Ripopolare le colline folignati: è tempo d’agire!

Invertiamo i flussi, creiamo le occasioni ai giovani per ripopolarla

Incentivare la “rinaturalizzazione” (ai tempi in cui l’uomo vi si era insediato) delle zone montane e collinari, puntando sulla biodiversità e la sostenibilità.

La via da imboccare, che riteniamo sempre più obbligata, passa attraverso il cambiamento nell’approcciare la terra montana e collinare, per farla tornare (seppur in chiave moderna) quella che era nel passato.

Crediamo che serva ormai una svolta epocale.

Negli anni le differenze di servizi disponibili, del costo della vita e le difficoltà di lavoro, tra montagna e pianura, si sono continuamente ingigantite. Diverse sono le cause che hanno determinato lo svuotamento delle abitazioni in montagna, abbandonata soprattutto dalle nuove generazioni. In maggior parte i giovani che non sono in grado di accettare, le privazioni e le difficoltà che vivere oggi in montagna comporta. 

Il Movimento StelleNelCuore crede sia necessaria e urgente una riflessione, su cosa fare per riavvicinare costi e stili di vita nei nostri comportamenti quotidiani, tra pianura e montagna.

Per fare l’uovo serve la gallina 

Occorre un sforzo economico, per ridare i servizi necessari al più presto, stimolando la ripopolazione delle zone collinari e montane. 

Solo ricreando i servizi necessari, risanando l’ambiente, rendendo il vivere simile a quello di pianura, si riporteranno gli abitanti nelle frazioni montane.  

Uno dei mezzi da utilizzare, per riavvicinare le nuove generazioni alla montagna, è lo sviluppo dell’agricoltura di prossimità, che sia non invasiva e legata al territorio. Una agricoltura dove la chimica sia quasi assente, che rispetti la fertilità dei suoli e che faccia un uso intelligente e responsabile dell’acqua.

Serve un incentivazione ai nuovi contadini, fatta dalle istituzioni e supportata dai cittadini/consumatori di pianura. 

Pensiamo ad una gara pubblica, con la quale gli aspiranti contadini montani, si accaparrano le terre migliori, come i coloni americani fecero con la corsa, per accaparrarsi la terra migliore, era il 16 Settembre 1893.

Ricreare zone diversificate di produzione di cibo genuino, con relative filiere e distretti, dal seme al consumatore, con due assortimenti uno di prodotti tipici per l’esportazione e il consumo locale, l’altro di prodotti biologici di consumo. Conservando e allargando anche la visione, al “consumo” nel tempo libero, con una particolare attenzione al turismo, recuperando la gestione di territori difficili, già abbandonati o in corso d’abbandono.

E’ convinzione del StelleNelCuore, ed anche il pensiero di molti esperti dell’ambiente, che mantenere viva la montagna possa giovare a tutti gli ecosistemi. Si debbono recuperare i borghi e frazioni abbandonate, il nostro appennino, ha bisogno di nuovi agricoltori, che con buone pratiche di coltivazione garantiscano la salubrità dei suoli.

Conseguentemente servono idonee leggi nazionali e regionali, che la politica è stata incapace a realizzare, sia per mancanza di stimoli (pochi elettori) sia della mancata costante pressione degli abitanti.

Troppi sono ormai gli atteggiamenti rinunciatari, da parte di coloro che vivono la montagna. Troppo pochi sono rimasti con la voglia di difenderla, delusi dalle promesse mancate dei politicanti sia di sinistra che di destra.

Dimentichi che, sia la propria storia, sia il futuro per le nuove generazioni, VA CONQUISTATO INSIEME

L’UNIONE SU UN OBIETTIVO CHIARO DA’ LA FORZA PER VINCERE! 

Occorrono i fatti, di promesse non mantenute sono pieni i ricordi  

Riscoprire la civiltà contadina di montagna, la quale ha sempre espresso valori positivi di condivisione e solidarietà. Dobbiamo recuperare le pratiche utilizzate dai vecchi contadini, come l’attenzione ai suoli, uso parsimonioso dell’acqua, con soluzioni ingegnose ancora considerate moderne. La montagna non deve diventare un “parco cittadino”, o un luogo dove fare nuove sperimentazioni naturalistiche. 

Non possiamo più curare e agevolare, solo in funzione della forza dei numeri, presenti nei borghi e nelle frazioni, curando solo quelli che ancora, in relazione ai costi-ricavi, sono d’interesse economico. E’ necessario invertire l’attuale procedere, che provvede, quando le risorse comunali sono scarse, ad interrompere i servizi.

Il taglio dei servizi genera spopolamento delle contrade e dei borghi (i giovani cercano lavoro altrove), ciò determina una diminuzione di famiglie con bambini. Conseguentemente chiudono le scuole, e le attività legate soffrono, continua così lo spopolamento fino alla cancellazione di borghi, frazioni e dei piccoli Comuni dalla carta geografica. 

E’ così che i nativi della montagna, ancora rimasti, con la volontà di continuare ad abitare le terre alte, debbono arrangiarsi pagando alti costi e sopportando disservizi. Non sanno che se restano silenti, sono destinati a soccombere. 

Dulcis in fundo la «clausura» che la pandemia e il governo insieme ci hanno imposto, ha appesantito ulteriormente la vita a tutti 

Ripartiamo con la montagna, utilizzando i sostegni del governo, e il Bilancio settennale dell’UE per il periodo 2021-2027, abbastanza nutrito per l’Umbria. Per ripartire servono:

  • risorse anche a fondo perduto per l’avio di nuove attività;
  • nuove idee applicate con entusiasmo e competenza;
  • nuove braccia, soprattutto giovani e donne.  
RIUMANIZZARE l’ambiente rurale, aiuta il ripopolamento   

Per far tornare le nostre valli “a misura d’uomo”, occorre rendere di nuovo i diversi elementi che compongono il modello abitativo e produttivo locale, coniugabili tra loro. Ripristinare le condizioni abitative e quelle produttive sostenibili, utilizzando strumenti moderni che stimolino processi creativi.

Necessita rimettere al centro delle montagne l’uomo, che è stato e deve tornare ad essere, il protagonista dello sviluppo. L’uomo che da sempre è stato e deve restare il difensore di un ambiente assai prezioso, ruolo che oggi ha difficoltà a svolgere. Il paese-sano che è  in grado di “coltivare” non solo cibo, ma anche relazioni umane. Molto attento  all’accoglienza, alla qualità della vita e attività rurali, cibo e ambiente, terra e lavoro, che sono gli elementi fondativi di nuove relazioni di comunità.

Movimento StelleNelCuore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *