Verso la scadenza del PSR 2014-2020 Regione Umbria

E’ STATO RISPETTATO IL PROGRAMMA EUROPEO PER LO SVILUPPO RURALE 2014-20?

Il programma di sviluppo rurale (PSR) per la Regione Umbria, formalmente adottato dalla Commissione europea il 12 giugno 2015, delineava le priorità dell’Umbria, per l’utilizzo di quasi 928,6 milioni di euro di finanziamento pubblico. Un cofinanziamento da utilizzare nei 7 anni dal 2014 al 2020. Si tratta di più di 400,4 milioni di euro del bilancio dell’UE, legati a 528,2 milioni di euro di cofinanziamento italiano.

La dotazione di bilancio del programma della Rete rurale nazionale per l’Italia 2014-2020, ammonta a circa 115 milioni di euro (59.6 milioni dal bilancio UE e 55 milioni di euro di finanziamenti nazionali), la Rete sosterrà le politiche per lo sviluppo rurale, attraverso lo scambio di esperienze e di conoscenze tra territori rurali e tramite una migliore attuazione e gestione dei programmi di sviluppo rurale italiani.

Per il PSR (2° pilastro della politica agricola comune) l’Unione europea ha messo a disposizione degli Stati membri, una dotazione finanziaria, da gestire sia a livello nazionale sia regionale, per il sostegno dello sviluppo rurale, attraverso programmi pluriennali cofinanziati. 

L’Umbria, il “cuore verde dell’Italia”, era nel 2014 (ora nel 2020 non più) una regione del centro Italia classificata come “regione più sviluppata”. Tutta la regione era classificata come area rurale, e per 2/3 considerata come zona svantaggiata. Svantaggiata in quanto, per metà fatta di zone montane e per metà di zone caratterizzate da altri svantaggi naturali, diversi dalle aree montane. Con inoltre il tasso demografico in calo e l’alta percentuale di popolazione anziana (23,8%).
Si tiene inoltre in conto che l’Umbria si contraddistingue per un notevole patrimonio naturalistico, che conta oltre 390 000 ettari di foresta. Inoltre la Regione aveva già approvato i piani di gestione per 102 siti Natura 2000 regionali. La regione si trova di fronte alle sfide ambientali, legate alla qualità delle acque superficiali e sotterranee, all’erosione del suolo e all’aumento degli incendi boschivi.

COME IL PSR DELLA REGIONE UMBRIA INTENDE AFFRONTARE QUESTE SFIDE
Per affrontare queste sfide, il PSR Umbria si proponeva di finanziare, azioni nell’ambito di tutte le sei priorità dello sviluppo rurale. In particolare la conservazione, ripristino e valorizzazione degli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura. Oltre al potenziamento della competitività del settore agricolo e forestale e a promuovere l’inclusione sociale e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

Le quattro principali misure del PSR in termini di bilancio (finanziamento pubblico totale) sono le seguenti:

  • alla misura 4:  217,2 milioni di euro assegnati (investimenti in immobilizzazioni materiali),
  • 110 milioni di euro assegnati alla misura 7: (servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali),
  • assegnati alla misura 8:  80 milioni di euro  (investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività forestale sviluppo delle aziende agricole e delle imprese),
  • 148,5 milioni di euro assegnati alla misura 10 (pagamenti agro-climatico ambientali). 
Come sono stati gestite dalla regione le risorse a disposizione?  

La situazione dell’attuazione del piano al 02 luglio 2020 dei progetti avviati, in corso, conclusi o ancora da attivare

Dai resoconti ufficiali risulta che al 31.12.2019, delle quattro principali Misure, solo la misura 10 (66,22% del pagato) è in buona posizione di utilizzo, mentre la 4 (44,76%) la 7 (18,93%) e la 8 (39,94%), sono drammaticamente indietro, dimostrando la scarsa capacità della regione nel applicare il piano predisposto.

In totale, occorre far notare, che sempre al 31.12.2019, i pagamenti totali con le risorse del PSR Umbria 2014-2020 (Spesa pubblica sostenuta), ammontavano solo a € 411.503.769 (€ 177.329.921,93 di quota FEASR).

Dunque pari al 44,3% della spesa pubblica programmata, quando ormai sarebbe rimasto solo il 2020 per completarlo. Fortunatamente anche per questo settennato, la commissione europea accetta che la spesa sia completata negli anni successivi sino al 2023. Un risultato quello dell’Umbria comunque leggermente al di sopra della media nazionale (43,26%) ma al di sotto della media del sottogruppo delle Regioni più sviluppate (45,66%) di cui fa parte. 

Nel dettaglio le misure che hanno registrato un maggiore avanzamento in termini di spesa pubblica rispetto al programmato sono le misure : la M13 (Indennità compensativa) con l’81,6% delle risorse spese, la M14 (benessere animale) con oltre il 79%, la M11 con il 71,7% (agricoltura biologica). Resta ancora nullo l’avanzamento della M2 (Consulenza ancora non attivata) e della M12 (Indennità Natura 2000) ma si segnala che, a seguito della conclusione dei bandi nel 2019, gli importi attualmente ammessi o in fase di ammissibilità consentono di prevedere un’inversione della tendenza entro il 2020

  • In termini di risorse impegnate al 31.12.2019 risultano impegnati 660,2 M €uro pari al 71,1% delle risorse programmate. Tale importo, conformemente a quanto previsto dalle line guida della Commissione europea “RURAL DEVELOPMENT MONITORING (2014-2020) – IMPLEMENTATION REPORT TABLES”, è calcolato per le domande pluriennali sull’importo dell’impegno annuale e non quello che deriva dalla somma degli impegni pluriennali.

Movimento StelleNelCuore

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