L’Italia ormai sembra succube, resta nel MES?

Un quarto del nostro debito è in mano a una banca privata?

Si può continuare anno dopo anno ad aumentare l’indebitamento, lasciando che si concentri in poche mani (nel 1988 il 57% dei titoli di Stato era in mano a risparmiatori italiani, mentre oggi sono poco più del 5%). Cosa è successo negli ultimi 30 anni?!

Quale logica c’è dietro l’emissione di nuova moneta, se poi la si usa per comprare il debito delle nazioni europee?

Perché è stato creato il Mes, per fare debiti con la protezione dell’UE o della BCE?

Perché costringere le nazioni all’indebitamento, attraverso le strane “creature finanziarie” (BCE, MES ecc.), in modi alternativi sia con il Quantitative easing, sia con Pandemic credit line.

L’Unione Europea che fa? guarda silente o guida i paesi deboli aderenti, verso l’eccesso d’indebitamento, in una strada che non ha ritorno, e porta i paesi che erano in difficoltà, alla inevitabile lenta vendita di tutti i propri asset?!      

Emettere debito per farlo comprare alla BCE, non è uguale a mettersi in mano a una banca privata?

Il 29 febbraio il debito pubblico italiano era pari 2.447 miliardi di euro, con una previsione di (de)-crescita italiana (a causa dell’impatto del coronavirus sull’economia) ipotizzata intorno al – 10% (+ o – 1%) rispetto al 2019. Come conseguenza il debito pubblico Italiano passerebbe, dall’attuale 134,8% al 157,6% (superando la pericolosa soglia del 150%), un livello dei più alti dai tempi dell’Unità d’Italia e pericoloso per la tenuta del bilancio dello Stato. 

Così infatti leggiamo nell’Osservatorio sui conti pubblici italiani: “il debito italiano potrebbe salire al 157,6% del PIL

Anche Standard and poor’s prevede per il 2020 un PIL Italia a -9,90%.
Anche se il conteggio del PIL, è oggigiorno considerato un dato approssimativo, che va quindi considerato come dato (in valore assoluto) impreciso, ma validamente utilizzato nelle statistiche, dalle quali ricaviamo l’evidenza, che il rischio sul debito pubblico italiano, sta costantemente e pericolosamente aumentando.

Infatti il Credit Default Swap Italia NEW (una protezione dal default, cioè uno swap che ha la funzione di trasferire il rischio di credito. Uno strumento di copertura comune tra i derivati creditizi. In altre parole è un’assicurazione contro il rischio di crack), che include l’eventuale ritorno alla Lira, anche nella versione OLD, stanno salendo.

QUAL’E’ LA PROPOSTA DI COTTARELLI & CO. ALLA COMMISSIONE 

Creare un piccolo organismo, ma contenuto in una istituzione già esistente (per esempio la Banca Europea degli Investimenti o il MES) che gestisca le politiche, precedentemente concordate con tutti necessarie per rispondere alla crisi. La Special Health Emergency (SHE) arrangement dovrebbe emettere, una tantum, uno strumento di raccolta finanziaria (denominato Special Issue European Security, o SIES), per raccogliere 300-400 miliardi di euro con una scadenza di 30-50 anni. 

Gli aderenti al Movimento StelleNelCuore non condividono quanto forse l’Italia proporrà. Ossia di emettere una nuova raccolta finanziaria (SIES), attraverso la creazione della SHE, all’interno del MES, istituzione condizionata dalle decisioni dalla BCE, che a sua volta  ha l’obbligo di rendere conto del proprio operato all’UE, e principalmente al Parlamento europeo. 

Interessante invece la proposta della Spagna, che sembra allineata alla nostra (vedi https://www.stellenelcuore.it/helicopter-money-unica-strategia-economica-praticabile-in-tempo-di-covid-19/) , infatti prevede di creare un grande fondo Ue di circa 1.500 miliardi di euro, finanziandolo con un debito perpetuo, distribuito sotto forma di trasferimenti (non generando debito) tra i Paesi più colpiti dalla crisi. Un trasferimento di risorse che dovrebbe essere finanziato attraverso 1.500 miliardi di euro di debiti irredimibili, cioè a fondo perduto, coperti da una parte del bilancio Ue

CI DOMANDIAMO COME FINIRÀ L’UE E LE 27 SORELLASTRE, FIGLIE DELL’ATTUALE INFINGARDA ISTITUZIONE EUROPEA? Come potrà l’Italia, superare l’esame della commissione europea il prossimo anno, quando il rapporto debito PIL già ben oltre il 150%, tenderà ad aumentare ancora?!

Fino a quando saremo considerati “tanto amici” di un Unione Europea che, dopo averci maltrattato a più riprese, ci chiede scusa e si mette (sempre solo a parole) a nostra disposizione?

A quale prezzo e fino a quando la BCE resterà disponibile a coprire il nostro debito?!  Quando mai l’85% del capitale del MES approverà il salvataggio di uno stato non solvibile, senza chiedere contropartite?  

Le decisioni più importanti, comprese quelle relative alla concessione di assistenza finanziaria agli Stati membri, sono adottate dal Consiglio dei governatori secondo la regola del comune accordo (unanimità dei membri partecipanti alla votazione, senza contare le eventuali astensioni); tuttavia, al fine di garantire efficacia al sistema decisionale, è previsto il voto a maggioranza qualificata dell’85% del capitale qualora la Commissione e la BCE decidano che occorrono decisioni urgenti in materia di assistenza finanziaria in caso di minaccia per la stabilità finanziaria ed economica della zona euro.

Controllo post-programma
Al termine di un programma di assistenza finanziaria, la Commissione europea e la BCE eseguono missioni di controllo post-programma, alle quali partecipa anche il FMI se ha contribuito finanziariamente al programma medesimo. Tali missioni devono valutare se lo Stato che ha beneficiato dell’assistenza finanziaria continui ad attuare politiche solide e se sussista il rischio che non sia in grado di rimborsare i prestiti ricevuti. 

https://documenti.camera.it/leg18/dossier/pdf/AS015.pdf?_1575557723621

“L’Unione europea ( ha spiegato la presidente della Commissione europea) ora deve presentare le scuse più sentite, però offrire le proprie scuse vale solo se si cambia il comportamento e c’è voluto parecchio tempo perché tutti capiscano che dobbiamo proteggerci a vicenda”. Von der Leyen ha sancito il cambio di passo dell’Ue, che adesso è ”diventata il cuore pulsante della solidarietà europea” ed è pronta ad ”aiutare i più bisognosi”.

Il Movimento StelleNelCuore, si domanda se l’Unione Europea così costruita, e soprattutto come si è lentamente negli anni trasformata, “da madre adottiva a matrigna cattiva”, debba continuare ad esistere, o se dobbiamo prendere atto che è arrivata al capolinea.

Come si può ancora pensare che questa UE, sia un unione di popoli, se nei momenti di difficoltà (e quello attuale è certamente senza responsabilità), quando è necessaria la massima solidarietà, ci si ritrova a rimandare e a decidere di prendere strade, che nulla hanno di solidale .

Anche il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista al Financial Times, sottolinea «non c’è scelta, bisogna istituire un fondo che possa emettere debito con una garanzia comune» a cui gli Stati membri possano ricorrere a seconda delle necessità e non in base alla dimensione dell’economia. Un’idea, questa, a cui Germania e Olanda si oppongono. (…) «Ritengo che l’Europa sia un progetto politico. Se lo è, il fattore umano è la priorità e c’è il concetto di solidarietà che entra in gioco. 

Nel dopo “Coronavirus” l’attuale UE sarà più debole e disunita, e non potrà svolgere il ruolo necessario di antagonista o mediatrice dei contrasti, lasciando a Cina e USA o la possibilità di spartirsi la “torta”, o di causarci danni aggiuntivi nella loro lotta per il predominio.

In questi possibili scenari l’Italia sarà avviluppata e pagherà sicuramente il più alto prezzo, predisponendosi ad un futuro sempre più agonizzante.

Ecco perché crediamo che sia il momento giusto, per coraggiosamente programmare la svolta.

Necessita prendere atto del fallimento dell’Unione Europea, e fondare al più presto gli “STATI D’EUROPA UNITI”, anche se ciò comporti l’esclusioni di alcuni degli stati, che attualmente ne fanno parte. 
Occorre predisporsi per affrontare il peggio, che inevitabilmente verrà dopo, perché nel momento in cui sarà finita la serrata per il Covid-19, l’economia sarà meno globalizzata ma, se non facciamo nulla, in alcuni casi molto più centralizzata, e nelle mani di pochi

Movimento StelleNelCuore

Allegati :

Cos’è il debito pubblico

Il debito pubblico (o debito delle amministrazioni pubbliche) è rappresentato dall’esposizione di uno Stato e di altri soggetti pubblici nei confronti di altri soggetti economici. I creditori possono essere nazionali o esteri e possono essere individui, imprese, banche o stati esteri. …

Da Wikipedia – quali sono i proprietari della BCE: 

Nella tabella qui sotto sono riportate le quote di capitale sottoscritte e versate dalle BCN aderenti all’eurozona:

Stato Banca centrale nazionale Quota (%) Capitale versato (€)
Germania Germania Deutsche Bundesbank 17,9973 1.948.208.997,34
Francia Francia Banque de France 14,1792 1.534.899.402,41
Italia Italia Banca d’Italia 12,3108 1.332.644.970,33
Spagna Spagna Banco de España 8,8409 957.028.050,02
Paesi Bassi Paesi Bassi De Nederlandsche Bank 4,0035 433.379.158,03
Belgio Belgio Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique 2,4778 268.222.025,17
Grecia Grecia Bank of Greece 2,0332 220.094.043,74
Austria Austria Oesterreichische Nationalbank 1,9631 212.505.713,78
Portogallo Portogallo Banco de Portugal 1,7434 188.723.173,25
Finlandia Finlandia Suomen Pankki – Finlands Bank 1,2564 136.005.388,82
Irlanda Irlanda Bank Ceannais na hÉireann/ Central Bank of Ireland 1,1607 125.645.857,06
Slovacchia Slovacchia Národná banka Slovenska 0,7725 83.623.179,61
Lituania Lituania Lietuvos bankas 0,4132 44.728.929,21
Slovenia Slovenia Banka Slovenije 0,3455 37.400.399,43
Lettonia Lettonia Latvijas Banka 0,2821 30.537.344,94
Lussemburgo Lussemburgo Banque centrale du Luxembourg 0,203 21.974.764,35
Estonia Estonia Eesti Pank 0,1928 20.870.613,63
Cipro Cipro Central Bank of Cyprus 0,1513 16.378.235,70
Malta Malta Bank Ċentrali ta’ Malta/Central Bank of Malta 0,0648 7.014.604,58
Totale 70,3915 7.619.884.851,40

Le Banche Centrali Nazionali (banche private) degli Stati membri la cui moneta è l’euro hanno dotato la BCE di riserve di cambio per un valore equivalente a circa 40 miliardi di euro. Il contributo di ciascuna banca centrale nazionale è stato fissato proporzionalmente alla partecipazione nel capitale BCE ed è stato versato in oro per il 15%, in dollari statunitensi e yen per il restante 85%.

Quote sottoscritte e quote versate dalle BCN degli Stati membri che non hanno adottato l’euro

Secondo l’articolo 48 dello statuto della BCE, le Banche centrali nazionali degli Stati membri con deroga, le quali non hanno titolo a partecipare alla ripartizione dell’utile, né sono tenute al ripianamento delle perdite della BCE, versano il 7% delle quote di capitale rispettivamente sottoscritte a titolo di contribuzione ai costi operativi della BCE connessi alla partecipazione al SEBC (Sistema europeo delle banche centrali).

Nella tabella qui sotto sono riportate le quote di capitale sottoscritte e versate dalle BCN non aderenti all’eurozona:

Banca Centrale Nazionale Capitale sottoscritto (%) Capitale sottoscritto [€] Capitale versato [€]
Bank of England 13,6743 1.480.243.941,72 55.509.147,81
Narodowy Bank Polski 5,1230 554.565.112,18 20.796.191,71
Banca Naţională a României 2,6024 281.709.983,98 10.564.124,40
Sveriges Riksbank 2,2729 246.041.585,69 9.226.559,46
Česká národní banka 1,6075 174.011.988,64 6.525.449,57
Danmarks Nationalbank 1,4873 161.000.330,15 6.037.512,38
Magyar Nemzeti Bank 1,3798 149.363.447,55 5.601.129,28
Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria) 0,8590 92.986.810,73 3.487.005,40
Hrvatska narodna banka 0,6023 65.199.017,58 2.444.963,16
Totale 29,6085 3.205.122.218,21 120.192.083,17
Totale generale 100,0000 10.825.007.069,61 7.740.076.934,57

Come si evince dalle tabelle la maggioranza relativa delle quote è detenuta dalla Bundesbank, seguita da Bank of England, Banque de France e Banca d’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *