Covid-19 le gare pubbliche per l’emergenza

Ma le spese relative all’emergenza sono conosciute? 

Non tutte. Il commissario Arcuri, pur avendo più volte annunciato, l’imminente pubblicazione di tutti i dati sugli acquisti effettuati, non ha mantenuto l’impegno.

Infatti Openpolis (fondazione indipendente e senza scopo di lucro che promuove progetti per l’accesso alle informazioni pubbliche, la trasparenza e la partecipazione), pur avendo presentato un’istanza di accesso civico, per accedere alle informazioni non ha avuto risposta. Non soddisfatta ha ricercato almeno parte delle informazioni, da altre fonti.  

Ci sembra doveroso e utile diffondere una selezione delle notizie che Openpolis ci mette a disposizione. 

I bandi di gara delle pubbliche amministrazioni:

Il 79,7% degli importi banditi hanno come oggetto mascherine e altri dispositivi di protezione. 

Si tratta di quasi 9 miliardi di euro, quindi di cifre di spesa molto elevate, che necessitano di controlli accurati. Si può notare che i prodotti e servizi di analisi (come tamponi e test), malgrado il numero in crescente crescita, incide relativamente poco, con i suoi 675 milioni di euro. Gli ultimi aggiornamenti fatti a settembre, contengono anche arredi e attrezzature scolastiche, per circa 665 milioni. 

Ma chi controlla se gli affidamenti del commissario sono fatti in forme legittime? 

Poiché l’87,7% degli importi banditi, sono stati affidati con procedure negoziate (senza pubblicazione del bando) o con affidamenti diretti, la necessità di controllo e trasparenza è irrinunciabile!
L’utilizzo di procedure semplificate, si giustifica nelle prime fasi, per “mordere” la crisi, era infatti stato “legalizzato” dalla normativa di emergenza. Ma seppur l’utilizzo di procedure negoziate, senza previa pubblicazione del bando, possono essere modalità utilizzabili, essendo espressamente indicate nell’ordinanza del capo della protezione civile di febbraio, sembra a noi Cittadini che avrebbero dovuto essere utilizzate come deroghe, e non come la regola.  

 Alcune domande vengono poste da Cittadini, che nel loro interesse vorrebbero essere informati 

 Quanti e come sono stati spesi, i nostri soldi e da dove provengono?  

Siamo andati quindi a recuperare un po’ d’informazioni dal sito Openpolis, la quale ha messo a disposizione di tutti; un sito https://bandicovid.openpolis.it/ nel quale si possono trovare, tutte le informazioni al riguardo trovate in siti pubblici istituzionali.

Dall’inizio della crisi all’8 ottobre, Openpolis ha censito 7.461 lotti, per un totale di quasi 14 miliardi di euro messi a bando. Ad emanare i bandi per l’emergenza, 897 stazioni abilitate (appaltanti). Ma chi risulta più esposto nell’emanazione è il commissario all’emergenza Covid; infatti la sua struttura, è  passata dai 2,2 miliardi, banditi a luglio scorso, ai 4,6 miliardi attuali (un aumento del 109%).

Non resta che meravigliarsi, di fronte al dato di ottobre: quasi il 42% degli importi banditi in emergenza, sono stati emanati dal commissario Arcuri. Mentre i bandi di Consip (centrale acquisti della pubblica amministrazione) alla stessa data di ottobre aveva emanato bandi per 2,5 miliardi. Sembra dunque chiaro che gli acquisti sono sempre fatti in fase emergenziale; infatti le procedure seguite dalle diverse amministrazioni per l’assegnazione dei bandi sono quasi sempre procedure non aperte.

Dai documenti si evince, purtroppo, che la maggior parte (5,6 miliardi) di procedure negoziate avvengono senza pubblicazione del bando . Alle quali si aggiungono gli affidamenti diretti (3 miliardi) in accordo quadro  e (1 miliardo circa) di affidamenti diretti “puri”. Le procedure veramente aperte, sono invece uno strumento utilizzato solo in modo marginale, nella gestione dell’emergenza. Infatti incidono solo il 6,9% degli importi banditi e perdipiù solo grazie all’incremento, dovuto all’acquisto dei banchi da parte della gestione commissariale, svolto con procedura aperta, semplificata e di massima urgenza.

Ma chi ha usufruito di più delle spese urgenti, fatte senza controlli per il Covid-19?

Lasciando da parte le forniture di mascherine, dove le problematiche e i dubbi sono tanti (tra l’altro ci sono anche alcune indagini ancora in corso). Vediamo invece alcune delle aziende che hanno usufruito (per valori elevati) di tali procedure:    

  • 10 Lotti per un valore di 601.852.750 ad ALTHEA ITALIA S.P.A. che aveva nel 2018 un fatturato di 182,70 M €, che faRiparazione e manutenzione di apparecchi elettromedicali, di materiale medico-chirurgico e veterinario, di apparecchi e strumenti per odontoiatria”. Ha fornito monitor multi-parametrici e ventilatori polmonari ad alto contenuto tecnologico, al fine di incrementare le postazioni di terapia intensiva e sub-intensiva delle strutture ospedaliere. Chissà perché non da Althea S.p.A., che è una società controllata da Althea Group S.p.A., leader pan-Europeo nella gestione integrata dei servizi di ingegneria clinica
  • 20 lotti per un valore di 675,19 Mln di euro a GE MEDICAL SYSTEMS ITALIA S.P.A azienda che Commercia all’ingrosso articoli medicali ed ortopedici, che nel 2019 aveva un fatturato di 280,15 M di €
  • 40 lotti per un valore di 664,84 Mln di euro a Dräger Italia Spa, azienda leader a livello internazionale nel campo delle apparecchiature tecnologiche medicali e di sicurezza. Dräger società tedesca Drägerwerk AG & Co. KGaA di Lubecca, sviluppa e produce apparati e sistemi tecnologici in ambito medicale e di sicurezza.
  • 9 lotti per un valore di 342,45 Mln di euro a  MORTARA INSTRUMENT EUROPE S.R.L. Fatturato 2019 pari a 11,89 M € un azienda per “soluzioni ideali del prodotto che sostengono la diagnosi ed il trattamento della malattia cardiaca”. 
  •  8 lotti per un valore di 308,53 Mln di euro SEAB INSTRUMENTS S.R.L, Fatturato 2019 7,09 M €; Medicali ed elettromedicali impianti ed apparecchi – commercio.
  • 2 lotti per un valore di 134,57 Mln di euro a BYD AUTO INDUSTRY COMPANY LIMITED che è il settimo costruttore di auto in Cina. Situata a Shenzhen, nella provincia del Guangdong, che si è messa a fare mascherine anti-Coronavirus e disinfettanti

Pensate che la maggior parte siano aziende giuste a cui affidare merce urgente, chiedendo quantità che sono da tre a venti volte il loro fatturato annuo? 

 
Quali sono i controlli attualmente eseguiti sulla legittimità delle procedure usate? 

Pochi i controlli, se non casuali o dovuti a denunce, malgrado l’entità e i valori di ordini. Infatti la maggior parte degli acquisti sono avvenuti con procedure negoziate senza pubblicazione del bando (5,6 miliardi), con accordi quadro o con affidamenti diretti, una parte dei quali (pari ad 1 miliardo) con affidamenti diretti definiti “puri”. Alle quali si aggiungono gli  (3 miliardi) in accordo quadro  e (1 miliardo circa) di affidamenti diretti “puri”. Parliamo quindi di più di dieci miliardi spesi senza utilizzare procedure “controllabili”.

La nostra preoccupazione, sul modo con cui sono stati gestiti molti miliardi, si è moltiplica dopo l’approvazione del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 “Misure urgenti per la semplificazione”

L’ANAC infatti il 4 agosto in una nota argomentata, metteva in evidenza di aver presentato, in considerazione della fase emergenziale, alcune proposte di modifica della normativa di settore e, in particolare, del Codice finalizzate ad imprimere una accelerazione nelle procedure di affidamento degli appalti di lavori, servizi e forniture, senza compromettere l’impianto complessivo della materia che essendo, com’è noto, di derivazione europea impone una particolare attenzione.  

Nella sostanza l’ANAC aveva ritenuto opportuno evitare di adottare la tecnica delle deroghe al Codice per scongiurare possibili violazioni del diritto euro-unitario. E perdipiù afferma che: “Si prende atto della diversa impostazione seguita e si procede di seguito a fornire alcune osservazioni sulle disposizioni del D.L. n. 76/2020 che hanno effetti sul sistema dei contratti pubblici e sulla materia della prevenzione della corruzione e della trasparenza, esaminando per ciascuna norma i problemi interpretativi e applicativi da essa sollevati”.

La situazione dei valori spesi fino al 31 maggio 1° Fase

 Le spese per l’emergenza Covid-19 (31 gennaio – 31 maggio 2020)

Movimento StelleNelCuore 

Note: 

Le FAQ di OpenPolis

Quali sono le fonti dei dati?

I dati sono principalmente di fonte Anac tramite la Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici (BDNCP) che fornisce solo i lotti con importo a base d’asta maggiore di 40.000 euro. Abbiamo selezionato alcune parole chiave per la ricerca nell’oggetto dei lotti ed escluso manualmente i numerosi falsi positivi. Altra fonte sono i dati sui contratti messi a disposizione dalla Protezione Civile accessibili qui. Inoltre sono stati reperiti vari dati dai siti di alcune stazioni appaltanti, spulciando tra i pdf, in particolare quelli riguardanti gli importi di aggiudicazione e le aziende vincitrici.


Si prevede un aggiornamento dei dati?

Certo, l’aggiornamento previsto è settimanale. Con il tempo vorremmo automatizzare anche l’aggiornamento dai siti delle stazioni appaltanti più significative.


Che differenza c’è tra un lotto e un bando di gara?

Un bando di gara è suddiviso in uno o più lotti che possono riguardare diverse forniture, servizi e lavori. Di conseguenza lotti della stessa gara possono avere importi differenti ed essere aggiudicati a diverse aziende. 


Come mai di molti lotti non si conosce lo stato?

Per una buona parte dei lotti nella BDNCP non sono presenti le informazioni successive alla pubblicazione della gara e quindi lo stato (se aggiudicato, annullato, deserto, …), l’eventuale importo e data di aggiudicazione e l’azienda vincitrice. Quando presenti, queste informazioni sono state prese da alcuni lotti della BDNCP che forniscono anche queste informazioni, dalla Protezione Civile e da un paziente lavoro sui documenti pubblicati da alcuni siti delle stazioni appaltanti.

Come mai di alcuni lotti aggiudicati manca l’importo di aggiudicazione e il vincitore?

Sono i casi in cui la procedura di gara del lotto è un affidamento diretto. In questi casi abbiamo assegnato automaticamente lo stato del lotto come aggiudicato ma non abbiamo dalla fonte l’importo di aggiudicazione e l’azienda vincitrice.


I lotti sono esaustivi di quelli riferibili all’emergenza Covid-19?

E’ una domanda a cui non possiamo rispondere! Sono sicuramente tutti i lotti pubblicati dalla BDNCP che nell’oggetto del lotto o della gara hanno delle parole chiave riferibili all’emergenza Covid-19. 

Ricordiamo che la BDNCP non pubblica lotti con importi inferiori ai 40.000 euro.


Possono essere presenti lotti che non sono riferibili all’emergenza Covid-19?

Abbiamo svolto un lavoro attento ma può capitare che qualche lotto possa essere sfuggito alla nostra selezione e sia rimasto qualche falso positivo. Anche per questo nella pagina del singolo lotto c’è la funzione “Segnala inesattezze”.


Come è stata fatta la classificazione tematica dei lotti?

Su questo abbiamo lavorato a lungo, dapprima cercando una corrispondenza con il CPV (Common Procurement Vocabulary) presente nella fonte dati ma non sempre affidabile, poi andando manualmente a controllare lotto per lotto. Se trovi qualche lotto classificato erroneamente segnalacelo per cortesia.


Come mai alcuni oggetti dei lotti sono troncati?

Purtroppo arrivano così dalla fonte.


Si possono scaricare i dati?

Certo e incoraggiamo a farloQui trovi tutti i dati in formato aperto. La licenza di utilizzo è la ODbL 1.0

La lista delle parole chiave che abbiamo utilizzato è consultabile qui.


Fonte: https://bandicovid.openpolis.it/;  Gran Sasso Science Institute

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