L’annuncite, un male in auge della comunicazione politica!

Un modo per frastornare il Cittadino-elettore, attraverso comunicazioni che divergono dalla realtà.

In risposta alle usuali montature politico-giornalistiche e dei social-web, è ormai in auge, già da diversi anni, la politica degli annunci.  

Una degenerazione della comunicazione, che si è intensificata in modo abnorme negli ultimi decenni e che opposizioni e governo attuale, utilizzano ormai abitualmente. Un modo attraverso il quale gli antagonisti politici, nutrono la propria “tifoseria”. Gli uni per cercare di tranquillizzare gli elettori, gli altri per incitare i propri seguaci nell’opera di protesta e di denigrazione dei governanti. 

In questa opera di propaganda, sia denigratoria sia osannante, spesso si spingono ad osannare o denigrare anche i propri compagni d’avventura (facenti parte della coalizione, al governo o all’opposizione), quando questi figurano nei sondaggi in crescita di consensi. 

Quest’anno a causa Covid-19, l’esecutivo si è spesso lanciato in avanti promettendo iniziative e aiuti per cittadini e imprese, oltre alla messa in sicurezza delle strutture sanitarie. Un governo e i suoi commissari si sono ormai abituati a dei rituali settimanali. Un modo per “raccontare” senza contradditori, la propria verità, sulle necessarie misure restrittive adottate. Inoltre parallelamente però, sia il premier Conte che i Ministri, annunciano ristori, promettendo tempi che non sono realistici e mai precisi. Ristori indispensabili, per mantenere in vita le attività danneggiate dalle chiusure, o per le misure previste necessarie a garantire l’assistenza ai malati. Peccato che però, quasi sempre seguono gravi ritardi, nell’implementazione concreta dei provvedimenti.

La verità è ormai un optional desueto per la morente politica  

Il modus operandi del governo, in questi drammatici mesi è la riprova di quanto la comunicazione stia prendendo il sopravvento sull’attuazione concreta dei provvedimenti

L’anomala maggioranza condizionata dai continui test elettivi è debole 

Pur non escludendo che parte delle colpe è attribuibile alla farraginosa macchina burocratica, è altrettanto indiscutibile che, la maggior parte delle cause di quanto avviene e soprattutto politica. Colpa degli annunci continui, ai quali seguono leggi incomplete o non chiare nei contenuti. Ciò causa applicazioni lente ed incerte, che lasciano ampi spazi interpretativi, a causa della mancanza di una chiara e netta direzione politica.

Governi sempre deboli, sostenuti da maggioranze instabili, che a fatica trovano accordi incerti. Finendo per definire proposte difficilmente realizzabili, che spesso restano come norme parzialmente o totalmente inapplicate . Molti sono, ad esempio, i decreti legge varati in questi mesi, in cui l’esecutivo fa uso massiccio della decretazione d’urgenza. Provvedimenti presentati in conferenza stampa, poi dimenticati, ripresi e firmati dal Presidente della repubblica molti giorni dopo, con un iter che rende poco trasparente il processo legislativo.

Si annunciano nuovi provvedimenti con conferenza stampa anche quando non sono pronti!
16 marzo 2020 l’annuncio del “Cura Italia” 25 miliardi di euro Entrata in vigore del provvedimento: 30/04/2020.

Caso tipico di questa nuova abitudine, è il battezzato decreto rilancio, annunciato a marzo, e pubblicato in gazzetta ufficiale il 19 maggio, circa due mesi dopo, il decreto semplificazioni 9 gg., il decreto agosto 6gg., il decreto rilancio 5gg. . Non casi isolati, infatti se escludiamo quelli già decaduti, dal 31 gennaio il governo ha emanato complessivamente 20 decreti legge. Tra questi troviamo stranamente il decreto per le olimpiadi invernali e il decreto immigrazione (15 gg. tra annuncio e pubblicazione).

La formula del “salvo intese”

Alla ricerca di escamotage, le forze politiche hanno ultimamente coniugato, un nuovo modo per approvare in consiglio dei ministri, un provvedimento non definito, con un testo provvisorio e la formula “salvo intese“, forzandone l’approvazione . Infatti anche ultimamente i Dl rilancio, semplificazioni e agosto, sono stati approvati pur di annunciarli subito “salvo intese”. Un tipo d’approvazione che non ha nessuna valenza, se non quella di vendere ai cittadini come pronto, il contenuto di alcuni provvedimenti. Contenuti che successivamente, a seguito delle “intese”, epilogo delle trattative all’interno della maggioranza, vengono modificate subito o durante l’iter in parlamento.

Relativamente agli ultimi provvedimenti presi dal governo, sono stati approvati salvo intese i decreti rilancio,  semplificazioni e agosto. Provvedimenti che in questi casi, sono poi stati adottati con un doppio voto di fiducia, proprio a seguito della impossibilità di trovare un accordo sui contenuti.

Continua la cattiva abitudine di far ritardare l’uscita dei decreti attuativi 

Come già detto uno degli importanti motivi, che rendono inattendibile l’annuncite politica, è rappresentato dall’alto numero di decreti attuativi, che mancano all’appello, rendendo le misure inapplicabili e non interpretabili, lasciando che norme teoricamente già esecutive, restino mesi ferme non potendo trovare chiara e piena applicazione. Tali norme infatti per essere eseguibili, necessitano che siano definiti aspetti pratici, burocratici e tecnici. Il tutto va necessariamente definito dai decreti attuativi, affidati principalmente ai ministeri.

Mancano all’appello ancora il 64% dei decreti attuativi, relativi ai decreti legge urgenti  

Rileviamo che in questi giorni complessivamente, i decreti attuativi necessari sono 304 dei quali solo 108 sono stati adottati. In particolare tra i decreti legge approvati, è il Dl rilancio il più pesante con 137 (63 già adottati), seguito dal decreto agosto con 65 (5 già adottati) e dal Dl semplificazioni con 37 (di cui solo uno già adottato). 

Movimento _________NelCuore

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