaco del centrodestra.  Da notare che Michetti nella sua passata attività professionale, ha affiancato molti sindaci di centrodestra. Si era così fatto apprezzare negli ambienti di Fratelli d’Italia, dando a Giorgia Meloni la possibilità di fargli ottenere la candidatura al Campidoglio. Michetti sarà in ticket con Simonetta Matone, magistrato che per anni ha lavorato come sostituto procuratore al Tribunale dei minorenni di Roma. Anche lei nota opinionista in televisione. La sua candidatura dovrebbe portare a un passo indietro di Vittorio Sgarbi, che Salvini proponendolo come assessore alla Cultura, eviterà la sua scesa in campo da candidato sindaco. 

Carlo Calenda: Figlio del giornalista e scrittore Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini; Laureatosi in giurisprudenza all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza. È un europarlamentare, ed è stato viceministro dello sviluppo economico nei governi Letta e Renzi, rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea nel 2016 e in seguito Ministro dello sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni. A seguito del mancato accordo con il centrosinistra e il suo rifiuto di prendere parte alle primarie, ha deciso di correre per conto proprio; potrà contare sul sostegno di Italia Viva. 

Paolo Berdini:  Ex assessore all’Urbanistica della giunta Raggi, noto per le sue posizioni anti-cemento e contro lo stadio della Roma, lo sostengono Rifondazione comunista, il Pci, alcuni soggetti ecologisti, comitati e pezzi della cultura socialista. 

In campo ci sarà anche l’ex consigliere regionale Andrea Bernaudo per i Liberisti Italiani; così come Monica Lozzi, presidente del VII municipio che dopo aver lasciato il Movimento 5 Stelle correrà con la lista Revoluzione Civica.

Ha già ufficializzato la sua presenza anche Federico Lobuono (di soli venti anni), che sarà il candidato della lista La Giovane Roma; una lista fatta di ragazzi under 25.

Da tempo i sondaggi stanno provando a “pesare” i vari candidati scesi in campo,

ma al momento l’unica certezza appare essere quella della necessità di un ballottaggio per eleggere il prossimo sindaco di Roma.

SONDAGGIO 22 GIUGNO

Il primo sondaggio realizzato con lo scacchiere dei candidati al completo è quello dell’istiuto Noto per conto di TPI. Per l’indagine, in testa ci sarebbe Enrico Michetti. Realizzato tra il 16 e il 18 giugno 2021 su un campione di 1000 persone, con una percentuale di risposta pari al 92%, il sondaggio realizzato dall’istituto presieduto da Antonio Noto, uno dei più autorevoli sondaggisti italiani, mette in luce, in vista del primo turno delle comunali, le intenzioni di voto alle liste, le intenzioni di voto ai candidati e i flussi elettorali con il voto disgiunto che, come vedremo, potrebbe risultare decisivo per l’approdo al ballottaggio di uno dei candidati in lizza.

Proprio la coalizione del centrodestra  risulterebbe essere la più votata con il 35% delle preferenze, così ripartite:

21% Fratelli d’Italia, con il movimento di Giorgia Meloni che diventerebbe il primo partito a Roma, 8 per cento Lega, 4 per cento Forza Italia e 2% attribuibile ad altre liste.

La coalizione di centrosinistra otterrebbe il 25%, così ripartiti: 18,5 per cento al Partito Democratico, 2% ai Verdi, l’1,5 per cento a Leu, l’1 per cento a Sinistra Italiana e il 2 per cento provenienti da liste civiche e altre forze di centrosinistra. Al ballottaggio con il candidato del centrodestra andrebbe così Virginia Raggi, con il buon risultato di Carlo Calenda che sarebbe fatale a Roberto Gualtieri.

SONDAGGIO 26 GIUGNO

L’ultimo sondaggio in ordine di tempo a Roma è stato realizzato da Winpoll. Stando all’indagine, al primo turno il più votato sarebbe Marchetti, con Gualtieri al secondo posto.

Intenzioni di voto: i ballottaggi

Nello scenario “classico” con centrosinistra vs. centrodestra a uscirne vittorioso sarebbe il primo guidato da Roberto Gualtieri con il 53,5% dei voti.

Nel caso che contro il centrodestra ci vada il Movimento 5 Stelle del sindaco uscente, quest’ultimo verrebbe sconfitto, con Enrico Michetti vincitore col 55,8%.

Raggi e Calenda non sarebbero comunque molto distanti, per un partita che appare essere apertissima. Sempre per l’indagine, al ballottaggio sia Gualtieri sia Calenda batterebbero Michetti, mentre il candidato del centrodestra avrebbe la meglio sulla sindaca uscente.

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Allegati 

Nomine, conflitti di interessi, porte girevoli e le relazioni fra politica, economia e burocrazia.

Iniziate molto presto le discussioni nei partiti, alla ricerca del candidato ideale alla carica di sindaco della capitale. Al momento il centrodestra si presenta unito anche l’accordo non è stato facile da trovare. Al contrario il centrosinistra non ha trovato “la quadra”, infatti sia il movimento 5 stelle sia Azione insieme a Italia Viva, vanno in ordine sparso.

Centrosinistra e Movimento 5 stelle in ordine sparso

Dunque il centrosinistra e il Movimento 5 stelle si presentano con 3 diversi candidati. Mentre il centrodestra, seppur con difficoltà, ha trovato un accordo. Il candidato sindaco sarà il professor Enrico Michetti, affiancato dal magistrato Simonetta Matone e forse da Vittorio Sgarbi assessore.

Infatti il Partito democratico (Pd), essendo ancora all’opposizione nel consiglio comunale romano, non ha ritenuto coerente appoggiare la sindaca uscente Virginia Raggi. Ed  inoltre il candidato (ex ministro dell’economia nel Conte II), Roberto Gualtieri, non manca occasione per affondare la gestione Raggi. Il M5s d’altro canto, non poteva bocciare la ricandidatura di Virginia Raggi, che è rimasta comunque legata a tutte le correnti (anche se leggermente autonoma) e che vanta comunque un buon seguito nei cittadini romani. Scelta che è stata difficile perché lontana dalle scelte politiche nazionali oltreché quelle regionali.

Gualtieri e l’alleanza giallo rossa

Gualtieri rappresenterebbe il tentativo di raggiungere l’alleanza con il M5s al ballottaggio

Il motivo sembra essere, che nel recente passato nell’esecutivo Conte II, è con lui al ministero dell’economia, che è stata inaugurata l’alleanza tra centro sinistra e Movimento 5 stelle. Secondo alcune opinioni, Gualtieri resta il candidato più adatto per assommare nel ballottaggio i voti del movimento. Vista infatti la buona probabilità, che sia proprio lui ad arrivare al ballottaggio contro il centrodestra. Cosa che però contrasta, con quanto lui stesso ha detto in campagna elettorale, rigettando l’ipotesi di un apparentamento al secondo turno.

Si puntava sul suo rapporto privilegiato con Giuseppe Conte che rappresentava il capo in pectore del movimento 5 stelle. Cosa che probabilmente non sarà più la stessa nel prossimo autunno.

Michetti e la formazione di centrodestra

Al contrario del fronte giallo rosso, il centrodestra è riuscito a trovare un candidato comune. E’ stato individuato da Giorgia Meloni, avendo nel ruolo svolto affiancato alcuni sindaci di centro destra, aiutandoli ad affrontare problemi di carattere amministrativo. Solo dopo un lungo confronto, tra i leader dei principali partiti, è stato accettato Enrico Michetti. Lo stesso in caso di vittoria, dovrebbe essere affiancato da Simonetta Matone come vicesindaco (che aveva le preferenze sia della Lega che di Forza Italia) e Vittorio Sgarbi come assessore alla cultura.

Il candidato sindaco Michetti ha un curriculum tecnico-accademico. Professore di diritto degli enti locali e di vari corsi specialistici, sulla gestione amministrativa dei comuni; in particolare presso l’Anci e l’agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali. Infine ha ricoperto anche incarichi importanti in Acea (come vicepresidente nel 2005), Atac ed altri.

I mandati interrotti di Vittorio Sgarbi

Il terzo componente della terna di nomi che sembra proporsi come assessore alla cultura del comune di Roma è Vittorio Sgarbi. Il quale al contrario dei suoi due colleghi ha molta esperienza con gli incarichi politici, sia come parlamentare che come sindaco o assessore in comuni e regioni. Sembra necessario ricordare che nella sua lunga storia politica Sgarbi, non ha quasi mai concluso i propri mandati, vuoi per sopraggiunte incompatibilità con altri incarichi, vuoi per contrasti con l’amministrazione.

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