UNA SCUOLA APERTA, PARTECIPATA E CONDIVISA

Progetto n° 7/30 (sette di trenta) del programma elettorale Foligno StelleNelCuore

Parte Prima:

LA SOCIETÀ È CAMBIATA, CAMBIAMO LA SCUOLA, UNA SCUOLA DIVERSA E SICURA PERCHÉ IL FUTURO DEL PAESE PASSA DA QUI !

Premessa:

Il Movimento StelleNelCuore crede in una scuola che sia parte attiva della società di oggi e il pilastro punto d’incontro della comunità locale. La nostra Costituzione fissa molti paletti in diversi articoli articolo 30 – 34 – nell’art. 117. c. 3°.

Una Scuola come luogo di incontro “aperto a tutti i suoi attori”, che faccia conoscere i propri vicini, stimolando e consentendo un confronto civile, in un contesto attuale di società di difficile convivenza e in continuo degrado.

La Scuola quindi come punto di ripartenza, per migliorare la società e al tempo stesso la scuola stessa.

Dobbiamo (dopo un periodo di sperimentazione in istituti disponibili) essere presenti in prima persona, presidi, genitori, insegnanti, membri del personale non docente, studenti, tutti insieme, per condividere scelte, e nello stimolare gli “attori” a realizzarle.

Il MeetUp Foligno StelleNelCuore nel suo programma intende puntare a proporre ai circoli didattici, l’attivazione di una Scuola “Aperta” (fisicamente e intellettualmente) nel proprio territorio, per la comunità scolastica di riferimento.

Aperta nel modo gestionale, ad un nuovo modo di utilizzo delle strutture e delle risorse di cui dispone, aperta al loro utilizzo di tutti gli attori della società locale, comprendendo oltre agli studenti, le famiglie di riferimento, le forze imprenditoriali e gli amministratori ecc.

Una scuola che a sua volta esce e va sul territorio, stimolando la conoscenza dei luoghi dell’arte e delle famiglie che compongono la società locale, dell’imprenditorialità del territorio;

Una scuola “partecipata” da studenti, da genitori e da chi lavora nella scuola, ognuno con il suo spazio di autonomia, ognuno interagendo per dare il proprio contributo al miglior risultato attraverso la partecipazione;

Una scuola “condivisa” che insegni e stimoli la costruzione di processi di partecipazione, utile e necessaria per la creazione di una vera democrazia, che (pur ricercando metodi per semplificare) accetti la ricerca di soluzioni condivise anche quando è lunga e faticosa, nella certezza che i risultati ottenuti così, son poi duraturi nel tempo e rispettosi dei bisogni e dei diritti di ogni persona.

Una scuola che ospiti e organizzi momenti di utilizzo del tempo libero, anche il sabato e se necessario la domenica, l’utilizzo delle palestre per lo sport, lo svolgimento di attività extra scolastiche come ad esempio: corsi di informatica, di musica, di canto, di teatro, educazione alla salute, di guida per patentino e di primo soccorso. 

Questa è la Scuola obiettivo del Movimento Foligno StelleNelCuore che intende con questo progetto/iniziativa, intraprendere la strada che porti ad una scuola “Aperta”, “Partecipata” e “Condivisa”.

Tutti i particolari nel progetto che compone il programma elettorale, costruito da Attivisti con le Stelle Nel Cuore e migliorato e condiviso con i suoi simpatizzanti.


Art. 4

  • La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
  • Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 9

  • La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
  • Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 30

  • E’ dovere e diritto dei genitori, mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
    Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
    La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
  • La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Art. 31

  • La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
  • Protegge la maternità e l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Art. 38

  • Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
  • I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
  • Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
  • Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
  • L’assistenza privata è libera.

La scuola nella Costituzione – articoli specifici:

Art. 33

  • L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
  • La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
    Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
    La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
  • E’ prescritto un esame di Stato per la ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
  • Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Art. 34

  • La scuola è aperta a tutti.
  • L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
    La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Motivazione: La scuola attuale è invecchiata nelle strutture, è impoverita dai tagli dello stato, è rimasta immobile nei metodi di insegnamento, invecchiata nei suoi dipendenti, peggiorata nella democrazia interna, ha ormai un immagine offuscata e confusa, necessita quindi di un profondo cambiamento, il Movimento StelleNelCuore di Foligno crede che una iniziativa locale di parziale modifica (la parte che necessita di poche risorse economiche), potrebbe diventare di esempio, diventando utile localmente e propedeutica per il mondo della scuola, affinché si dia inizio alla trasformazione.

Descrizione breve del progetto:

Il Movimento StelleNelCuore di Foligno, crede nell’autonomia scolastica, in quanto protetta dalla Costituzione della Repubblica che conferisce all’autonomia scolastica uno specifico statuto costituzionale, attraverso l’inciso, contenuto nell’art. 117. c. 3° Cost. che consente di organizzare le classi secondo più moderni criteri, di arricchire l’insegnamento con il contributo di esperti esterni, di facilitare il raccordo tra scuole per meglio usufruire delle opportunità didattiche.

L’autonomia didattica si esprime nella libertà di scelta delle metodologie ritenute più adatte, nel contesto sociale e culturale, a raggiungere gli obiettivi formativi; nell’organizzazione degli spazi e dei tempi di lavoro; negli insegnamenti opzionali.

Consci che l’autonomia organizzativa si può esercitare nella strutturazione dell’unità della lezione, nell’articolazione del gruppo classe, e nell’impiego flessibile dell’attività docente.

Un’autonomia che consente alle singole scuole di crearsi un proprio piano dell’offerta formativa, di darsi un piano annuale dell’attività e una Carta dei servizi adeguata alle esigenze dello specifico ambiente, di arricchire o modificare parzialmente i programmi, di darsi un proprio orario e persino, in qualche misura, un proprio calendario scolastico.

La “Scuola Aperta” che vogliamo:

Un luogo dove, nelle ore in cui non ci sono attività scolastiche obbligatorie, resti a disposizione con le sue strutture e con il know-how del suo personale, per consentire al suo interno attività per le famiglie residenti e per le associazioni sportive, facendo da palestra fisica e democratica, stimolando la libera partecipazione ed il supporto di nonni, giovani, associazioni di quartiere, imprese creative, ed anche istituzioni.

Aprire la scuola per farla tornare a pulsare, insieme alla comunità che gli ruota intorno, dando la priorità agli studenti, allo sport e alle attività extra scolastiche, ma anche luogo d’incontro al dibattito.

Almeno una scuola in ogni zona, che divenga un riferimento per le famiglie, che consenta la costruzione di legami tra presidi, genitori, insegnanti, studenti e membri del personale non docente. Tutti insieme affrontare e risolvere, con soluzioni condivise le tante e difficili problematiche, ognuno disponibile a dare il proprio contributo, con proposte e disponibilità.

Si tratta di costruire una comunità scolastica solidale e accogliente dando più fiducia alla capacità di essere responsabili e partecipi degli studenti, all’integrazione delle competenze dei genitori e del territorio, alle capacità multiple degli insegnanti che possono stimolare processi di crescita.

Dobbiamo raggiungere l’obiettivo di trasformare la nostra scuola in una specie di comunità dove i bambini possano trovare opportunità, all’interno della quale abbiano la possibilità di crescita anche gli adulti, dove si possa imparare anche ad essere genitori migliori, insegnanti migliori, cittadini migliori.

Una scuola dove si possa scegliere anche il tempo pieno, dove solo chi non può usufruisce del servizio di refezione scolastica, tutti gli altri, pur portando i pasti da casa saranno autorizzati ad utilizzare l’organizzazione esistente per usufruirne.

Un posto dove i compiti a casa sono solo un fatto eccezionale o una penalità, almeno per i bambini ragazzi fino ai 12/13 anni.

Una scuola che organizzi l’andata e il ritorno da scuola in modo da alleggerire il traffico e il ruolo genitoriale.

Una scuola che sceglie di ridurre il libro cartaceo alle sole materie dove esso è determinante e non sostituisca i libri continuamente con soggettive motivazioni del tipo Sostanziali innovazioni scientifiche / didattiche, che appesantiscono inutilmente (visti i tipi di insegnamento attuali) il budget scolastico familiare.

Un Comune, dove tutti gli edifici scolastici adottino un piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), dove i nodi destinazione, viceversa, siano chiaramente individuati e contengano i più importanti luoghi di interesse generale, per chiunque (scolari o non) debba frequentarli.

COME NASCE LA VOLONTA’ di cambiamento scolastico

Poiché ormai è chiaro che, la delega in bianco alle istituzioni, non è più sufficiente, al funzionamento delle stesse, il movimento crede che sia necessario l’utilizzo dei plessi scolastici come punto di riferimento e mezzo per il coinvolgimento, dei cittadini residenti i quali, sono i primi portatori di interesse, coloro che conoscono meglio la realtà e quindi in grado di dare contributi sensati alla ricerca delle giuste soluzioni.

È infatti logico aspettarsi che soluzioni condivise possano diventare un’opportunità per tutti, che il metodo consenta di aprire, agli occhi di tutti, i vari punti di vista, valutare le alternative, prendere decisioni più appropriate, salvaguardando gli “interessi” di tutte le parti.

Si tratta in generale di passare ad una amministrazione (di almeno alcune strutture scolastiche) “condivisa” dove scuola istituzioni e cittadini lavorano fianco a fianco alla ricerca del miglior risultato.

Poiché anche i genitori lamentano spesso la mancanza di servizi, che siano in grado di supportarli nelle loro responsabilità educative, nasce la necessità di promuovere “l’apertura della scuola”, coinvolgendo i genitori stessi, anche attraverso la confluenza degli stessi in associazioni d’istituto comprensivo o scuola/istituto scolastico.

Al loro interno, l’associazione potrebbe gestire in proprio alcune attività extracurriculari tra:

  • quelle didattiche in senso stretto, sotto la responsabilità della scuola;
  • quelle extracurriculari, gestite dall’associazione dei genitori;
  • quelle animate da altre associazioni che, in collaborazione con il comune, promuovendo occasioni di socializzazione e di partecipazione.

COSA FARE E COME  

La partecipazione è una pratica che troppo spesso viene scambiata dalle istituzioni per semplice consultazione, invece essa comporta un passaggio fondamentale, quello di confrontarsi alla pari e dialogare nell’intento di cercare soluzioni condivise, che tengano in debito conto delle problematiche di ognuna delle componenti, (corpo insegnante, studenti, insieme alla istituzione scolastica e genitori, con il supporto di enti locali e cittadini).

 Uno degli aspetti dominanti del progetto, prevede l’apertura della scuola non solo agli utenti scolastici, ma a tutto il territorio di riferimento. ne deriva che gli edifici debbano essere disponibili alla possibilità di apertura in tutti i giorni della settimana, nelle ore in cui necessitano.

La scuola insomma diventa il fulcro di un patto territoriale, frutto dell’impegno di più soggetti e attori, a cominciare da un impegno che dia vitalità ai parlamentini scolastici (organi collegiali della scuola) per partecipare fattivamente alle scelte interne.

Con il progetto “scuola aperta” si vuole sviluppare il principio di sussidiarietà per utilizzarne le sue potenzialità innovative.

Tale principio non deve sottrarre responsabilità all’istituzione pubblica, ma bensì aggiungerne altre.

Alle istituzioni comunali resta il compito di favorire l’iniziativa autonoma dei cittadini, del progetto in questione, supportandoli in ogni possibile aspetto.

La realizzazione del progetto, allena i cittadini a collaborare in forme di amministrazione condivisa, facendo comprendere che i percorsi di sussidiarietà si basano su una logica circolare, per cui le istituzioni aiutano i cittadini e i cittadini possono aiutare le istituzioni nella realizzazione di interessi generali, operando su un piano di pari dignità.

UN PROGETTO ARTICOLATO

Il Movimento StelleNelCuore nel ricordare che la Costituzione della Repubblica italiana, all’articolo 34 recita: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita…” ritiene di primaria importanza, che il sistema scolastico risponda alle esigenze di studio, di attività sportive e laboratoriali, senza dimenticare di facilitare l’accessibilità a tutti gli aventi diritto, intendendo per facilità sia il recarsi a scuola, sia l’onere economico.

Pertanto il MeetUp di FOLIGNO, in occasione delle prossime elezioni amministrative ha predisposto uno specifico progetto, che prevede dopo un periodo sperimentale in alcune scuole, di articolare il modo di offrire ai Cittadini (in accordo con il provveditorato) l’utilizzo delle strutture scolastiche e della loro organizzazione strutturale-funzionale relativamente a:

  • Orario settimanale e Attività opzionali facoltative
  • Tipologia dei supporti opzionali per Percorso Casa Scuola Casa
  • Organizzazione mensa scolastica
  • Organizzazione attività ludico-sportive

Stimolazione della nascita o messa a punto, degli attori del controllo interno sulla sicurezza, in tutte le sue espressioni.   

Orario settimanale e Attività opzionali facoltative

Orario e Attività opzionali

Premesso che, le preferenze di orario (24, 27 o 30 ore) sono accolte dalla scuola in base alla disponibilità di organico docenti e anche in base al numero dei genitori richiedenti, perché il numero di classi da costituire non è illimitato e deve essere costituito da un numero minimo di alunni. Per il modello orario di 24 ore, la distribuzione delle lezioni su sei giorni non comporta rientri al pomeriggio (4 ore al mattino per sei giorni), mentre può essere necessario un rientro o due se i modelli orari sono a 27 o 30 ore, distribuiti su cinque giorni di lezione.

Il tipo/modello organizzativo che ogni scuola/sezione, dovrà essere libera di scegliere, in base alla necessità dei propri iscritti, che si potrà articolare tra:

– a 24 ore settimanali (solo su richiesta delle famiglie)  

– a 27 ore settimanali (con rinuncia alle attività opzionali facoltative)

– a 30 ore settimanali (comprensive dell’orario opzionale facoltativo)

Qualora invece si opti per le 40 ore settimanali (ex tempo pieno) queste comprendono la pausa per mensa scolastica, e prevedono attività di insegnamento al mattino e al pomeriggio, e per cinque giorni (settimana corta).

a 40 ore settimanali. La Scuola primaria 40 ore settimanali dovrà essere una possibilità presente in ogni istituto. Per scuola primaria a 40 ore settimanali ex tempo pieno intendiamo, l’organizzazione delle attività didattiche in 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì. Delle quali 30 ore di lezione (4/5 il mattino 2/1 il pomeriggio), e 10 di mensa e gioco post mensa. 

Nel sistema ex tempo pieno, due insegnanti (uno per l’area umanistica e uno per l’area scientifica) hanno la responsabilità della classe, possono alternare momenti con un solo insegnante, compresenza e attività laboratoriali trasversali.

Nel nuovo modello a 40 ore settimanali, tre o quattro docenti insegnano in due o tre classi materie di diverse aree disciplinari. Inoltre le attività laboratoriali andranno progettate in continuità con le ore curricolari, e sono occasione di approfondimento e qualificazione dell’attività didattica, offrendo per dipiù ulteriori occasioni di socializzazione tra gli studenti.

Per la Scuola Media crediamo utile che ogni scuola/sezione, scelga, in base alla necessità dei propri iscritti tra l’orario obbligatorio di 30 ore, o di estenderlo a 36 o 40 ore.

Per la scuola dell’infanzia l’orario di funzionamento è stabilito in 40 ore settimanali, con possibilità di estensione fino a 50 ore.

Le famiglie possono richiedere un tempo scuola ridotto, limitato alla sola fascia del mattino, per complessive 25 ore settimanali (articolo 2, Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2009).

Tipologia dei supporti opzionali per percorso Casa Scuola Casa

Pur non essendo rinvenibile nell’ordinamento un obbligo generalizzato e specifico di predisporre il Servizio “Scuolabus”, bensì “la necessità di esplorare modalità alternative che agevolino comunque lo spostamento degli studenti dalla propria abitazione alla struttura scolastica (e viceversa); o in alternativa la corresponsione di una somma adeguata (a titolo di rimborso spese)”.

Il Movimento StelleNelCuore essendo attento ai bisogni di salute e sicurezza dei cittadini in special modo dei bambini e degli anziani, ed essendo convinto che promuovere l’attività fisica, ad ogni età, sia un forte investimento per le persone, la salute, l’economia e la sostenibilità, ritiene che laddove sia praticabile, il metodo migliore per organizzare il percorso Casa Scuola Casa sia quello denominato “il Pedi bus”.

Il Movimento crede che tale scelta abbia una valenza etica ed educativa, oltre che salutare. Essa permette a bambini e genitori di sperimentare una modalità ormai dimenticata o mai conosciuta, di vivere lo spazio, una mobilità alternativa (a costo e inquinamento zero) che taglia il traffico in prossimità delle scuole.

Istituire dove possibile i percorsi sicuri casa-scuola offrendo ai genitori una valida e sicura alternativa all’accompagnamento in auto, consentendo ai bambini di vivere piccole esperienze quotidiane che si possono fare andando a scuola, come camminare e chiacchierare con gli amici, conoscere il quartiere individuando propri punti di riferimento, accrescere progressivamente l’autonomia, l’autostima, la consapevolezza di saper affrontare quelle situazioni che fanno parte del vivere in città.

Il Trasporto scolastico ed il comune

Poiché il trasporto scolastico è un servizio che concorre a rendere effettivo il diritto allo studio, facilitando l’accesso alla scuola. Esso è improntato a criteri di qualità e di efficienza ed è attuato dal Comune nell’ambito delle proprie competenze nei limiti delle risorse stanziate dal bilancio comunale.

Il Movimento “StelleNelCuore” crede quindi sia indispensabile che l’Amministrazione Comunale sia impegnata a venire incontro alle esigenze degli alunni frequentanti le scuole dell’infanzia e le scuole primarie, e quando essi risiedono in zone particolarmente disagiate (zone montane) o non servite da mezzi pubblici anche per la scuola secondaria di primo grado.

La programmazione annuale del trasporto, sarà programmata sulla base dell’analisi della distribuzione delle abitazioni dei bambini e l’ubicazione delle scuole da servire, individuando le fermate più funzionali, e gli orari e percorsi idonei al miglior rapporto costo servizio.

L’organizzazione del servizio potrà (se necessita) condizionare gli orari di funzionamento dei diversi plessi scolastici che ne usufruiscono.

Tale programmazione, al fine di individuare i possibili utenti, rende indispensabile che coloro che vorranno usufruire del servizio presentino domanda già alla fine del precedente anno scolastico.

Trasporto scolastico gratuito, sicuro ed obbligatorio

 Il tema era già stato normato con il decreto ministeriale 12/75 (G.U. nr. 29/76) nel quale furono fissati, i principi di localizzazione (bacino d’utenza) delle scuole stabilendone le distanze ed i tempi massimi di percorrenza. Distanze max. previste:

materna 300 mt.; elementari 500 mt.; medie inf.1000 mt.; medie super. Non previste.

tempi di percorrenza con mezzi di trasporto:

materna Non previste; elementari: 15′; medie inf. 15′-30′; medie sup. 20′-45′.

Nello stesso decreto fu ammessa una deroga purché l’ente obbligato (Comuni e Provincie) istituzionalizzi e gestisca un servizio di trasporto gratuito per gli alunni della scuola materna e della scuola dell’obbligo.

Sembra evidente che i suddetti principi ed indici siano ancora in vigore, come all’art. 5 comma 3 Legge 23/96, almeno sino a che il Ministero della PI emani norme quadro o le Regioni abbiano emanato relative specifiche e conseguenziali norme tecniche.

Chiarito che il DM del 1975 è attualmente ancora vigente, per valutare l’obbligatorietà, esaminiamo le caratteristiche e l’opportunità della fornitura del servizio di trasporto pubblico scolastico, almeno per la scuola dell’obbligo, occorre tener conto che:

  • non si possono obbligare i genitori a dotarsi di autovettura;
  • possono esserci condizioni meteo proibitive;
  • non si può intralciare il traffico davanti alle scuole e delle questioni d’inquinamento;
  • la politica attuale è quella di favorire il trasporto pubblico collettivo su quello privato individuale;
  • non si possono inviare a scuola i bambini da soli per ovvie ragioni di sicurezza (pedofilia e problemi vari);
  • le distanze dall’abitazione alla fermata del bus e dalla discesa dal bus alla scuola spesso superano le distanze e i tempi di percorrenza massimi previsti dal D.M;

Ne consegue che il trasporto scolastico deve essere assicurato e Gratuito.

Le possibili soluzioni adottabili

Il MeetUp Foligno StelleNelCuore, ritenendo che il metodo migliore per organizzare il percorso Casa Scuola Casa (almeno per la scuola primaria) sia quello denominato “il Pedi bus”, predisporrà un’analisi dei percorsi, al fine di individuare le messe in sicurezza necessarie affinché sia agevole sicuro.

Il Piedibus è un autobus che va a piedi, è formato da una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo, accompagnati da due adulti, un “autista” davanti e un “controllore” che chiude la fila, come un vero autobus di linea, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito raccoglie passeggeri alle “fermate” predisposte lungo il cammino, rispettando l’orario prefissato.

Il Piedibus può nascere in ogni scuola dove ci siano genitori disponibili, è una realtà in molti paesi del mondo e inizia a diffondersi anche in Italia.

Le alternative al Pedi bus (quando la logistica non lo consente) sono molte e diversificate, con costi differenziati. Tra le quali il Movimento evidenzia:

  • Un percorso facilitato che i bambini possano andare da casa a scuola in sicurezza, creando le condizioni affinché i bambini (specie quelli più grandi) possano andare anche da soli a scuola in bicicletta, in tutta sicurezza.
  • Il Car Pooling (il bambino verrà portato, insieme ad altri, a scuola in un’auto “Taxi” o Noleggio Con Conducente, o con gruppi di 3/4 genitori che si alternano)
  • Il Bike To School (gruppi di genitori in bicicletta che accompagnano a turno gli studenti per le medie).
  • Bici di gruppo (pullman bici)
  • Lo SCUOLABUS con ASSISTENTE ALL’INFANZIA (per la scuola dell’infanzia e primi anni primarie)
  • Il Pullman di linea speciale per studenti che effettua fermate aggiuntive nelle ore di ingresso e uscita allungando il percorso in relazione al domicilio delle famiglie interessate (scuole superiori)

Organizzazione mensa scolastica

La Costituzione è sempre presente nella vita scolastica, considerato che ogni scuola è una piccola comunità sociale che riproduce molti dei problemi della società in cui viviamo, con i suoi momenti democratici, in base a ciò il Movimento StelleNelCuore ritiene che l’organizzazione dei pasti sia fondamentalmente decisa dalle famiglie dei fruitori.

I legislatori sostengono che la mensa scolastica garantirebbe molti vantaggi, come favorire e la convivialità, stimolare i bambini ad assaggiare e mangiare cose nuove, fornire pasti completi in un menu settimanale vario ed equilibrato, garantire, secondo un principio di equità, l’accesso alla mensa scolastica a tutte le classi sociali.

Il Movimento “StelleNelCuore” crede che chi frequenta il tempo pieno debba essere libero di scegliere se usufruire della mensa, o di portare il pranzo da casa, come previsto dalla circolare del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (di seguito anche solo MIUR) 348 del 03/03/2017 e ribadito dal CONSIGLIO DI STATO con sentenza 03/09/2018, n. 5156.

Per evitare che però problemi igienico-sanitari e invidie sul pasto tra i bambini, occorre che siano rispettate le regole di portare i cibi a scuola in idonei contenitori, e i pasti inviati siano omogenei con quanto previsto nel calendario giornaliero (invernale e primaverile) predisposto da un esperto nutrizionista che elabora i menu tenendo contro delle linee nutrizionali, dei gusti dei ragazzi.

Per evitare possibili commistioni tra pasto domestico e pasto servito in mensa ai genitori viene chiesto di assumersi responsabilità educative impegnandosi a fornire al figlio le opportune indicazioni sul corretto consumo dello stesso e sul rispetto di quello degli altri compagni, e di garantire ‘la piena collaborazione con l’Istituzione scolastica per la gestione ordinaria del momento del pasto’.

A carico delle famiglie andrà anche la fornitura della dotazione necessaria per il consumo del pasto: tovagliette, posate non taglienti, acqua in bottiglia, mentre vietati sono contenitori di latta o in vetro.

Ai bambini con il pasto da casa viene consentito di riempire le proprie bottigliette con l’acqua potabile presente a scuola, e di poter utilizzare i bidoni dell’immondizia presenti in refettorio.

Per garantire il livello di qualità dei pasti e il necessario livello di servizio, il MeetUp Foligno “StelleNelCuore” ritiene necessario che almeno in ogni Istituto Comprensivo, venga istituito un Osservatorio mensa scolastica e che il relativo regolamento sia in linea con i seguenti principi:

La Commissione Mensa Scolastica ha la finalità di contribuire a migliorare il funzionamento del servizio di refezione scolastica erogato dal Comune e il gradimento dell’utenza, attraverso una partecipazione responsabile dei genitori e degli insegnanti.

Ha funzioni propositive, consultive e di verifica e di denuncia, dell’andamento del servizio di refezione scolastica.

  • Il ruolo dell’Osservatorio mensa ricopre i seguenti aspetti fondamentali:
    • Collegamento tra utenti del servizio, Comune e gestore del servizio, monitorando e valutando la qualità del servizio riportare suggerimenti segnalazioni o reclami.
  • La commissione mensa controlla:
    • La correttezza delle porzioni;
    • L’igiene degli impianti e degli ambienti predisposti alla preparazione dei pasti e la sala refettorio, ma anche del personale (guanti, copricapo, ecc.)
    • Le scadenze e la corretta conservazione(temperatura,) dei prodotti stoccati nelle dispense o magazzino della mensa;
    • La qualità delle materie prime utilizzate per la preparazione dei pasti;
    • Il gradimento dei pasti somministrati;
    • La corretta somministrazione dei pasti alternativi (concordati con dietista del Comune) per i bambini intolleranti o con particolari problemi alimentari.
  • La commissione mensa è consultata:
    • Per quanto riguarda il menu scolastico;
    • Per le modalità di erogazione del servizio;
    • Il contratto con il gestore interlocutore nei diversi progetti/iniziative di educazione alimentare nella scuola;

I membri dell’Osservatorio mensa sono messi nelle condizioni di poter operare delle ispezioni presso la mensa scolastica, i centri cucina e tutti gli spazi utilizzati (dispense, magazzini, rigoverno) per le attività necessarie per erogare il servizio.

Nelle fasi di sopralluogo, al fine di garantire il contraddittorio, l’Osservatorio verrà integrato da un rappresentante della ditta appaltatrice, che verrà avvertito ad un numero telefonico preventivamente comunicato in forma scritta al Presidente dell’Osservatorio, con un preavviso di almeno 15 minuti.

La maggioranza dei componenti della commissione è formata dai genitori (dei bambini che utilizzano il servizio) nominati insieme ai rappresentanti di classe.

Il Presidente dell’Osservatorio sarà nominato dai genitori tra i componenti degli stessi.

L’incarico di componente della Commissione Mensa Scolastica è da intendersi a titolo gratuito.

Organizzazione attività ludico-sportive

Scuole aperte allo sport e alla creatività studentesca, anche per contrastare l’obesità, il bullismo, il disagio.

Ripartire dalla scuola, per portare non solo le regole, ma anche i valori e l’impegno, abituando a stare insieme e a confrontarsi con gli altri. Infatti è proprio a scuola, che i ragazzi vivono molte occasioni di stare in “comunità”, dove trasmettere ai bambini i valori dello sport e avviarli alla passione per le varie discipline sportive, riesce a formare cittadini dialoganti. Ma occorre farlo, parlando il loro linguaggio, che è fatto soprattutto di divertimento, di allegria e gioco, prima che di schemi e di regole.

Non dimentichiamo che la passione resta l’unico “carburante” che fa passare tutto e ci permette di andare avanti sempre, nonostante le sconfitte.

Ricordandoci che è attraverso lo sport, che possiamo far fare non solo la pratica agonistica, ma anche educazione alimentare e scolastica.

 Il Movimento “StelleNelCuore” in applicazione della nota del Miur n. 4048 2018, avente per oggetto il progetto nazionale “Sport di Classe” per la scuola primaria, ritiene importante la sua integrazione nella maggioranza delle scuola primarie, stimolando a prevedere due ore settimanali di Educazione fisica per tutte le classi di scuola primaria destinatarie delle attività, e inserire il progetto nel Piano Triennale dell’Offerta formativa (PTOF) dell’Istituto, coinvolgendo tutte le classi 4^ e 5^ degli Istituti scolastici individuando il Referente d’Istituto per lo Sport di Classe.

Dall’associazione sportiva dilettantistica: Asd;

Comune riserva, alle Associazioni Sportive Dilettantistiche che svolgono la propria attività sul territorio, l’utilizzo delle palestre comunali.

Le palestre vengono destinate, in via prioritaria, alla pratica sportiva giovanile ed amatoriale a livello dilettantistico.

Ciascuna attività sportiva deve presentare a nome di tutte le asd che svolgono la stessa disciplina sportiva, unitamente l’istanza scritta per richiedere l’uso delle palestre, di proprietà del comune comprensive quelle inserite negli edifici scolastici, proporzionale al numero de praticanti iscritti, per la ripartizione degli spazi e tempi disponibili, con il pagamento del solo rimborso spese di energia e pulizia.

Parte Seconda:

LA SICUREZZA NELLE SCUOLE

Una Scuola sicura, dove gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, dove sia normale individuare i fattori di rischio (pericoli), valutare i rischi, la vulnerabilità e dove la “messa a norma” degli edifici e la manutenzione sia ordinaria che straordinaria siano norma indiscutibile.

Dove le destinazioni di zona e le localizzazioni relative all’edilizia scolastica discendano da uno studio morfologico preliminare dell’ambiente (preesistenze urbane, storiche, naturali, ecc.)

Una scuola può considerarsi sicura quando rispetta un insieme di requisiti strutturali, impiantistici ed ambientali; quando al suo interno sono applicate e controllate un insieme di regole e quando è presente un coordinamento di soggetti che, a vario titolo, si impegnano a garantire le migliori condizioni di lavoro sotto il profilo della sicurezza.

In più, una scuola è sicura quando tutti i soggetti che in essa lavorano e vivono conoscono ed adottano i comportamenti più idonei per la sicurezza di tutti D. Lgs. 626/1994 di valenza europea, al Decreto legislativo n. 81 del 2008 e successive integrazioni e variazioni.

Una scuola sicura che dovrebbe, in estrema sintesi, valutare i rischi, eliminarli o quanto meno ridurli, programmare la prevenzione, fare informazione e formazione adeguate, individuare le misure di emergenza, provvedere alla regolare manutenzione di ambienti, attrezzature ed impianti. 

GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE SCUOLE

Vediamo innanzitutto a chi spetta la manutenzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici:

  • Gli interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria in materia di edilizia scolastica spettano all’ente locale, proprietario degli immobili (l’art. 3 della Legge 11 gennaio 1996 n. 23).
  • Il Dirigente scolastico ha invece l’obbligo (D.lgs. 81/2008) di richiedere gli interventi necessari all’Ente locale competente.
  • Per le scuole dell’infanzia (dette anche più comunemente scuola materna) e per le primarie (o scuole elementari) e secondarie di primo grado (la precedente denominazione era scuola media), l’ente locale competente è il Comune;
  • Per le scuole secondarie di secondo grado (o scuole superiori) e per gli Istituti artistici, l’ente competente è la Provincia.

Nella consapevolezza che la responsabilità della scarsa rispondenza attuale degli edifici scolastici alle tante e necessarie norme di legge e alla conoscenza che sono i Comuni e le province (proprietarie degli edifici scolastici) ad avere l’obbligo di occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, e tutti gli interventi strutturali e gli adeguamenti degli impianti elettrici, termici, ecc., nonché di rilasciare le certificazioni di idoneità, agibilità e conformità.

Da ciò il Movimento StelleNelCuore inserirà nei compiti assegnati all’ufficio scuola e al dirigente competente, l’obbligo di verificare alla fine di ogni anno scolastico che tutte le prassi e le norme siano rispettate, e che nella pausa estiva siano programmati tutte le messe a norma che dovessero necessitare. 

Il Movimento StelleNelCuore mette in programma, tra le prime cose da fare, un’indagine conoscitiva accurata, sia per poter valutare lo stato di sicurezza attuale, della regolarità della gestione del registro, di tutti gli istituti scolastici comunali, sia per poter progettare i tempi e le risorse necessarie per ripristinare la sicurezza nel più breve tempo possibile. 

Con l’aiuto dei Genitori si può migliorare la sicurezza nella scuola e non solo

 Premesso che:

A norma del Decreto 26 agosto 1992 il Dirigente scolastico deve provvedere affinché nel corso della gestione non vengano alterate le condizioni di sicurezza della struttura scolastica.

Tutti gli interventi ed i controlli relativi all’efficienza degli impianti elettrici, dell’illuminazione di sicurezza, dei presidi antincendio, dei dispositivi di sicurezza e di controllo, delle aree a rischio specifico e dell’osservanza della limitazione dei carichi d’incendio nei vari ambienti dell’attività devono essere annotati su apposito registro (opportune liste di controllo), documento contiene le registrazioni relative agli impianti e presidi che interessano la sicurezza della scuola, che deve essere tenuto costantemente aggiornato e reso disponibile in occasione delle ispezioni degli organi di vigilanza.

Tali verifiche di sorveglianza sono distinte in giornaliere, mensili e sono a carico della scuola, svolte dal responsabile del registro antincendio.

I controlli/manutenzione sono invece a carico dell’Amministrazione proprietaria dell’immobile e devono essere effettuati con frequenza almeno semestrale da personale qualificato.

LA PARTECIPAZIONE DEI GENITORI ALLE VERIFICHE E CONTROLLI

 Molti sono gli aspetti che necessitano di un costante controllo, buona parte dei quali sconosciuti ai molti, frequentatori degli edifici scolastici, ne indichiamo alcuni che riteniamo di particolare importanza:

  • Certificato di agibilità/abitabilità statica,
  • Certificato di idoneità igienico sanitaria,
  • Certificato prevenzione Incendi (C.P.I.) per edifici con più di 100 persone presenti,
  • Dichiarazione di conformità impianto elettrico,
  • Denuncia impianto messa a terra,
  • Denuncia impianto contro le scariche atmosferiche,
  • Certificato di collaudo impianto Termico,
  • Planimetria dell’edificio aggiornata con destinazione d’uso dei locali,
  • Certificato di collaudo scale di emergenza,
  • Certificato di collaudo della rete idrica antincendio (se esistente),
  • Certificato di collaudo degli ascensori e montacarichi (quando esistenti)

Tralasciando per il momento evidenziare gli aspetti relativi alla vulnerabilità, che tratteremo accuratamente, in un secondo momento. 

Il Movimento StelleNelCuore ritiene che il far pressione degli Organi Collegiali d’Istituto possa far sì che le leggi sulla sicurezza siano conosciute, e almeno quelle più importanti, rispettate.

Pertanto si attiverà affinché I genitori attenti alla sicurezza e alla salute dei propri figli nella scuola possano:

  • occuparsi dei problemi della scuola, tenendo ciascuno sotto controllo alcuni degli aspetti critici esistenti, in collaborazione con il Responsabile della sicurezza;
  • rivolgersi al consiglio d’istituto ed in particolare ai rappresentanti dei genitori, per collaborare nel far fronte ai problemi già noti riguardanti la sicurezza, la vigilanza, la pulizia, l’igiene o altri aspetti specifici, fino alla loro soluzione;

Che il Consiglio d’Istituto comunichi, acciocché chiunque venga a conoscenza o noti che:

  • gli estintori non siano presenti, liberi da ostacoli, chiaramente visibili, e immediatamente utilizzabili;
  • gli idranti non siano liberi da ostacoli, chiaramente visibili, e immediatamente utilizzabili;
  • i pulsanti di allarme non siano visibili e facilmente raggiungibili tutti;
  • tutte le uscite di emergenza non siano ben apribili, con sistema di apertura integro e sgombre da ostacoli;
  • le vie di fuga (corridoi, passaggi, scale, ecc.) non siano sgombre da qualsiasi ostacolo anche provvisorio;
  • la squadra di emergenza non sia esistente e nominativi e compiti aggiornati, o il piano di emergenza non sia stato predisposto o non sia regolarmente aggiornato;
  • che le prove di evacuazione non siano regolarmente effettuate almeno due volte nel corso dell’anno scolastico e le relative schede compilate;

lo segnali urgentemente al Dirigente scolastico, in modo formale, in modo che possa provvedere rapidamente all’interventi del caso, direttamente o tramite il proprietario dell’edificio.

Il Movimento StelleNelCuore visto che il diritto di accesso ai documenti amministrativi (Legge n. 241 del 1990 e successive modifiche è un diritto riconosciuto al cittadino per garantire la trasparenza della Pubblica Amministrazione. Titolari del diritto di accesso sono tutti i soggetti privati interessati che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale connesso al documento in relazione al quale si richiede l’accesso) si farà parte attiva affinché i Rappresentanti d’Istituto (componente genitori) richiedano al Dirigente scolastico di:

  • rendere disponibili ai genitori le informazioni riguardanti lo stato di sicurezza della scuola, con particolare riguardo alla certificazione obbligatoria e agli adempimenti previsti dalla legge;
  • prevedere momenti almeno trimestrali nei quali poter controllare direttamente, insieme ad altri genitori, le condizioni strutturali, igienico-sanitarie, di vivibilità e comfort in tutti gli spazi della scuola;
  • programmare attività di prevenzione, da svolgere nella scuola per favorire la diffusione della cultura della sicurezza tra gli studenti e il personale;
  • conoscere e fa conoscere ai genitori, le richieste inoltrate all’ente locale proprietario dell’edificio scolastico in merito agli interventi ordinari o straordinari di manutenzione;
  • organizzare di concerto con le istituzioni pubbliche locali (Comune o Provincia), petizioni o richieste di incontri con il coinvolgimento della stampa, affinché rendano noti gli interventi previsti, gli stanziamenti corrispondenti e i tempi di realizzazione, per tutte le scuole dell’area territoriale di competenza.

La sicurezza nelle mense scolastiche

La sicurezza nelle scuole, ha molte facce, alcune delle quali vengono da molti genitori, spesso sottovalutate. La sicurezza del cibo sempre più prende piede soprattutto negli ultimi tempi, si parla infatti della qualità del cibo fornito nelle mense delle nostre scuole.

Qualità, sicurezza e varietà del cibo sono diventate parole d’ordine e spesso, alcuni genitori, vorrebbero essere parte attiva, per migliorare la gestione delle mense scolastiche.

Anche se nelle mense scolastiche esistono organi preposti alla tutela della salute ed all’igiene. Infatti sia le Aziende Sanitarie che i carabinieri del NAS (Nucleo Anti-Sofisticazioni) hanno il compito di effettuare periodici sopralluoghi in locali destinati alla preparazione e somministrazione degli alimenti.   

Quello che non sempre è presente però, nelle nostre scuole, è la Commissione mensa, che essendo composta anche da rappresentanti dei genitori (oltre che dal personale scolastico), può dar la possibilità ai genitori di controllare, in prima persona, che vengano rispettate tutte le clausole contrattuali riferite al servizio e che siano correttamente applicate le norme igienico-sanitarie.

La commissione infatti osserva e “misura” il grado di soddisfazione dei bambini, valutando se il servizio risponde alle loro esigenze sia dal punto di vista nutrizionale sia da quello educativo.

 Il Movimento StelleNelCuore intende farsi promotore affinché laddove non sia ancora presente, tale partecipazione dei genitori possa prender piede. Crediamo infatti che potendo effettuare sopralluoghi nei centri cottura e nei refettori la Commissione Mensa, sia una sicurezza in più, per verificare le condizioni igienico-sanitarie e di servizio.

Potendosi controllare e verificare durante i sopralluoghi nelle mense scolastiche:

  • l’igiene e la pulizia di locali e attrezzature;
  • il buon funzionamento degli attrezzi e dispositivi utilizzati;
  • che il personale addetto alla distribuzione sia in numero adeguato e che indossi camice, cuffie, ecc.;
  • il rispetto delle diete speciali (quelle servite per motivi culturali o religiosi); 
  • la qualità assaggiando il pasto (sia da un punto di vista organolettico, ma anche considerando, per esempio, le temperature);
  • osservare il grado di comfort durante le consumazioni dei pasti (rumore, sovraffollamento locali ecc.).
  • accertarsi che il personale abbia controllato le grammature (ossia la quantità espressa in peso da distribuire a ciascun bambino) e le temperature dei cibi in arrivo (il loro rispetto è fondamentale per prevenire la proliferazione di batteri);

Per una scuola “senza droghe”

Il Movimento StelleNelCuore pur nella consapevolezza della complessità e della diffusione del problema, intende fare tutto quanto possibile, a partire da un’accurata prevenzione, ritenendo sia l’arma vincente, su cui investire nel breve, e non solo, in maniera permanente e continuativa. Uno dei mezzi di cui ritiene necessario che il Comune si doti tramite la Polizia Municipale di un’unità cinofila, per contrastare lo spaccio e le attività illecite davanti alle scuole.

Il problema dell’uso di sostanze stupefacenti e dell’abuso alcolico tra i giovani investe purtroppo anche il mondo della scuola (gli episodi di cronaca ci fanno render conto della vastità del fenomeno che invade anche le scuole del nostro comune partendo anche dalle scuole medie), la quale va aiutata nello svolgere il suo importante ruolo, sia dalle famiglie e soprattutto dalle istituzioni amministrazione comunale compresa, nel fornire e divulgare opzioni preventive, modelli educativi, informazioni chiare e stili di vita utili a prevenire e contrastare l’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso alcolico.

Il Movimento StelleNelCuore nel programma prevede di stimolare ogni scuola affinché strutturi un proprio piano informativo/educativo contro l’uso di sostanze stupefacenti e l’abuso alcolico da proporre tutti gli anni, al fine di mantenere sempre elevata l’attenzione su questi gravissimi problemi.

Di primaria importanza sono anche i controlli programmati o casuali, condivisi e studiati da tutti gli attori della società.

Lo stato attraverso il Dipartimento Politiche Antidroga, mediante specifici portali web, mette a disposizione dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, dei genitori e degli studenti di tutte le scuole d’Italia, un piano di intervento, che tenga conto che il poli-consumo di sostanze (vari tipi di droghe, alcol e tabacco) è ormai il comportamento prevalente di assunzione.

Occorre ricordare altresì che fattori protettivi dal rischio di avere contatti con le sostanze stupefacenti e dalla dipendenza, sono le cure/attenzioni parentali, un ambiente scolastico e sociale orientati ed impostati alla valorizzazione dell’individuo e delle sue abilità, della sua creatività, e contemporaneamente al rispetto delle regole.

Ultimo ma determinante fattore nella prevenzione dello sviluppo della tossicodipendenza, è l’anticipare la scoperta dell’uso di sostanze da parte delle persone minorenni “individuazione precoce” al fine di poter instaurare un risolutivo intervento terapeutico. È noto, infatti, come interventi individuali in queste prime fasi di utilizzo di sostanze, aumentino la possibilità e la facilità di attivare cure ed interventi appropriati, meno invasivi, più accettati e maggiormente efficaci nel medio-breve termine.

Quindi gli obiettivi informativi/educativi, sulle dipendenze da sostanze, dovranno orientarsi a:

  • diffondere informazioni basate sulla ricerca scientifica in merito agli effetti sulla salute fisica e psichica di alcol, tabacco e altre sostanze illecite e alla tossicodipendenza;
  • promuovere stili di vita corretti e sani, senza uso di droghe;
  • utilizzare metodi interattivi di prevenzione attraverso i canali multimediali e Internet;
  • fornire informazioni adeguate a differenti target della popolazione, in particolare insegnanti, genitori, studenti e adolescenti;
  • fornire agli insegnanti strumenti didattici da utilizzare a scuola per promuovere l’attività di prevenzione nelle classi;
  • offrire supporto ai genitori su come affrontare il tema droghe con i propri figli;
  • proporre ai giovani materiali informativi appositamente studiati e progettati.

  Il “medico” competente nella scuola

 Il medico competente, è definito nel D. Lgs. n. 81/2008 come “medico in possesso di specifici titoli che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e, per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto”.

Il dirigente ha l’obbligo di nominare un medico competente solo per la presenza di alunni con particolari patologie e che necessitano della somministrazione di farmaci a scuola.

La somministrazione di farmaci agli studenti durante l’orario scolastico è infatti “regolamentata” dalle Raccomandazioni pubblicate dai Ministeri dell’Istruzione e della Salute il 25 novembre 2005, il Dirigente scolastico può individuare personale docente o non docente che si renda disponibile e che abbia effettuato i corsi di formazione presso le Asl del territorio per la sicurezza della salute nelle scuole. Può procedere solo dopo aver ricevuto una richiesta scritta dalla famiglia e la certificazione e la prescrizione dell’Azienda Usl.

Infortuni a scuola

Infiniti sono i rischi generici a cui gli scolari sono soggetti nell’attività scolastica come ad esempio le cadute, per tale motivo occorre far rispettare alcune regole basilari come:

Restare nell’ordine stabilito, non spingere i compagni che sono davanti, salire o scendere le scale tenendosi alle ringhiere o corrimano, fare attenzione ai gradini, non correre e non saltare sulle scale.

Ed inoltre controllare che:

Non utilizzino l’ascensore se non accompagnati da un insegnante, Non accedano ad aree riservate salvo che, sotto la direzione del docente, Non utilizzino apparecchiature elettriche se non con l’assistenza degli insegnanti, Non tocchino alcun componente elettrico (spine, prese ecc.) ecc.

Ma soprattutto rimuovere velocemente i rischi da anomalie e rotture potenzialmente pericolose (es. un vetro rotto, un interruttore rotto, una lampada non funzionante, un filo elettrico scoperto, una mattonella rialzata ecc.) che necessitano dell’attenzione degli adulti, i quali devono avvertire immediatamente il docente o altro personale preposto.

Il rischio d’infortunio durante l’attività di educazione fisica infatti, rischi specifici d’infortunio sono presenti durante lo svolgimento dell’educazione fisica, vuoi per

le difficoltà proprie di ciascun esercizio, che per l’uso di attrezzi; proprio per tale motivo durante l’attività d’educazione fisica, ai fini della sicurezza, gli allievi sono equiparati ai

lavoratori ed hanno l’obbligo di osservare le disposizioni di cui all’art. 5 del D. Lgs 626/94.

Il rischio derivante dall’uso di macchinari ed attrezzature per la didattica, va ridotto controllando che l’uso di macchinari e di attrezzature a scopo didattico avvenga sempre sotto la vigilanza del personale scolastico.

Il rischio nelle attività di laboratorio, non deve essere sottovalutato, infatti si tratta di rischi specifici per la salute e la sicurezza, che possono insorgere durante le attività didattiche svolte nei laboratori, in relazione con la natura delle esercitazioni, la pericolosità dei materiali usati e delle apparecchiature con l’eventuale esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici.

Gli insegnanti non sono responsabili se un bambino cade fuori della classe al termine dell’orario di lezione. Lo precisa la sentenza della Corte di Cassazione n. 17215/2010 la quale afferma che “una volta accompagnati gli alunni fuori dalla classe, i maestri non sono responsabili se un bambino cade e si fa male in cortile, durante la ressa che si forma all’uscita di scuola, al termine dell’orario di lezione”.

Riguardo, invece, agli infortuni gli studenti durante l’ora di educazione fisica, con la sentenza n. 9325 del 20 aprile del 2010 viene precisato che gli stessi devono essere risarciti dal Ministro dell’Istruzione. 

Il rischio nel laboratorio di informatica È importante sapere che l’uso prolungato degli apparecchi muniti di videoterminali può comportare disturbi alla vista, disturbi muscolari e scheletrici

Protezione della Scuola contro i fulmini

PROTEZIONE DEGLI EDIFICI SCOLASTICI CONTRO I FULMINI

In base alle disposizioni del DM 5.4.6. del 18.12.1975, il quale stabilisce che in tutti gli edifici scolastici è necessario verificare l’avvenuta installazione dell’impianto per la protezione dei fulmini

Il Movimento StelleNelCuopre nel ricordare che:

  • il nuovo testo unico identifica la scuola non solo come luogo di lavoro, ma ad essa assegna un ruolo attivo nella promozione della cultura della prevenzione e di valorizzazione del lavoro e della sua sicurezza nel solco già tracciato dal D. Lgs. n. 626/94
  • il dirigente scolastico, in quanto datore di lavoro, ha l’obbligo di attivarsi, nei limiti delle sue possibilità e competenze per segnalare tempestivamente le necessità agli organi di direzione politica amministrativa adottando, nel frattempo, tutte le misure prudenziali provvisorie, utili o necessarie, non ultima la sospensione dell’attività formativa.
  • Relativamente agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del decreto legislativo 81/2008 e s.m.i., la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, tale obbligo di vigilanza resta a carico dell’amministrazione competente e committente.

 PRIME CONSIDERAZIONI GENERALI

La sicurezza nelle scuole, un bene comune al quale tutti teniamo.

La legislazione è tanta, tanti gli obblighi i controlli e le verifiche che necessitano per stare tranquilli, come cittadini, genitori operatori scolastici.

Tra le tante incombenze le scuole hanno anche l’obbligo di sottoscrivere una polizza assicurativa con l‘INAIL per ogni alunno in quanto considerato un lavoratore.

Ma la polizza garantisce solo la copertura assicurativa per gli infortuni nel corso di attività di laboratorio e di educazione fisica. È questo il motivo per il quale molte scuole sottoscrivono una seconda polizza assicurativa che offra maggiori coperture e che viene fatta pagare alle famiglie attraverso il contributo volontario.

Per far sì che tante compiti siano eseguiti a regola d’arte le leggi cercano di prevedere (non sempre riuscendo nell’intento) accuratamente compiti ruoli e responsabilità stabilendo che:

  1. Gli articoli 31-35 del TU confermano l’obbligo del Capo di Istituto di organizzare il Servizio di Prevenzione e Protezione, preferibilmente all’interno della scuola, incaricando un numero di Addetti al Servizio Prevenzione e Protezione sufficiente rispetto alle caratteristiche dell’Istituto, assegnando loro mezzi e tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti assegnati; il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione coordina lo svolgimento dei compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione tra i quali si evidenziano:
  1. individuare i fattori di rischio (pericoli) e le misure per la sicurezza e la salubrità ambienti;
  2. collaborare alla valutazione dei rischi;
  3. elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività;
  4. proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori della scuola e degli studenti;
  5. partecipare alla riunione periodica, e consultazione in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
  1. L’esito della valutazione dei rischi viene riportato in un documento Valutazione Rischi che contiene contestualmente il programma delle misure ritenute più opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
  2. I principali attori protagonisti della sicurezza nelle strutture scolastiche sono:
    1. I dirigenti scolastici (vale a dire presidi e direttori didattici)
    2. Gli Enti locali (Comuni e Provincie) con il ruolo di fornitura dei locali.
    3. Il capo dell’istituto è responsabile delle misure di sicurezza antincendio di tipo “gestionale” mentre rimane all’Ente locale la competenza degli interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) finalizzata alla “messa a norma” degli edifici.
  3. Gli attori coinvolti come:
    1. il Dirigente Scolastico quale Datore di lavoro.
    2. il Preposto come persona che, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute.
    3. nel Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi, nei confronti del personale docente e non docente.
    4. del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) al fine di assicurare una più efficace sicurezza nei luoghi di lavoro;
    5. del Medico Competente nella scuola, quando obbligatoria in quanto emerga esposizione a determinati rischi.
    6. degli Addetti alle emergenze (antincendio e primo soccorso) che provvedono a:
  • intervenire in caso di emergenza; – conoscere e mantenere efficienti i dispositivi di sicurezza antincendio, presidi medici;

Tutta la mappa degli incarichi deve essere evidenziata in un organigramma esposto nell’albo della scuola.

 

Parte Terza:

LA VULNERABILITÀ SISMICA NELLE SCUOLE

 

PREMESSA:

Il Movimento StelleNelCuore credendo che la trasparenza sia elemento fondamentale nel rapporto con i Cittadini, non dimenticando la battaglia che ha intrapreso negli ultimi due anni per ottenerla sulla vulnerabilità degli edifici scolastici, culminata con la consegna di una petizione, con la quale si chiedevano garanzie sulla sicurezza degli edifici scolastici, al Sindaco e Presidente della Provincia, petizione che è rimasta senza risposta (vedi petizione allegata).

Così come senza risposta è rimasta la criticità delle tante scuole di Foligno, molte delle quali non sono state sottoposte alla obbligatoria verifica di vulnerabilità.

Nel frattempo l’amministrazione sostituisce la trasparenza sulla attuale grado di sicurezza degli edifici con gli annunci di costruzioni di nuove scuole, delle quali l’unica realizzata è l’asilo di Scafali, che risolve il problema di una cinquantina di bambini con un costo esagerato (600.000 €) seppur antisismico, avrà per tipologia e grandezza sovradimensionata, un alto costo sia di gestione sia di manutenzione, che ha comportato l’accensione di un mutuo comunale di circa 300.000 €.

Siamo coscienti che il problema della vulnerabilità sismica non riguarda solo Foligno né solo le scuole, ma crediamo che vista la impossibilità di mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici e privati che lo necessiterebbero, si debba almeno sapere quali non sono in grado di resistere ad ulteriori scosse per poter provvedere, in tempi certi, alla loro messa in sicurezza.

Il Movimento di Foligno StelleNelCuore crede che occorra fare, e faremo, quanto previsto in questo progetto, nel più breve tempo possibile.

RIFLESSIONE:

È dal lontano 2003 che in Italia è stato introdotto l’obbligo di verificare la vulnerabilità degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali (gli edifici scolastici lo sono) la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile.

La scadenza per provvedere è slittata (visto il numero di comuni inadempienti) un numero incedibile di volte, l’ultima delle quali era il 31 agosto 2018 posticipato ulteriormente (dal decreto Mille proroghe) al 31 dicembre 2018, termine entro il quale deve essere sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica ogni immobile adibito ad uso scolastico situato nelle zone a rischio sismico classificate 1 e 2.

Tutto ciò malgrado ci siano stati sempre finanziamenti statali non utilizzati interamente.

Finalmente quest’anno il comune di Foligno ha fatto richiesta di finanziamento per le verifiche di molte scuole delle quali 23 sono state finanziate.

Restano purtroppo esclusi molti edifici scolastici, che il comune aveva inserito nella richiesta di finanziamento, dei quali non si hanno notizie di quando saranno sottoposti alla obbligatoria verifica di vulnerabilità.

La grave mancanza dell’amministrazione, che non ha dopo 15 anni ancora provveduto al rispetto dell’obbligo di effettuare le verifiche di vulnerabilità, genera l’impossibilità di fare un piano di messa in sicurezza degli edifici non sicuri, ed impedisce la programmazione e la ricerca dei finanziamenti (es. Il D.L. 109/2018 ha autorizzato la spesa di € 9 mln per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 per la progettazione delle scuole innovative. Tali risorse destinate alla progettazione, vengono anticipate agli enti locali per stati di avanzamento dei livelli di progettazione) necessari, oltre a ritardare l’attivazione di tutte le incombenze burocratiche (in caso di finanziamento) atte a ridurre i tempi di messa in sicurezza

Il Movimento di Foligno StelleNelCuore, ritiene che nel più breve tempo possibile si arrivi a deliberare le verifiche di vulnerabilità di livello LC3 per tutti gli edifici scolastici (rimasti fuori dal finanziamento del 2018) che essendo stati costruiti prima del 1984, devono assolutamente assoggettati al controllo del grado di vulnerabilità sismica. Ritiene altresì che la cittadinanza sia informata della vulnerabilità delle singole scuole, e del piano predisposto, con costi e tempi, necessari per la messa in sicurezza, che tenga in debito conto del livello del rischio di ogni edificio. Infine che si provveda a fare urgentemente richiesta dei contributi possibili (ad ogni istituzione possibile) per la loro messa in sicurezza o la loro ricostruzione, valutando anche se alcune strutture non abbiano una vulnerabilità eccessiva e siano quindi da chiudere al più presto.

Inserire nel Bilancio Triennale (Documento Unico di Programmazione DUP 2019 – 2021) tutti gli impegni urgenti e necessari alla sicurezza.

Perché si deve PROVVEDERE URGENTEMENTE?

Perché le amministrazioni da 15 anni non adempiono all’obbligo previsto sin dal 20 marzo 2003, lasciando scadere le date previste e prorogate molte volte, le ultime delle quali erano fissate al 31 agosto 2018, e prorogate ancora una volta al 31 dicembre 2018.

Ordinanza pcm 3274 del 20/03/2003 e le seguenti precisavano che, “le costruzioni devono essere dotate di un livello di protezione antisismica differenziato in funzione della loro importanza e del loro uso, e quindi delle conseguenze più o meno gravi di un loro danneggiamento per effetto di un evento sismico”.

Stabiliva quindi “è fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari, pubblici e privati, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso”.

Restano escluse da tale obbligo soltanto le opere costruite o adeguate ai sensi delle norme sismiche emanate successivamente al 1984, ma a condizione che siano situate in zone per cui la classificazione sismica non risulti più severa rispetto a quando sono state progettate o adeguate.

Quindi il comune di Foligno trovandosi tra i comuni che sono stati riclassificati (da rischio 2 a rischio 1) deve provvedere alla verifica della vulnerabilità di tutte le sue scuole.

Il movimento di Foligno StelleNelCuore ritiene che sia ormai ora di fare quanto omesso dalle precedenti amministrazioni in particolare:

  • procedere con la massima urgenza nel commissionare tutte le verifiche di vulnerabilità non ancora effettuate, utilizzando gli stanziamenti esistenti.
  • fare il piano di messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici, dei quali si conosca l’indice di vulnerabilità, che figurino al di sotto della soglia dell’indice 1, valutando quali edifici mettere in sicurezza e quali chiudere e ricostruire in altro luogo.
  • stilare il calendario degli interventi in ordine di pericolosità, dandosi un obiettivo perseguibile che garantisca in tempi certi, che nessun edificio scolastico sia tenuto aperto, qualora il suo indice di vulnerabilità fosse inferiore a 0,8.
  • inoltrare richieste di finanziamenti pubblici, alle varie istituzioni nazionali regionali ed europee, predisponendo le progettazioni e tutte le documentazioni richieste e necessarie agli organi preposti, facendo, se necessario, pressioni politiche e non solo affinché siano messe in campo tutte le risorse finanziarie necessarie allo scopo, anche ricorrendo a manifestazioni di piazza.
  • attivare se necessario la ricerca di finanziamenti collettivi, che coinvolgano anche i genitori interessati oltre che associazioni, enti o sponsor, che potrebbero finanziare la costruzione di nuove scuole, diventandone proprietari con l’impegno di darli in comodato d’uso al comune (sin quando il comune non li abbia riscattati) fermo restando che tutte le spese di gestione e manutenzione resteranno a carico del comune e della scuola.      

Il movimento StelleNelCuore di Foligno, qualsiasi sarà il suo ruolo dopo le elezioni continuerà la sua battaglia affinché si arrivi al più presto a mettere in sicurezza almeno il mondo della scuola.

MA QUANTO CI COSTA? 

Troppo presto per ipotizzare i costi, in assenza di un quadro generale degli indici di vulnerabilità dei singoli edifici scolastici, mancano purtroppo i parametri necessari allo scopo.

Non possiamo però essere ottimisti, vista la vetustà della maggioranza delle scuole del nostro comune.

È quindi necessario, non appena in possesso delle verifiche di vulnerabilità, predisporre il piano di messa in sicurezza, per ricercare finanziamenti a fondo perduto totali o parziali che siano, che ogni anno vengono stanziati, sia dal governo tramite MEF-MIUR-MIT e Protezione Civile, sia dalla Regione e dall’Europa, un piano che scadenzi in ordine di pericolosità, le messe in sicurezza urgenti e le nuove scuole da costruire negli anni successivi al 2020. 

L’obbiettivo di questo progetto, è quello di poter restituire la necessaria sicurezza alle famiglie che affidando alle istituzioni i loro figli, hanno il diritto di potersi fidare che siano in buone mani.

Cosa che le ultime amministrazione hanno negato, malgrado fosse un loro obbligo e vista la “disconosciuta” gravità del rischio.

Il Movimento di Foligno StelleNelCuore pur nella consapevolezza che i problemi sono tanti e non solo di natura economica, ma anche di natura umana e sociale, di natura pratica e di responsabilità morali.

Siamo coscienti che a seguito delle verifiche di vulnerabilità, ci si potrebbe trovare nella necessità di chiudere alcune scuole, e che il dirigente scolastico o il Sindaco si trovi nella condizione di decidere se e quali edifici vadano chiusi o assumersi la responsabilità di lasciarli aperti, generando in un caso difficoltà familiari, oltre al problema di trovare nuove sistemazioni provvisorie agli scolari, e il peso umano della decisione nell’altra.

      Ecco un esempio del tipo di indici e la trasparenza che vogliamo 

NON POSSIAMO ESIMERCI DAL DENUNCIARE LA SCARSA ATTENZIONE DIMOSTRATA DALLE ISTITUZIONI.

Occorre infatti ricordare che la sentenza della Cassazione (n. 190, 8 gennaio 2018) ci costringe a fare qualche riflessione sul tema della sicurezza sismica, cioè il miglioramento e l’adeguamento, in stretta connessione con il nuovo testo del punto 8.4 delle NTC 2018.

Ci sono infatti alcuni elementi che pur non spiegati nel testo della sentenza, portano però ad affermare, senza timore di smentite, che il coefficiente di rischio sismico (quel rapporto capacità/domanda che adesso nelle NTC 2018 viene indicato con ζE) è visto dal Giudice come un coefficiente di sicurezza che, nel suo “sentire”, non può essere inferiore a 1.

Nel ricordare che uno degli ultimi “ULTIMATUM” è rimasto anch’esso quasi lettera morta, malgrado rafforzato da uno stanziamento di 100 milioni, l’accesso ai quali anche agevolato per i comuni di zona sismica 1!

 Esso tra l’altro specificava:  

“Entro il 31 agosto 2018 ogni immobile adibito ad uso scolastico situato nelle zone a rischio sismico classificate 1 e 2, con priorità per quelli situati nei comuni compresi negli allegati 1 e 2 al decreto-legge n. 189 del 2016, deve essere sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica”.

Tra le novità delle NTC 2018, l’esatta individuazione degli indici minimi di vulnerabilità sismica che dovranno essere raggiunti in caso di “miglioramento (riservato agli immobili storici) o di “adeguamento” degli edifici scolastici esistenti, pari rispettivamente ai valori di 0,6 e 0,8. Gli incidi minimi devono essere raggiunti in caso di “miglioramento” riservato agli immobili storici (indice minimo di vulnerabilità: 0,6) o di “adeguamento” degli edifici scolastici esistenti (indice minimo di vulnerabilità: 0,8).

Ricordiamo che già nel 2017 con decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8 all’art. 20-bis aveva stanziato le risorse (euro 105.112.190,27) per l’effettuazione delle verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici nelle zone classificate a rischio sismico 1 e 2 nonché per la progettazione degli eventuali interventi che risulteranno necessari a seguito delle verifiche.

Sindaci presidenti di Provincia e dirigenti scolastici non possono continuare a fare lo scaricabarile, lasciando tutto com’è non prendendosi la responsabilità di far fare le verifiche di vulnerabilità i primi e di non chiudere le scuole i secondi.

I sindacati non devono pensare di essere esenti da responsabilità, non avendo effettuato scioperi per garantire la sicurezza delle strutture di lavoro dei loro iscritti.

Anche i genitori devono svolgere il loro ruolo e pretendere di essere messi a conoscenza dello stato di sicurezza degli edifici dove mandano (essendo obbligati) i propri figli ad istruirsi.

I partiti di opposizione sono corresponsabili poiché poco e niente hanno fatto affinché gli amministrati facessero quanto in loro dovere.

 Come non ricordare che la Protezione Civile, con la circolare 4 novembre 2010, n. DPC/SISM/0083283, ha fornito chiarimenti sulla gestione degli esiti delle verifiche di vulnerabilità sismica.

 Abbiamo preso atto che il Comune quest’anno finalmente a seguito di un finanziamento del governo, è riuscito a farne richiesta, ottenendo solo per 23 edifici scolastici (vedi tabella sotto) il finanziamento delle verifiche di vulnerabilità, e che ha provveduto con determina n° 1495, 1496, 1497 ad assegnare a: STUDIO ING. ZONETTI LANFRANCO, STUDIO M. I. ARCH DI SILVANO GISMONDI, STUDIO CARLO BRONDI INGEGNERE in data 30 ottobre 2018 (ultimo giorno utile per utilizzare il finanziamento).

QUESTI GLI EDIFICI DEI QUALI IL COMUNE HA RICEVUTO IL FINANZIAMENTO

Comune di Foligno DELIBERAZIONE DI GIUNTA COMUNALE N. 444 DEL 24-10-2018

tabella_a

Secondo le leggi in vigore la verifica della vulnerabilità sismica è obbligatoria ma non lo è l’intervento di messa in sicurezza, anche se ci sono ormai più sentenze che stabiliscono la chiusura degli edifici scolastici che presentano indici di vulnerabilità al di sotto della soglia di sicurezza.

 Il Movimento ritiene urgente e necessario procedere rapidamente ad un adeguamento sismico di molti edifici scolastici, e farà tutto quanto in suo potere per inserire nella redazione dei piani triennali ed annuali, un piano straordinario di messa in sicurezza antisismica, utilizzando qualsiasi fonte finanziaria possibile. 

Movimento StelleNelCuore

MeetUp Foligno StelleNelCuore

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